Per capire bisogna conoscere: per aiutare i veronesi e gli ospiti a vedere la realtà ucraina senza i filtri dei mass media, l’associazione “Ora Ucraina” ha organizzato la mostra fotografica “UCRAINA NOSTRA. Granaio d’Europa, Terra di conquista”, che espone gli scatti del fotografo ucraino Kostiantyn Bobryshev, vincitore del concorso internazionale Life Press Photo 2025.

Resteranno esposte fino al 9 giugno presso la Sala Comunale Renato Birolli le fotografie, scattate prevalentemente nella regione di Poltava, che riflettono la vitalità di un popolo pacifico, laborioso e gioioso. Sono ritratti giovani e anziani, civili e militari, dediti alle attività pacifiche e ai mestieri tradizionali, ma anche segnati dal dolore del lutto.

A integrare l’esposizione fotografica ci sono teli ricamati antichi, realizzati a mano dai bisnonni della curatrice della mostra, Tamara Pozdniakova. La sua famiglia è riuscita a salvare questi teli nonostante le carestie e le guerre che hanno colpito l’Ucraina nel Novecento.

Talenti ucraini di Verona

Ci sono anche i quadri delle artiste che fanno parte dell’associazione “Ora Ucraina”. Tetiana Iovenko Ferrari ha contribuito con un’opera che riflette lo stato d’animo in cui vivono gli ucraini negli ultimi anni: si chiama “Paltanytsia” e sottolinea il ruolo delle donne come protettrici della pace.

I lavori di Nadiia Skidan, invece, portano una carica sovversiva e disturbante. Nelle sue opere, la giovane artista vive il dramma dello sradicamento. Nata e cresciuta in Crimea, da ragazza si è trovata sotto l’occupazione russa. Negli anni ha compiuto un percorso difficile per ritrovare la propria identità ucraina. Ora, vivendo in Italia, cerca di evidenziare nelle sue performance la sensazione di spaesamento e di doloroso distacco, dipingendo talvolta anche con il sangue. Ma non è tutto: per completare l’esperienza, il 6 giugno alle ore 16:00 sarà presentato il quadro collettivo “Pietà Ucraina”.

Un dolore che diventa quadro

Quest’opera d’arte di grandi dimensioni (quasi 4 x 4 metri) e dal profondo impatto psicologico è stata creata dai parenti dei militari caduti e consacrata dal vescovo di Ivano-Frankivsk.

La “Pietà Ucraina” nasce dal dolore per esprimere la speranza di una memoria eterna. Il quadro è basato su un’idea di Andriy Yermolenko, artista e militare ucraino attualmente in servizio. Yermolenko si è ispirato alla “Pietà” di Michelangelo per rappresentare l’attualità ucraina. Sui giganteschi pannelli, una Madonna addolorata tiene tra le braccia un difensore ucraino ucciso. L’idea di riprodurre quest’opera in grande formato è venuta all’artista Yarema Stetsyk, padre di un difensore disperso in azione dal dicembre 2022.

Ora il quadro, consacrato dal vescovo di Ivano-Frankivsk, viaggia per l’Italia con il patrocinio dell’Ambasciata dell’Ucraina in Italia e con il coordinamento organizzativo del Rotary Club di Todi; l’evento di Verona, invece, è organizzato dall’Associazione Ora Ucraina, in collaborazione con il Rotary Club Verona Scaligero. Seguirà un rinfresco offerto dall’associazione “Malve di Ucraina”: tante realtà che si sono unite per valorizzare l’evento.

Per raccontare “Pietà Ucraina” sono venute da Ivano-Frankivsk a Verona quattro donne che hanno partecipato alla creazione del quadro. A capo della delegazione c’è Halyna Batiuk, moglie di un difensore caduto e presidente dell’associazione delle famiglie dei caduti. Con lei ci sono Mariia Vuianko, che ha perso in guerra il suo unico figlio, e Tetiana Marchuk, moglie di un difensore disperso dal gennaio 2026. Ancora più intensa è la testimonianza di Olena Mordik, che si trovava all’interno dell’acciaieria Azovstal a Mariupol. Suo marito è stato ucciso durante l’assedio; lei, invece, è stata deportata in prigionia in Russia ed è stata liberata dopo anni. Ciascuna di loro porta con sé un grande dolore, ma anche una profonda fede. Poterle ascoltare e interagire con loro è un’esperienza che colpisce nel profondo dell’anima.

Il drama di Mariupol raccontato da Guerra

Dopo la fotografia e la pittura, a raccontare l’Ucraina subentra anche il teatro. La serata, infatti, prosegue con il recital “La Breve Utopia – Mariupol DramTeatr”, che inizia alle ore 18:00. Questo monologo teatrale multimediale di Michele Guerra, scrittore e attivista udinese, ci farà rivivere i venti giorni durante i quali il Teatro del Dramma di Mariupol divenne un rifugio per civili assediati. Fu un esempio di solidarietà e resistenza civile, prima di essere bombardato dall’aviazione russa.

In quelle settimane attori, tecnici e impiegati si organizzarono autonomamente, insieme a decine di volontari, per garantire la sopravvivenza e la sicurezza di donne, bambini e anziani, fino a costituire una vera comunità autogestita e spontanea, basata sul mutuo aiuto. Un’utopia concreta, ma breve, che l’esercito russo ha infranto, facendo morire sotto le macerie tanti civili innocenti.

La tappa veronese della mostra itinerante, promossa da “La Rondine APS” (San Donà di Piave), gode del patrocinio della Regione Veneto, della Circoscrizione 1ª del Comune di Verona, di AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) e di NAU (Network di Associazioni per l’Ucraina), con il sostegno di SESA S.p.A. e Palazzetti. Hanno inoltre aderito vari Comuni tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, associazioni internazionali, il Ministero della Cultura, l’Ambasciata e il Consolato dell’Ucraina in Italia.

L’ingresso è libero, con offerta responsabile. La mostra è aperta dal 29 maggio al 9 giugno, da lunedì a domenica, dalle 10:00 alle 17:00, presso la Sala Birolli, in Via Macello 17, a Verona.

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