“Cuba sotto assedio”: a Verona un incontro sulla crisi dell’isola
A Verona un incontro pubblico promosso dall'ANAIC per discutere la situazione politica ed economica di Cuba, tra embargo, tensioni internazionali e nuovi equilibri geopolitici.

A Verona un incontro pubblico promosso dall'ANAIC per discutere la situazione politica ed economica di Cuba, tra embargo, tensioni internazionali e nuovi equilibri geopolitici.

Si terrà l’11 maggio alle ore 18:30, in via Carducci 32 a Veronetta, l’incontro pubblico dal titolo “Cuba, la rivoluzione sotto assedio. Da Playa Girón al rapimento di Maduro”, un appuntamento che si inserisce nel ciclo di iniziative dedicate alla situazione politica ed economica dell’isola caraibica.
L’evento, promosso dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (ANAIC APS – Circolo Celia Sanchez Manduley di Verona), vedrà la partecipazione di due ospiti di rilievo del mondo accademico internazionale: la sociologa Anabel Diaz Hurtado, dell’Universidad Central “Marta Abreu” de Las Villas, e lo storico e ricercatore messicano Carlos Antonio Aguirre Rojas, dell’Universidad Nacional Autónoma de México.
A moderare l’incontro sarà Francesco Della Puppa, professore e sociologo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, da anni impegnato in progetti di cooperazione accademica con istituzioni cubane. «Negli ultimi anni ho partecipato a diversi scambi con università cubane, alcuni finanziati anche dalla Commissione Europea», spiega. «L’idea è quella di sfruttare la presenza di questi studiosi per aprire un confronto pubblico e accendere i riflettori su una situazione ancora troppo poco discussa».
Il titolo dell’incontro richiama due momenti simbolici — Playa Girón e la recente crisi venezuelana — per evidenziare, secondo gli organizzatori, la continuità delle pressioni politiche ed economiche esercitate su Cuba, in particolare da parte degli Stati Uniti. Tuttavia, come sottolinea lo stesso Della Puppa, il paragone con il Venezuela sarà oggetto di dibattito: «Non è ancora del tutto chiaro come si siano sviluppate alcune dinamiche recenti e sarà uno dei temi affrontati durante l’incontro».

Secondo il professore, un’eventuale replica dello scenario venezuelano appare oggi poco probabile nel contesto cubano: «A Cuba il potere è più diffuso e meno concentrato in una singola figura, e questo rende più difficile un cambiamento improvviso favorito da dinamiche interne. Inoltre, l’assenza di grandi risorse naturali riduce l’interesse strategico per un intervento diretto, pur non eliminando le pressioni esterne. Anche se non è da escludere che l’amministrazione Trump cerchi un riscatto, attraverso un’aggressione militare a Cuba dall’umiliazione subita in Iran. Ma anche tale opzione potrebbe non essere così semplice come si potrebbe credere. Vincere una guerra, non significa vincere la pace.»
L’embargo economico e le restrizioni sulle forniture energetiche continuano infatti a incidere sulla vita quotidiana della popolazione. «Gli Stati Uniti mantengono una posizione di forza nei negoziati, anche attraverso il controllo sulle risorse energetiche», osserva Della Puppa. Tuttavia, segnali recenti — come l’arrivo di petrolio dalla Russia e il supporto cinese nello sviluppo di energie alternative — indicano un parziale alleggerimento della crisi. «Ma, ovviamente, si tratta di un alleggerimento temporaneo e, comunque relativo a una condizione di dipendenza, soprattutto quello legato ai combustibili fossili.» Allo stesso tempo, all’interno del sistema politico cubano emergono differenze e tensioni. «Non si tratta di un blocco monolitico: esistono posizioni diverse, tra chi spinge verso aperture economiche e chi resta più legato alla linea storica», conclude.
L’incontro di Verona si propone quindi come un momento di approfondimento e confronto aperto al pubblico, con l’obiettivo di offrire strumenti di lettura più articolati su una realtà complessa e al centro di equilibri geopolitici e sociali ancora in evoluzione.
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