Sono passati più di 50 anni tra la pubblicazione nel 1962 de Il principe giallo di Vasyl’ Barka e la sua traduzione in italiano nel 2016 (Pentàgora Edizioni). Cinque decenni in cui l’idea che l’Occidente si era fatta dell’Ucraina e del suo rapporto con la Russia è cambiata radicalmente, cinque decenni in cui si è passati dal silenzio intorno agli abomini commessi dal regime sovietico all’inversione della narrazione dei rapporti di forza tra Mosca e Kyiv, grazie anche all’emergere di tragiche evidenze documentali.

Una delle vicende che connotano oggi l’eredità ucraina è certamente l’Holodomor, la morte per fame che negli anni 1932-33 è stata perpetrata da Stalin e che secondo diversi storici si stima abbia prodotto tra i 4 e i 7 milioni di di morti ucraini, frutto di un’operazione sistematica che voleva inizialmente reinvestire nell’industria tutta la ricchezza prodotta dall’agricoltura.

Terre e produzione furono costrette a passare sotto il controllo dello Stato, anche a costo di eliminare fisicamente o deportare milioni di piccoli proprietari terrieri (i kulaki). In pochi mesi la campagna ucraina fu travolta dalla carestia, che però non colpì tutte le regioni allo stesso modo.

Ne scrive appunto Barka, poeta, scrittore, critico letterario traduttore ucraino, nel 1943 emigrato in Germania, poi in Francia e, nel 1950, negli Stati Uniti, per due volte candidato al Premio Nobel per la letteratura, il cui racconto contenuto nel suo libro più celebre diventa anche documento frutto di un lungo lavoro di ricerca, che riporta testimonianze raccolte nei campi per rifugiati in Germania, oltre ai ricordi dei propri familiari.

Dal 2 al 7 aprile il cammino dell’Ucraina verso l’Europa

Nel dicembre 2022 Strasburgo ha riconosciuto a larga maggioranza l’Holodomor come genocidio. Precedentemente si erano così espressi l’assemblea del Baltico, l’assemblea generale delle Nazioni Unite, l’Osce, l’Unesco, il Consiglio d’Europa. Lo scorso luglio anche il Parlamento italiano ha approvato la definizione dell’Holodomor quale genocidio a danno del popolo ucraino. Un’inversione di tendenza rispetto all’epoca dei fatti, quando nel 1933 il governo di Mussolini firmava il Patto di amicizia e di non aggressione tra Italia e unione Sovietica, pur essendo a conoscenza di quanto il comunismo stesse perpetrando, come testimoniano le drammatiche relazioni inviate dai diplomatici italiani in Urss.

E tra pochi giorni si tronerà a parlarne anche a Verona all’interno delle iniziative incluse nel programma “Il cammino dell’Ucraina verso l’Europa”, dal 2 al 7 aprile, con una mostra fotografico-documentaria allestita al Loggiato vecchio del Palazzo scaligero in Piazza dei Signori (domenica 7 aprile apertura solo al mattino dalle 10.30 alle 13, negli altri giorni ore 15-18, possibilità di visita al mattino su prenotazione per le scolaresche). La mostra è a cura dell’associazione vicentina Il Ponte-Mict odv ed è resa possibile grazie alla collaborazione con il Movimento federalista europeo Valpolicella, in collaborazione con la Provincia di Verona e con Europe Direct.

Conferenze, letteratura e danza

Il 2 aprile dopo l’inaugurazione alle ore 15 si terrà la conferenza “La lunga lotta tra totalitarismo e democrazia: una storia europea” con relatrice Olivia Guaraldo, ordinaria di Filosofia politica all’università di Verona. Seguirà alle 16 l’incontro con la poetessa ucraina Oksana Stomina, in dialogo con Marina Sorina dell’associazione veronese Malve di Ucraina.

L’incontro “Scrivere d’amore in tempo di guerra” si inserisce nel lungo tour poetico che la scrittrice di Mariupol sta compiendo in Italia (domenica di Pasqua alle 15.30 Stomina sarà anche a Casa di Ramia a presentare il libro Lettere non spedite, pubblicato con Gilgamesh edizioni, ndr).

Il gruppo di danza “Pereveslo” si esibirà nel Loggiato vecchio di Piazza dei Signori il 7 aprile.

Il 3 aprile in Sala Rossa, al Palazzo scaligero, alle 15.30, è prevista quindi la conferenza su “Holodomor nella letteratura ucraina” con Manuel Boschiero, dell’università di Verona, e Alessandro Achilli, università di Cagliari (tra molti altri testi di letteratura ucraina, è sua la traduzione del Il principe giallo di Vasil’ Barka).

Domenica 7 aprile alle 11.30 si chiuderà il programma, sempre nel Loggiato vecchio del Palazzo scaligero, con il gruppo di danza popolare “Pereveslo” insieme a bambini e insegnanti della scuola Barvinoch della associazione Ucraina insieme aps di Padova. Un appuntamento per conoscere le “Danze e i canti dell’Ucraina, tra pace e guerra”.

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