Ibis eremita: a Caprino nasce la prima voliera aperta d’Italia
I primi sei esemplari sono già arrivati alle pendici del Monte Baldo. La struttura diventerà un punto strategico lungo la rotta migratoria tra Austria e Toscana.

I primi sei esemplari sono già arrivati alle pendici del Monte Baldo. La struttura diventerà un punto strategico lungo la rotta migratoria tra Austria e Toscana.

C’è un nuovo primato europeo per la protezione dell’ibis eremita che passa dal veronese e guarda ai cieli del continente.
A Caprino Veronese, alle pendici del Monte Baldo, è stata inaugurata la prima voliera aperta d’Italia dedicata all’ibis eremita, una delle specie più rare e minacciate d’Europa, scomparsa dal continente circa quattro secoli fa.
I primi sei esemplari sono già arrivati nel primo “albergo” a loro dedicato, realizzato da Openature Foundation ETS e parco Natura Viva nell’ambito del progetto europeo LIFE Northern Bald Ibis.
Altri sei ibis raggiungeranno il sito nelle prossime settimane, trasformando l’area in un vero e proprio rifugio per la riproduzione e la sosta migratoria lungo la rotta che collega Austria e Toscana.
Una scelta non casuale quella del territorio veronese, crocevia naturale delle migrazioni europee.
«Riattiviamo quel senso del percorso dell’eremita che attraversò il nostro territorio, dall’Austria alla Toscana. Un posto di riposo e riferimento. Il bello è il coinvolgimento del territorio che ha risposto al progetto di reintroduzione nei territori dell’ibis eremita», ha sottolineato Carlo Giordano, il presidente di Openature Foundation, durante la conferenza stampa di presentazione lunedì 25 maggio.
La voliera si estende su un’area di 100 metri quadrati, è alta quasi cinque metri e dispone di 12 nidi progettati per ospitare coppie riproduttive di una specie che vive naturalmente in colonia. Tutta la struttura sarà monitorata 24 ore su 24 attraverso telecamere e sistemi GPS.
«La migrazione è lunga e in mezzo c’è il bracconaggio, una vita complicata. Si tratta di un percorso tortuoso che trova conforto a Caprino Veronese», ha aggiunto Carlo Giordano, presidente di Openature Foundation, ricordando come la caccia illegale resti una delle principali minacce per la sopravvivenza della specie, oltre all’elettrocuzione sui tralicci in Austria e Germania.

Attorno alla voliera si sviluppano circa 300 ettari di territorio non coltivato, donato da un privato al progetto, elemento considerato fondamentale per favorire la sosta e l’adattamento degli animali selvatici.
Anche la viabilità circostante è stata valutata attentamente, essendo simile a quella di altri siti europei già utilizzati dagli ibis eremita.
«Il cambiamento climatico è una delle grandi sfide delle migrazioni», ha spiegato Caterina Spiezio, responsabile Ricerca Ambito Animale, coordinatrice dei Progetti Europei per Natura Viva alla Fondazione Zoom. «I siti di riproduzione per la prima volta a sud dell’arco alpino rappresentano un luogo sicuro anche per reimparare nuove rotte. Alcuni ibis, a causa dell’aumento delle temperature, non stanno più puntando verso Orbetello ma verso la Catalogna».
La nuova colonia veronese potrebbe quindi diventare decisiva anche per il futuro adattamento della specie ai cambiamenti climatici.
I giovani nati nella voliera avranno infatti la possibilità di unirsi agli ibis già in migrazione spontanea e apprendere direttamente dagli adulti i percorsi migratori.
Oggi sono circa 300 gli ibis eremita che volano tra Austria e Italia grazie a oltre vent’anni di lavoro scientifico e alle celebri “migrazioni guidate dall’uomo”, durante le quali gli uccelli hanno imparato la rotta seguendo ultraleggeri pilotati dai ricercatori del progetto coordinato da Johannes Fritz.
«Un progetto nato tanto tempo fa ma c’è ancora tanto da fare», è stato ricordato da Camillo Sandri, direttore zoologico del parco Natura Viva, durante la conferenza stampa. «L’attuale obiettivo è accogliere tutti gli arrivi nella voliera assicurando cibo tra cui carne macinata. L’area è messa al sicuro sia dall’essere umano, sia dagli animali selvatici, dopo una pulizia del laghetto nei pressi della voliera e la piantumazione di fiori utili agli insetti impollinatori».
L’obiettivo del progetto LIFE Northern Bald Ibis 2022-2028, cofinanziato dall’Unione Europea, è raggiungere almeno 360 ibis eremita reintrodotti in natura.
E Verona, oggi, si ritaglia un ruolo centrale in questa sfida internazionale per la biodiversità.

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