“Una questione di cuore”: premiato il cortometraggio veronese
Il cortometraggio “Una questione di cuore” conquista il Premio Fedic 2026. Un film che unisce emozione e sensibilizzazione sull’uso dei defibrillatori.

Il cortometraggio “Una questione di cuore” conquista il Premio Fedic 2026. Un film che unisce emozione e sensibilizzazione sull’uso dei defibrillatori.

Un riconoscimento prestigioso per un’opera che unisce cinema e impegno sociale. Il cortometraggio “Una questione di cuore”, scritto e diretto dal regista veronese Alessandro Zonin e prodotto da Filmica Srl, ha conquistato il Premio Fedic Club 2026 come miglior film nell’ambito della 76ª edizione di Italia Film Fedic – Mostra del Cinema Breve, svoltasi a Montecatini Terme.
La giuria ha premiato il lavoro per la sua capacità di affrontare un tema di grande rilevanza sociale senza rinunciare alla forza narrativa e all’intrattenimento. Nelle motivazioni del riconoscimento si sottolinea infatti come il film riesca a coniugare un messaggio importante con immagini curate, una recitazione efficace e una trama coinvolgente fatta di mistero, emozioni e speranza.
Si tratta di un successo significativo non soltanto per il regista e per la casa di produzione veronese, ma anche per il mondo del volontariato e della prevenzione sanitaria. Il cortometraggio, infatti, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della defibrillazione precoce e sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE), strumenti che possono fare la differenza tra la vita e la morte in caso di arresto cardiaco.
Alla base della storia c’è un racconto umano che intreccia amore, destino e solidarietà. La vicenda segue il percorso di due giovani protagonisti, uniti da un filo invisibile che sembra guidare le loro esistenze nella quale un evento improvviso mette in luce il valore dell’intervento tempestivo e della presenza di un defibrillatore accessibile nel momento del bisogno.

«Questo cortometraggio nasce con l’intento di raccontare una storia di speranza, di connessioni inaspettate e di scelte che cambiano il destino», ha spiegato Alessandro Zonin. «Abbiamo voluto rappresentare la potenza di un’azione tempestiva, la guida rassicurante della centrale operativa del 118 e l’importanza di avere un defibrillatore accessibile nel posto giusto. Ma non è solo una storia di soccorso: è anche una storia di amore, di nuovi inizi, di mistero e di gratitudine».
Dietro il progetto cinematografico c’è il sostegno di Progetto Vita ODV, associazione piacentina che dal 1998 rappresenta un punto di riferimento europeo nella lotta alla morte improvvisa da arresto cardiaco. Fondata dai cardiologi Alessandro Capucci e Daniela Aschieri, l’organizzazione ha costruito negli anni una rete capillare di prevenzione e soccorso che oggi costituisce un modello osservato anche a livello internazionale.

I numeri raccontano meglio di ogni altra cosa la portata di questa esperienza. Nella sola provincia di Piacenza sono stati installati 1.182 defibrillatori e oltre 108.500 persone sono state formate all’utilizzo di questi dispositivi. Grazie a questa rete, sono già 163 le persone salvate da un arresto cardiaco. Un risultato straordinario se si considera che ogni minuto trascorso senza intervento riduce drasticamente le possibilità di sopravvivenza.
L’arresto cardiaco rappresenta infatti una delle principali cause di morte nei Paesi occidentali. In Italia provoca circa 60.000 decessi ogni anno. Di fronte a questi dati, la diffusione della cultura del soccorso diventa una priorità collettiva. È proprio questo il messaggio che il film vuole trasmettere: chiunque può contribuire a salvare una vita, anche senza essere un professionista sanitario.
«Ogni giorno, nel nostro Paese, decine di persone vengono colpite da un arresto cardiaco improvviso», sottolinea la dottoressa Daniela Aschieri, presidente di Progetto Vita. «In quei momenti può accadere qualcosa di straordinario: qualcuno decide di intervenire. Quel gesto può fare la differenza tra la vita e la morte». Attraverso il film, aggiunge, l’associazione intende diffondere un messaggio di consapevolezza: il cuore può fermarsi, ma la vita può ripartire grazie a chi è pronto ad agire.
A dare volto ai protagonisti della storia sono Elisa Billi e William Michael Roberts, affiancati da Eleonora Tiberia e Donatella Pompadour. Le riprese sono state realizzate nel suggestivo borgo medievale di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, con la Rocca Viscontea a fare da sfondo a molte scene. Le ambientazioni, oltre a valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico del territorio, conferiscono al film un’atmosfera elegante e cinematografica. L’opera gode inoltre del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Piacenza.
Il successo ottenuto alla Mostra del Cinema Breve rappresenta soltanto una tappa del percorso di “Una questione di cuore”. Il cortometraggio è infatti impegnato nel circuito dei festival internazionali e punta a diventare anche uno strumento didattico e divulgativo nelle campagne di sensibilizzazione dedicate alla diffusione dei defibrillatori sul territorio.

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