Tra connessione e conflitto, i social media rivelano il loro lato più oscuro: uno spazio in cui la violenza, spesso invisibile e normalizzata, si insinua nelle relazioni quotidiane, amplificata da linguaggi, algoritmi e nuove dinamiche digitali.
"Adolescence" ha suscitato un ampio dibattito non solo tra il pubblico generalista, ma anche all’interno della comunità professionale. Apprezzata per la sua capacità di tratteggiare in modo crudo e autentico le dinamiche psichiche dell’età evolutiva, la serie si configura come una narrazione simbolicamente densa, capace di intercettare molte delle criticità che oggi caratterizzano l’adolescenza.
La decisione del premier britannico di proiettare la serie targata Netflix nelle scuole del Regno Unito scuote le coscienze: un viaggio crudo e necessario nell'età delle tempeste, dove la "manosfera" e gli "incel" diventano spietati protagonisti, svelando un lato oscuro del web sconosciuto a molti genitori.
Nell'epoca dei social media, com'è cambiato il linguaggio? Cosa dobbiamo fare per districarci nel mare di notizie? Vera Gheno e Annamaria Testa portano il loro punto di vista a Verona.
Il concetto di democrazia è fortemente minato dall'informazione "pilotata" che viviamo oggi, soprattutto sui social network. I regimi autocratici ci ripetono che la “mente collettiva” delle democrazie non funziona più. e che nell’era digitale vince la decisione centralizzata.
L'inverno demografico che stiamo vivendo, soprattutto in Italia, è "figlio" di tante ragioni. C'è chi i figli non li vuole per scelta e chi è spaventato dalla carenza di servizi e opportunità per le famiglie.
Ferdinando Camon, dalle colonne del quotidiano "Avvenire" segnala come la scuola stia vivendo un momento difficile per la figura dell'insegnante, sempre più irrilevante, screditata e talvolta fisicamente a rischio. Ha ragione?
Twitter è morto, Instagram è finito e TikTok è tossico, ma una nuova ondata di app di social media, positive e non tossiche, sono pronte per la generazione Z.
Il pestaggio di uno scippatore a Roma ripropone il tema della voglia di farsi giustizia da soli, con una variante rispetto al passato: il senso di allarme viene amplificato dalla rete, che modifica la nostra percezione della sicurezza e della realtà.
L'incontro con la sociolinguista, la scorsa settimana a Verona ospite del Festival della cultura d'impresa alla Vecomp Academy, ha messo al centro il valore del linguaggio. Strumento in continua mutazione e che ci chiede curiosità e ascolto.