Importante novità per il dormitorio comunale Camploy in via Campofiore, che dall’anno prossimo ospiterà anche sei nuclei di housing sociale, ovvero appartamenti in cui saranno accolte persone o piccoli nuclei in procinto di uscire dallo stato di disagio. Si tratta infatti delle cosiddette “situazioni di sgancio”, un aiuto temporaneo in vista di un reinserimento sociale e lavorativo.

La nuova funzione andrà ad aggiungersi a quella storica del dormitorio, che ospita persone senza fissa dimora o che si trovano in particolari situazioni di difficoltà. Inoltre, sarà creata ex novo una sala polivalente con cucina, refettorio e servizi igienici con docce, che potranno essere usati dagli utenti indipendentemente dal dormitorio e che ampliano significativamente le funzioni sociali e diurne della struttura.

Un riferimento anche in caso di dimissioni ospedaliere


I 60 posti letto fino ad oggi presenti diminuiranno di poche unità. A cambiare sarà la struttura nel suo complesso, che sarà oggetto di una riqualificazione totale degli spazi dalla quale uscirà un edificio completamente nuovo, più efficiente e con standard di comfort adeguati alle esigenze degli ospiti.
La nuova configurazione degli spazi permette di far fronte anche a eventuali situazioni di emergenza che richiedono l’isolamento di alcune persone, ad esempio in caso di Covid, o dimissioni protette per gli utenti che vengono dimessi dall’ospedale.

L’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto con l’assessora ai Servizi sociali Maria Daniela Maellare, in supervisione al dormitorio del Camploy.

Il dormitorio continuerà a svolgere la sua funzione anche in presenza del cantiere.
L’intervento si avvale di un importante contributo europeo, erogato attraverso uno specifico programma regionale, di 1 milione 380 mila euro, a cui si aggiunge il finanziamento a carico del Comune di 290 mila euro, per un costo complessivo di circa 1 milione 670 mila euro.

Una risposta al diritto alla casa

Nel nostro Paese l’housing sociale nasce nel 2008 (D.M. 22/04/2008) con l’intenzione di offrire abitazioni in locazione a canone agevolato alle cosiddette “fasce grigie” della popolazione, ovvero coloro che si collocano a cavallo tra la difficoltà ad accedere all’edilizia privata e la mancanza di requisiti di svantaggio tali da poter accedere a quella pubblica.


Tuttavia, la crisi economica di questi anni ha inciso fortemente sull’offerta e sulla domanda di alloggi sociali, spingendo le fasce grigie verso il basso. Conseguentemente l’obiettivo del social housing sembra essersi gradualmente spostato verso il più ampio e ambizioso concetto di rigenerazione urbana.
I principali protagonisti del social housing, ovvero le fondazioni bancarie e i fondi di Cassa Deposito e Prestiti e altri finanziatori in generale, hanno fatto proprio questo obiettivo puntando ad aggiungere valore sociale agli interventi per contribuire all’innovazione e alla coesione sociale.

In questa nuova declinazione elementi quali la costruzione di comunità di abitanti, la creazione di diverse tipologie abitative (dalle residenze temporanee al co-housing), e i relativi servizi all’abitare rendono il social housing un contributo significativo al miglioramento della qualità della vita.

Social housing a Verona Sud

A Verona il primo intervento di social housing è il cosiddetto “Borgo Verona”, nell’area della zona industriale di Verona Sud. Il progetto, finanziato dal Fondo Veneto Casa (istituito nel 2009 e con durata di 26 anni, promosso e sottoscritto da Regione Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione di Venezia e un gruppo bancario locale, nda) è parte della più ampia riqualificazione urbana che interessa l’area degli ex Magazzini Generali e comprende 77 unità residenziali, 9 negozi e 7 uffici.

Un incontro tra condomini di una realtà di co-housing, realizzata grazie alla cooperativa sociale Energie Sociali (foto dalla pagina Facebook Co-Housing Verona)

La cosiddetta “gestione sociale” del Borgo Verona è affidata alla cooperativa sociale veronese Energie Sociali, che svolge il ruolo fondamentale di garante nel lungo periodo della tenuta della comunità e che rappresenta anche un fattore di sicurezza per gli investitori riguardo al livello qualitativo degli immobili e alla realizzazione degli obiettivi di rendimento, grazie alla riduzione della morosità.

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