Dal classico alla ricerca: l’Estate Teatrale Veronese amplia il nostro sguardo
Teatro classico, danza e ricerca: l'Estate Teatrale Veronese punta su una programmazione internazionale capace di parlare a pubblici diversi.

Teatro classico, danza e ricerca: l'Estate Teatrale Veronese punta su una programmazione internazionale capace di parlare a pubblici diversi.

Dal teatro classico alla danza contemporanea, passando per Shakespeare in lingua originale e grandi compagnie internazionali. L’Estate Teatrale Veronese si conferma un cartellone capace di abbracciare linguaggi e pubblici diversi. Secondo Silvia Masotti, direttrice artistica di Spazio Teatro Giovani, il vero valore della rassegna è proprio nella sua varietà: un invito a lasciarsi sorprendere e a vivere il teatro senza timore di confrontarsi con forme espressive nuove. «La stagione dura tre mesi – spiega Silvia – e sarà solo alla fine che si potrà fare un bilancio. Piuttosto, credo sia interessante soffermarsi sulla ricchezza del cartellone, che quest’anno offre spettacoli molto diversi tra loro e capaci di parlare a pubblici differenti.» Un programma che attraversa i linguaggi del teatro contemporaneo senza rinunciare ai grandi classici.
L’apertura è stata affidata a I due gentiluomini di Verona di Shakespeare nella lettura del regista britannico Declan Donnellan, rappresentato in spagnolo con sottotitoli. Una scelta che, secondo Masotti, racconta bene la vocazione internazionale del festival. «Nei grandi festival europei è normale assistere a spettacoli in lingua originale. Il teatro non passa soltanto dalle parole: ci sono il corpo, la scena, la musica, il ritmo. È un’esperienza che coinvolge molti livelli e che invita il pubblico ad affidarsi anche a ciò che non comprende immediatamente.» Come sottolinea anche Christian Raimo su Internazionale: «Fabrizio Arcuri (direttore artistico delle rassegne teatrali) ha un’idea del teatro e della sua funzione anche di pedagogia pubblica poco comune in Italia.»
Accanto alla prosa trovano spazio anche il teatro-danza e la ricerca contemporanea. Tra gli appuntamenti più attesi figura infatti la compagnia belga Peeping Tom, considerata una delle eccellenze mondiali del settore.
«Molti addetti ai lavori hanno viaggiato in Europa per vedere i loro spettacoli. Averli a Verona rappresenta un’occasione straordinaria. Hanno un linguaggio molto personale, a tratti disturbante, ma proprio per questo lasciano un segno profondo nello spettatore.» Una programmazione che proseguirà fino a settembre, quando il Teatro Romano tornerà ad accogliere anche la tragedia classica, confermando un percorso artistico che attraversa tradizione e contemporaneità.
Per Silvia Masotti il punto centrale non è tanto chiedersi perché qualcuno non entri a teatro, quanto creare le condizioni perché sempre più persone si sentano invitate a farlo. «Spesso chi non frequenta il teatro pensa di dover capire tutto. In realtà non è così. È bello anche uscire da uno spettacolo con delle domande, confrontarsi con chi ci era seduto accanto e scoprire punti di vista diversi. Il teatro vive proprio di questa condivisione.»
È un principio che Spazio Teatro Giovani coltiva da anni attraverso il progetto degli Spettatori attivi. I giovani coinvolti nei laboratori non sono soltanto protagonisti sul palco, ma vengono accompagnati anche a vivere il teatro come pubblico. Non a caso, in occasione dell’inaugurazione dell’Estate Teatrale Veronese, il gruppo ha partecipato numeroso allo spettacolo inaugurale, portando al Teatro Romano circa ottanta ragazzi insieme ai partecipanti del progetto Spettatori attivi, dedicato anche a persone provenienti da percorsi di marginalità.
«Andare a teatro insieme aiuta a superare il timore di non capire o di sentirsi fuori posto. È un’esperienza condivisa che rende il teatro più accessibile e dimostra come linguaggi diversi possano parlare a chiunque.»
Per questo, conclude Masotti, la forza dell’Estate Teatrale Veronese sta proprio nella sua capacità di proporre un’offerta ampia e coraggiosa, che mette accanto Shakespeare, la tragedia classica, il teatro-danza internazionale e le produzioni di ricerca. «Sono occasioni che non sempre i veronesi conoscono fino in fondo, ma che rappresentano una ricchezza straordinaria per la città. Basta lasciarsi incuriosire ed entrare a teatro.»
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