Il consiglio comunale straordinario convocato ieri, 16 settembre, per discutere una mozione del consigliere Tommaso Ferrari, si è concluso con la sua rapida bocciatura: ventuno consiglieri hanno votato contro, nove a favore.

La mozione, condivisa con altri consiglieri di minoranza, impegnava il sindaco ad adeguare l’azione dell’amministrazione ai nuovi obiettivi europei espressi nel provvedimento “Fit for 55” del luglio scorso: «raggiungere una riduzione delle emissioni cittadine di CO2 del 55% al 2030 nella prospettiva di Verona carbon neutral al 2050».

Secondo la proposta del consigliere di Traguardi, l’aggiornamento sarebbe dovuto avvenire a seguito dell’adozione del Paesc (Piano Ambiente Energia Sostenibile e Clima) e del PUMS (Piano della mobilità sostenibile) che il Comune ha iniziato a predisporre dal 2018 ma non ha ancora sottoposto all’approvazione dell’aula.

Dal 2018 molte cose sono rapidamente cambiate e i piani comunali rischiano di non essere adeguati all’emergenza climatica.

In particolare non è recepito l’allarme lanciato il 9 agosto scorso dall’IPCC (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici).

«Il riscaldamento della superficie della Terra» sostengono gli scienziati «sta accelerando più del previsto raggiungendo soglie di tolleranza critiche per l’agricoltura e la salute. A meno di riduzioni immediate delle emissioni di gas serra, il contenimento delle temperature sotto i 2°C sarà un obiettivo fuori da ogni portata. Occorre agire subito e il ruolo della politica a tutti i livelli internazionali, nazionali, locali è fondamentale […] in ambito cittadino alcuni aspetti negativi dei cambiamenti climatici risulteranno addirittura amplificati».

Dello stesso parere Cara Verona, la rete ambientalista veronese  promossa da Extinction Rebellion, Fridays For Future, Legambiente, WWF, NeBastaUno che, con una mail indirizzata a tutti i consiglieri comunali, il 30 agosto scorso, aveva chiesto di dichiarare lo stato di Emergenza Climatica per la città di Verona.

«Consiglio straordinario inutile» si difende l’assessora all’ambiente Ilaria Segala sentendosi attaccata. «Il PEASC ha ottenuto ieri il parere favorevole della regione e adesso procederemo velocemente per il consiglio comunale […] il piano verrà approvato entro la fine dell’anno. […] Facendo inoltre una simulazione per ricavare i dati di emissione comunale del 1990 che non conosciamo,» – aggiunge – «siamo già vicini all’obiettivo del meno 55% emissioni CO2 richiesto nella mozione presentata».

Sono intervenuti diversi consiglieri di maggioranza. Chi per interpretare l’iniziativa di chiedere una consiglio comunale straordinario: «Questo consiglio straordinario ha solo un carattere politico, uno spreco di denaro pubblico, quanto richiesto è già recepito», Paola Bressan (Forza Italia); «L’unico scopo è far credere ai cittadini che la minoranza sia la sola titolata a parlare di ambiente e sostenibilità», Nicolò Sesso (Fratelli d’Italia); «Più che una mozione è un manifesto elettorale», Anna Grassi (Lega).

Altri per elogiare l’operato della giunta: «Questa amministrazione ha fatto molto per la mitigazione ambientale. Gli assessori hanno lavorato veramente bene», Daniele Perbellini (Battiti). «Mi fido della competenza dell’assessora Segala», Roberto Simeoni (Battiti). «Gli assessori hanno messo in atto una vera e propria rivoluzione» Anna grassi (Lega).

Fine discussione e votazione. Ormai il clima elettorale alimenta sospetti e condiziona il dibattito e si evita il merito.  

I militanti davanti a Palazzo Barbieri, Foto Osvaldo Arpaia

Il gruppo di militanti di Cara Verona, accorsi fiduciosi davanti a palazzo Barbieri per seguire in streaming il consiglio comunale straordinario, arrotolando lo striscione, hanno commentato:

«I rapporti sul clima sono allarmanti. Se l’inazione continua, entro fine secolo l’innalzamento delle temperature potrebbe sfiorare i +4°: questo renderebbe il nostro pianeta letteralmente inabitabile. Secondo la maggioranza, il Comune sta già facendo tutto quello che si era proposto di fare. Tuttavia, l’urgenza della situazione richiede sforzi maggiori, richiede di affrontare ciò che è necessario fare per evitare il collasso climatico. Non siamo in linea con le direttive più recenti dell’Unione Europea e non stiamo affrontando questa emergenza con l’urgenza adeguata!».

A Verona la discussione sull’emergenza climatica è quindi rimandata.

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