“Nata da un sogno”: in Civica il docufilm su Mediterranea
Mercoledì pomeriggio la proiezione nella Biblioteca Civica con la presenza di Alessandro Metz, co-fondatore e armatore di "Mediterranea", per il dibattito finale.

Mercoledì pomeriggio la proiezione nella Biblioteca Civica con la presenza di Alessandro Metz, co-fondatore e armatore di "Mediterranea", per il dibattito finale.

Mercoledì 18 marzo alle 16:30 presso la Biblioteca Civica di Via Cappello a Verona, sarà proiettato il docu-film “Nata da un sogno”, che racconta la nascita e le battaglie di Mediterranea Saving Humans. Un titolo scelto con cura: Mediterranea Saving Humans nasce proprio da un sogno, anzi, da un incubo vissuto nella notte del 28 giugno 2018 da uno dei suoi fondatori, Luca Casarini.
È lui stesso a raccontare nel documentario che l’idea di costruire una nave per salvare vite in mare nasce da un incubo. Una sera, Casarini guarda la TV e ascolta parlare dell’ennesima tragedia in mare: migranti morti nel Mediterraneo mentre i politici sembrano restare inerti. Quelle immagini lo turbano per tutta la notte, facendogli sognare donne, uomini e bambini che affondano nel mare. Una notte difficile da superare, che rende impossibile tornare a vivere come se nulla fosse accaduto.
Invece Luca capisce che è il momento di agire. È il periodo della propaganda della destra dei porti chiusi, con Salvini che ottiene consensi grazie alla sua battaglia contro i migranti. Il giorno seguente Casarini contatta i suoi vecchi amici di mille battaglie, Alessandro Metz, che sarà presente in Civica mercoledì, e Beppe Caccia. A loro racconterà del sogno e dice:
“Bisogna fare una nave, bisogna andare in mare per salvare vite”
Bastò una sola telefonata per convincere Metz e Caccia della necessità di agire contro la politica dei porti chiusi. Bisognava muoversi per salvare vite umane. Da qui nacque l’idea di intervenire seguendo la regola fondamentale: prima si salva, poi si discute.
Ci vorranno quattro mesi per trasformare in realtà il sogno nato da un incubo durante una notte di inizio estate. La notte tra il 3 e il 4 ottobre di quell’anno, la Mar Jonio, un vecchio rimorchiatore adattato per la nuova missione, salperà per la sua prima operazione con Mediterranea: salvare vite in mare.
Sono trascorsi quasi otto anni da quell’incubo vissuto da Luca Casarini, un incubo che si è trasformato in un sogno. Un sogno iniziato in quell’ottobre e che continua ancora oggi, con ben ventiquattro missioni completate dalla ONG italiana.
Otto anni durante i quali sono state salvate vite non solo in mare, ma anche in missioni in Ucraina e Gaza. Mediterranea, nel suo impegno umano, si impegna a essere presente ovunque ci siano persone oppresse, persone che chiedono soltanto di essere salvate.
Il documentario è stato realizzato da Tommaso D’Elia, Simone Pallica, Daniela Preziosi ed Elena Caronia ed è prodotto da Arcois TV. Racconta il sogno, la nascita e la missione di Mediterranea Saving Humans. A parlare sono i protagonisti: Casarini, Alessandro Metz, Beppe Caccia, fondatori di questo progetto. Interviene anche Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea, uomo che è stato molto vicino a Papa Francesco e che ha espresso il desiderio di salpare per contribuire al salvataggio di vite in mare.

Sarà possibile ascoltare le testimonianze di chi ha navigato in mare negli ultimi anni. Racconti diretti e crudi che mettono in luce quanto sia indispensabile la presenza delle ONG, spesso oggetto di critiche, alla luce della totale mancanza di politiche efficaci per garantire flussi migratori più sicuri e umani. L’assenza di strategie concrete per prevenire le tragedie in mare è una realtà drammatica e urgente.
Al termine della proiezione sarà possibile dialogare con Alessandro Metz, armatore e uno dei fondatori di Mediterranea Saving Humans, protagonista di quella telefonata a tre con Casarini e Caccia da cui è nato il sogno di salpare per salvare vite in mare.
Nel momento in cui scriviamo, arriva la notizia che Mediterranea Saving Humans, durante la sua ventiquattresima missione in mare, ha tratto in salvo 40 persone in pericolo a 60 miglia da Lampedusa. Il salvataggio è stato effettuato dalla barca a vela Safira, una delle tre imbarcazioni che la ONG italiana utilizza per salvare vite in mare. Le altre due sono la storica Mar Jonio e Mediterranea.
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