Mercoledì 29 aprile alle 20.45 il Teatro Camploy ospita Il sabato del villaggio. Divieto di sosta 0-24, una delle produzioni più intense e apprezzate di Teatro Modus, inserita nella rassegna Altro Teatro/City dedicata alle compagnie professionistiche veronesi.

Lo spettacolo, diretto da Andrea Castelletti, si presenta come un vero e proprio anti-spettacolo: una messa in scena che rifiuta la struttura narrativa classica, abbandona la linearità di trama e personaggi e sceglie invece di costruire un percorso fatto di immagini e suggestioni. Il centro non è la storia, ma l’umanità: quella che vive ai margini, che attraversa le periferie fisiche ed emotive della città.

Il teatro Camploy di Verona.

Il titolo richiama Giacomo Leopardi, ma il “villaggio” raccontato qui è ben lontano da quello poetico e rassicurante dell’Ottocento. Non ci sono più la donzelletta o lo zappatore, ma figure come l’informatico, il commercialista, il buttafuori di discoteca, uomini e donne immersi in una quotidianità frenetica dove il tempo dell’attesa – e forse anche quello della riflessione – sembra scomparso.

Un nuovo tipo di villaggio

A fornire la materia viva dello spettacolo sono i racconti di Furio Sandrini, autore milanese poliedrico e difficilmente incasellabile: narratore, drammaturgo, illustratore e curatore di mostre, noto anche con lo pseudonimo di Corvo Rosso. Una figura laterale e libera nel panorama culturale contemporaneo, capace di osservare la città con uno sguardo ironico ma profondamente umano.

Sandrini ha pubblicato la raccolta di vignette satiriche e autoironiche Gli inesistenti, oltre a una serie di racconti urbani poi confluiti nel volume Divieto di sosta 0-24, da cui prende forma il testo dello spettacolo. Nei suoi scritti emerge una galleria di personaggi fragili, disillusi, spesso sospesi tra solitudine e sopravvivenza: non eroi né vittime, ma frammenti autentici di una società che corre troppo in fretta per accorgersi di loro.

Il regista Andrea Castelletti.

«Il sabato del villaggio di Leopardi descrive un mondo che si sviluppa attorno a una piccola comunità con lavori semplici e soprattutto animi semplici – spiega Castelletti – mentre il villaggio contemporaneo, metropolitano e sincopato, non lascia tempo alla vita. Il valore dell’attesa non esiste più: è tutto immediato, tutto subito».

E ancora: «Con la finezza e la profondità dell’occhio di Sandrini, i testi raccontano le vite di queste persone, in questo frullatore in cui viviamo. Lo spettacolo, attraverso suoni, luci e parole, condurrà gli spettatori a sbirciare dentro questa umanità varia».

La regia lavora proprio su questo: trasformare la parola in esperienza sensoriale, costruire una provocazione scenica che non consola ma interroga. Luci, suoni e immagini diventano strumenti per mostrare le contraddizioni della città contemporanea, dove la domenica si confonde con il lunedì e il tempo sembra consumarsi senza mai appartenere davvero a nessuno.

Il costo del biglietto è di 14 euro intero e 12 euro ridotto. Il calendario completo della stagione è consultabile su modusverona.it. Informazioni al numero 392 3294967 oppure via mail a info@modusverona.it.

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