Esiste un modo di vivere un territorio che si esprime attraverso l’arte. Non si tratta solo di selezionare luoghi suggestivi per ospitare spettacoli, ma di creare un dialogo profondo tra il paesaggio e ciò che si svolge sul palcoscenico. Questa è l’ambizione del Garda Festival, che torna dal 24 luglio al 1° agosto tra Peschiera del Garda e Verona con la sua quarta edizione, costruita attorno a un tema che è già una dichiarazione d’intenti: “Oltre la superficie”.

Nato nel 2023 per iniziativa del Fondo Niccolò Piccinni e diretto da Maximilien Seren-Piccinni, il festival ha saputo ritagliarsi in pochi anni uno spazio riconoscibile nel panorama culturale italiano. La sua cifra distintiva non è soltanto la qualità degli ospiti, ma l’idea di far convivere linguaggi diversi, dalla musica classica al jazz, dalla lirica alla canzone d’autore, scegliendo come scenario alcuni dei luoghi più significativi del territorio gardesano e veronese.

«Il tema di quest’anno nasce da un desiderio preciso: superare le apparenze per guardare dentro le cose, esplorando l’animo umano in modo più profondo», spiega il direttore artistico Maximilien Seren-Piccinni. Un invito che attraversa l’intero cartellone e che interpreta il festival come occasione di conoscenza prima ancora che di intrattenimento.

Donatella Rettore

Il programma si apre venerdì 24 luglio al Teatro Estivo della Caserma d’Artiglieria di Porta Verona con “Shaping the Curve”, concerto del sassofonista Jacopo Taddei e del pianista Filippo Farinelli. Il duo, tra i più apprezzati della nuova scena musicale italiana, proporrà un percorso tra celebri colonne sonore e pagine originali, offrendo anche l’anteprima del loro prossimo progetto discografico.

Il giorno successivo il festival cambia registro senza rinunciare alla propria vocazione culturale. Protagonista sarà Donatella Rettore, ospite di “Splendida-mente”, un incontro che ripercorrerà oltre quarant’anni di carriera di una delle figure più anticonformiste della musica italiana. Più che una semplice intervista, sarà una conversazione aperta sulla creatività, sulle provocazioni artistiche e sulla capacità di anticipare i tempi, qualità che hanno reso Rettore un punto di riferimento per generazioni di musicisti e interpreti. Nel corso della serata le sarà consegnato il Premio Cigno del Garda 2026.

Il festival torna poi alle proprie radici musicali domenica 26 luglio, quando I Musici Piccinniani celebreranno i 270 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart con “The Mozart Wunderkammer”, un viaggio nella produzione giovanile del compositore che ne racconta curiosità, influenze e sorprendenti intuizioni creative.

L’ultimo appuntamento a Peschiera è affidato, venerdì 31 luglio, al violista Vittorio Benaglia, tra i giovani interpreti italiani più interessanti della sua generazione. Con “Viola Nocturna” il pubblico sarà accompagnato in un itinerario musicale costruito intorno ai chiaroscuri della notte, dove il timbro della viola diventa voce narrante di atmosfere intime e contemplative.

Pier Luigi Pizzi

Il gran finale si sposterà a Verona, al Conservatorio “Evaristo Felice Dall’Abaco”, con la 44ª edizione del Premio Piccinni, riconoscimento dedicato all’eccellenza nelle arti performative. A riceverlo sarà Pier Luigi Pizzi, protagonista assoluto del teatro e dell’opera lirica internazionale, autore di alcuni degli allestimenti più influenti degli ultimi decenni. Accanto a lui salirà sul palco il soprano Elena Moșuc, che riceverà il Premio Cigno del Garda 2026 per una carriera costruita nei maggiori teatri del mondo, insieme al giovane baritono Yu Ruoyang e al pianista Fabio Maggio.

La quarta edizione segna anche un’importante novità simbolica: il Premio Piccinni cambia forma. Grazie alla collaborazione con il Verona Stone District e con la Scuola del Marmo dell’Istituto Salesiano San Zeno, la storica medaglia diventa una scultura in marmo dedicata a Niccolò Piccinni. Un oggetto che vuole essere non soltanto un riconoscimento, ma un’opera destinata a raccontare nel tempo il valore della tradizione artigianale e culturale veronese.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. Una scelta che conferma la volontà del Garda Festival di rendere accessibile una proposta culturale di respiro internazionale, senza rinunciare alla qualità artistica.

In appena quattro edizioni il festival ha costruito un’identità precisa. Non quella di una semplice rassegna estiva, ma di un laboratorio in cui la bellezza del paesaggio dialoga con la musica, la parola e il teatro. Perché, come suggerisce il titolo di quest’anno, vale la pena fermarsi un momento e guardare oltre la superficie.

Vittorio Benaglia

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