Lo sguardo della scienza, il soffio della parola: il mondo letterario di Vittorino Andreoli
Saggistica e cultura. Esce il primo studio organico dedicato alla produzione narrativa, poetica e teatrale del grande psichiatra veronese

Saggistica e cultura. Esce il primo studio organico dedicato alla produzione narrativa, poetica e teatrale del grande psichiatra veronese

Esiste un confine sottile in cui il linguaggio della clinica si rivela insufficiente a contenere la vertigine dell’esperienza umana. È proprio nell’interstizio tra la ferita e la ricomposizione, tra la diagnosi e l’enigma della solitudine, che per un grande studioso la scrittura smette di essere una parentesi di stile e diventa pura necessità vitale.
Siamo abituati a riconoscere in Vittorino Andreoli lo psichiatra di fama internazionale, l’osservatore rigoroso capace di decifrare le fragilità e i cortocircuiti della società contemporanea.
Eppure, dietro il profilo dello scienziato, batte il cuore di un autore vastissimo che per decenni ha affidato alla letteratura — attraverso romanzi, poesie, diari, racconti e pagine teatrali — una parallela e inesausta ricerca sul senso del vivere.
Arriva nelle librerie Vittorino Andreoli e il suo mondo letterario, la prima opera critica interamente dedicata alla produzione creativa dello psichiatra e scrittore veronese. A firmarla è Maciej Bielawski, teologo, saggista e docente universitario, autore di un’esplorazione organica, profonda e appassionata di questo sterminato patrimonio di parole.

Il volume non si limita a un’analisi accademica dei testi, ma prende forma da un lungo confronto intellettuale e da un dialogo diretto tra Bielawski e Andreoli. Da questo attraversamento personale affiora il ritratto di uno scrittore inquieto, distante dall’immagine puramente istituzionale fissata nell’immaginario collettivo.
Nelle pagine del saggio, la psiche viene restituita alla sua natura di prima soglia del cammino umano: un luogo d’inizio in cui l’etica nasce come gesto intimo di verità, come prima assunzione di responsabilità verso le proprie ferite.
La narrativa di Andreoli si scopre così intrisa di una costante tensione spirituale, una ricerca sospesa tra il peso della solitudine, la domanda sul divino e la riscoperta del dolore come spazio di riscatto. Scienza e letteratura cessano di essere ambiti distinti per integrarsi in un unico, grande strumento di comprensione dell’animo umano.
Per celebrare l’uscita del saggio, il libro si trasforma anche in un importante momento di incontro culturale aperto al pubblico. L’appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre 2026 alle ore 17:30 nella cornice di Palazzo Erbisti, in via Leoncino 6 a Verona.
L’incontro vedrà la partecipazione diretta di Maciej Bielawski e Vittorino Andreoli, con letture adagiate sulla voce di Stefano Di Simone. A moderare la conversazione sarà l’editore Cecilia Gabrielli, all’interno di un progetto curato da Elisabetta Gazzi e Valeriano Erbisti. Un’occasione imperdibile per riscoprire un maestro della nostra cultura e guardare, attraverso i suoi occhi, dentro le regioni più fragili e luminose dell’interiorità.
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