Il mistero di un dito mozzato, un’amicizia casuale e la vita che cambia.

Sono questi i passaggi cardine che innescano la storia della graphic novel Scheletri scritta e disegnata dal noto fumettista italiano Michele Rech, conosciuto dal pubblico con il nome d’arte Zerocalcare.

Un racconto a fumetti vestito a thriller ma non nella sua versione più pura poiché farcito dall’autore con tagli spassosi e ironici che stemperano le atmosfere cupe e misteriose di un vero e proprio giallo.

Zerocalcare, fumettista italiano, nasce a Cortona il 12 dicembre 1983. Cresce prima in Francia, Paese d’origine della madre, e poi a Roma, zona Rebibbia.
Realizza i suoi primi lavori appena dopo le scuole superiori scrivendo un racconto a fumetti delle giornate del G8 di Genova del 2001.
Successivamente collabora con il quotidiano “Liberazione” e con le riviste “Carta”, “Repubblica XL” e “Internazionale”. 

Del 2011 è il suo primo libro a fumetti, La profezia dell’armadillo, pubblicato da Edizioni Graficart e poi da Bao Publishing, che continuerà a pubblicare le sue graphic novel: Un polpo alla gola (2012), Ogni maledetto lunedì su due (2013), Dodici (2013), Dimentica il mio nome (2014), L’elenco telefonico degli accolli (2015), Kobane calling (2016), Macerie prime (2016), La scuola di pizze in faccia del professor Calcare (2019), fino all’ultimo Scheletri (2020). 

Zerocalcare ci porta, con Scheletri, a Roma, in zona Rebibbia, dove droga e deliquenza non sono solo sfondo ma parte integrante della vita dei ragazzi che ci vivono.
Tra questi giovani c’è il protagonista, il personaggio Zerocalcare, un diciottenne che combatte ogni giorno con le sue paure e con le sue inadeguatezze – che vengono raffigurate da mostri neri che escono dalla bocca del protagonista – a partire dal problema università. Iscritto ma non frequentante, il ragazzo si trova tutti i giorni a girare con la metro fino al capolinea e ripartenza per far trascorrere il tempo fino a sera, in modo da tornare a casa all’imbrunire e fingere con la madre di aver partecipato alle lezioni.

Grazie a questi monotoni e frustranti percorsi in metro conoscerà Arloc, un sedicenne disegnatore di graffiti e figura alquanto machiavellica, con il quale instaurerà un’importante amicizia e che entrerà a far parte della sua vita ma soprattutto della sua comitiva di amici.

Da qui si aprirà uno scenario di vicissitudini intricate, movimentate e alquanto drammatiche che coinvolgeranno il protagonista, l’amico Arloc e tutti i personaggi che fanno da cordone al racconto fino a un finale inaspettato.

Parlare di Scheletri come di un semplice fumetto intrigante e divertente è davvero minimizzare un’opera che rappresenta molto di più.
Sarebbe più corretto riconoscergli una denominazione più autorevole, ossia “romanzo a disegni”, nel quale la storia, estremamente avvincente, si intreccia perfettamente a battute pungenti e spassosissime che rendono il libro pieno, compiuto, forte nella sua espressività.

Una storia costruita a pennello che si srotola con un ritmo incalzante, grazie alla capacità dell’autore di alternare disegni pieni di vignette, stracolmi di dialoghi e assenza di spazi, a tavole a tutta pagina che comunicano forse quello che vuole far percepire marcatamente l’autore: un pugno nello stomaco al lettore.

Tra inquietudine e ironia Zerocalcare riesce con una grande maestria a creare un thriller davvero coinvolgente che non lascia una linea di distacco tra chi scrive, o meglio disegna, e chi legge.
Infatti non si percepisce un racconto fatto di una realtà diversa e lontana, benché lo sia, ma un contesto comunque vicino, accanto al lettore e questo grazie all’abilità di consegnare, anche e soprattutto ironicamente, riflessioni su argomenti che sono comuni a tanti giovani e meno giovani: la paura di crescere, il non sentirsi mai all’altezza, il timore del cambiamento.

Scheletri è un’opera che racchiude sfaccettature tali da renderla una lettura estremamente piacevole, nonostante la crudezza di certe vicende: un thriller ben orchestrato, drammatico, a balzi splatter ma smorzato spesso nella sua asprezza dall’alternanza di pagine spiritose, ironiche che spesso nascondono una riflessione o che comunque danno modo di riflettere.
Un libro ben realizzato, adatto non solo a chi ama i fumetti.

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