RelazionExpo 2025: a Verona si parla di relazionésimo
Le relazioni al centro dell'economia, questa la visione di Relazionésimo che promuove la seconda edizione di RelazionExpo, a Verona.

Le relazioni al centro dell'economia, questa la visione di Relazionésimo che promuove la seconda edizione di RelazionExpo, a Verona.

Fondazione Relazionésimo ha scelto Verona come sede per la seconda edizione di RelazionExpo – La Fiera delle Relazioni. L’evento è stato presentato venerdì 26 settembre nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, alla presenza dell’assessora Alessia Rotta, responsabile del Commercio, Attività produttive, Manifestazioni, Rapporti con il Consiglio comunale e Relazioni con il territorio, insieme a Ketty Panni e Ombretta Zulian, fondatrici di Relazionésimo, e a Giuseppe Costaman, direttore della fondazione.
La conferenza stampa, alla presenza di rappresentanti istituzionali e moderata da Daniela Ballarini, responsabile comunicazione e relazioni esterne di RelazionExpo, ha illustrato gli obiettivi dell’evento in programma al Palazzo della Gran Guardia dal 23 al 26 ottobre.
«RelazionExpo unisce visione imprenditoriale, supporto istituzionale e un solido legame con il territorio», ha dichiarato Ballarini in apertura. Alessia Rotta l’ha definita «un prezioso contributo, coerente con il programma attualmente portato avanti dall’Amministrazione comunale». Saranno quattro giorni dedicati ad aziende, enti e organizzazioni, in dialogo per far conoscere il racconto delle relazioni che caratterizzano il loro impegno.
Un programma che vedrà avvicendarsi relatori e relatrici di spicco, tra cui lo scienziato Federico Faggin. Cinque le aree tematiche: abitare, cibo, lifestyle, innovazione e sostenibilità. Una mostra affiancherà l’evento: un viaggio immersivo nell’arte, nella ricerca e nell’economia. Figura, tra le altre, l’opera di Michelangelo Pistoletto, candidato al Premio Nobel per la Pace.
«RelazionExpo è quel mondo che non c’è ancora, ma può esserci» ha affermato Ketty Panni «è prendersi il tempo, in una cornice magnifica come il Palazzo della Gran Guardia, per riflettere e immaginare, è “accendere i cuori” e imparare a fare business con la relazione».
Castaman ha sottolineato che questo convegno vuole mettere insieme economia, cultura e conoscenza viste con un approccio diverso, al cui interno c’è la persona. «Un palcoscenico sul mondo e sul mondo che vorremmo, senza nascondere i problemi che pone».
Entrando nel merito del programma, Zulian ha chiarito che prevede una parte esperienziale con workshop e masterclass, convegni trasversali sui diversi temi e una parte artistica «Perché gli artisti sono fra cielo e terra e sanno veicolare i contenuti in modo empatico, diversamente da quello che può fare una conferenza».
Però da non considerare come un “eventology”, ha chiarito Zulian, perché l’obiettivo è di «Aprire la mente a trecentosessanta gradi, essere ispirati per poter gestire la complessità oltre la specificità».
Gli eventi sono gratuiti, con obbligo di registrazione al sito dedicato.
Nasce nel 2019, come ente del terzo settore a profitto sociale con l’intento di promuovere il capitale relazionale, umano e narrativo delle persone, delle imprese e delle istituzioni, attraverso il dialogo generazionale, come si legge nello statuto della Fondazione.
«Il mondo porta a trascurare le relazioni […] il capitale umano è conteggiato in azienda solo per i suoi costi […] ma l’economia si regge sulle relazioni» ha affermato Panni. «Anche la capacità di intraprendere nasce dal guardare negli occhi l’altro, chiunque sia, e ascoltarlo. Relazionésimo nasce da questa consapevolezza».
Zulian ha sottolineato che non è più tempo di costruire castelli sulla sabbia, pensare all’io e non al noi «Relazionesimo è concretezza, i suoi pilastri sono economia, cultura, educazione e il metodo è conoscenza, studio e relazione». E il coraggio di fare la differenza portando la bellezza ovunque, dentro e fuori le imprese, con la forza delle relazioni.
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