«Abbiamo trasformato una proprietà privata in un bene comune». È nelle parole di alcuni dei soci storici il significato dell’acquisto definitivo dell’ex cinema Ciak, il passaggio che consolida il progetto Ri-Ciak e apre una nuova fase del suo percorso. A sostenerlo sono circa ottocento soci, tra cittadini, associazioni e istituzioni, che hanno contribuito a costruire attorno alla sala di Veronetta una comunità ancora prima della sua riapertura. Il traguardo arriva dopo anni di raccolta fondi, incontri e proiezioni itineranti. Un impegno collettivo che ha permesso di assicurare al progetto gli spazi dello storico cinema di via XX Settembre. Adesso occorre reperire le risorse per ristrutturarli e renderli nuovamente utilizzabili.

Chiuso nel 2008, il Ciak, già Embassy, è stato l’ultimo cinema del quartiere. La sua acquisizione dà concretezza alla possibilità di recuperare un presidio culturale che ha accompagnato generazioni di spettatori veronesi. Un percorso che avevamo raccontato su Heraldo nell’agosto del 2025, quando la raccolta fondi per l’acquisto era ormai vicina al completamento.

Un progetto nato tra i residenti

L’idea risale all’ottobre del 2018, durante gli incontri conviviali di un gruppo di residenti di Veronetta. Una rete di vicinato ribattezzata ironicamente “Social Strasse”, dalla quale è nata la proposta di restituire alla città il vecchio cinema. Per darle seguito è stata costituita ViveVisioni, l’associazione impresa sociale che porta avanti il progetto. Da allora il lavoro si è sviluppato attraverso riunioni, contatti con enti e associazioni, iniziative nei quartieri della città e in provincia. Negli ultimi cinque anni, in particolare, il cinema itinerante è stato uno degli strumenti principali per far conoscere Ri-Ciak, raccogliere sostegno e coinvolgere nuove persone.

Portare le proiezioni fuori dalla sala ha permesso di sperimentare quella dimensione partecipativa che dovrà caratterizzarne anche la futura gestione. Il film come occasione di incontro e discussione, capace di mettere in relazione esperienze e pubblici diversi. «Crediamo molto nella cultura cinematografica», spiegano i promotori, che immaginano il futuro Ri-Ciak come un luogo di produzione culturale e di «socialità diffusa». L’acquisto rappresenta così anche il risultato di una rete cresciuta nel tempo, grazie al lavoro volontario e alla partecipazione alle iniziative.

Riparte il progetto Ri-Ciak, foto d’archivio di ©Luciano Perbellini

La prossima sfida è la ristrutturazione

Con l’acquisizione definitiva si chiude una tappa decisiva, ma il percorso verso la riapertura richiede ancora un investimento importante. Gli spazi devono essere ristrutturati e adeguati alle attività che dovranno ospitare. I promotori riferiscono di aver partecipato a un bando nazionale del Ministero della Cultura, del quale attendono l’esito. Secondo quanto illustrato, il finanziamento potrebbe coprire il 60 per cento delle spese, mentre il restante 40 per cento dovrebbe essere reperito attraverso ulteriori risorse.

La raccolta fondi e la ricerca di sostegni restano dunque centrali, perciò all’impegno che ha reso possibile l’acquisto dovrà affiancarsi quello necessario per riportare il pubblico nella sala. Anche il rapporto con la precedente proprietà ha accompagnato questo lungo passaggio: durante la presentazione è stato rivolto un ringraziamento anche a Danilo Valerio per il sostegno al percorso.

Uno spazio da vivere anche oltre le proiezioni

Il progetto di ViveVisioni guarda a un utilizzo degli ambienti durante diversi momenti della giornata. Accanto alla programmazione cinematografica, Ri-Ciak potrà ospitare incontri, attività didattiche e mostre, valorizzando le possibilità offerte dalla struttura. In questa prospettiva assume rilievo il rapporto con l’Università di Verona, vicina alla sala e già legata a ViveVisioni da una convenzione.

Tra gli impieghi immaginati c’è anche quello di spazio per la didattica universitaria, all’interno di una collaborazione che potrà contribuire alla continuità delle attività. La proposta culturale delineata dal progetto comprende cinema d’autore e indipendente, rassegne tematiche, proiezioni in lingua originale e seconde visioni. Un’offerta pensata per pubblici diversi, con l’obiettivo di fare della sala un punto di riferimento nella vita del quartiere.

Per realizzarla serviranno nuove energie. Dai soci arriva l’auspicio di una partecipazione sempre maggiore delle giovani generazioni, chiamate a contribuire alle scelte e alla costruzione del futuro cinema di comunità.

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