La Conferenza sul futuro dell’Europa, prevista nel 2020 e rimandata al 9 maggio di quest’anno causa pandemia da Covid-19, vede protagonisti proprio i cittadini europei, chiamati entro il 22 febbraio 2021 a presentare programmi e soluzioni concrete per il futuro dell’Europa. La piattaforma, disponibile in 24 lingue, agevola la partecipazione consentendo di condividere idee e contributi, che poi saranno analizzati e pubblicati nel corso dell’intera Conferenza. A questo strumento si affiancano eventi online e in presenza, panel europei e la sessione plenaria in cui le raccomandazioni dei cittadini, suddivise per temi, sono discusse senza limitazioni di settore d’intervento.  

Federico Brunelli, membro della direzione nazionale del Movimento Federalista Europeo, durante la conferenza al Teatro Don Nicola Mazza di San Pietro Incariano.

È all’interno di questo processo che il Movimento federalista europeo della Valpolicella ha organizzato un ciclo di incontri per approfondire l’argomento e presentare la propria proposta. Il primo di questi incontri, infatti, si è tenuto lo scorso mercoledì, 29 settembre, nel teatro Don Nicola Mazza di San Pietro Incariano. Presente Federico Brunelli, membro della direzione nazionale del Mfe, che ha ricordato come sia fondamentale «rendersi conto che l’Unione europea è una conquista importantissima, ma che va ulteriormente rafforzata, affinché diventi una democrazia sovranazionale compiuta».

La divisione tra Stati è da superare

L’essere cittadino, ha affermato Brunelli, non è qualcosa di già dato, ma lo si diventa. Soprattutto le generazioni più anziane pensano che «si nasca con la convinzione di essere cittadini italiani, ma esserlo presuppone un diritto anche come cittadini europei. Personalmente credo che sia più importante diventarlo, per consapevolezza e volontà di contribuire a essere uno Stato federale. È l’idea di fondo del movimento federalista, pensando a come esso possa favorire la risoluzione dei problemi, ad esempio quelli ambientali».

Secondo l’Mfe, dunque, alcune di queste soluzioni sono da ricercarsi nel manifesto del Movimento federalista, che «pur essendo nato nel 1943, individua al suo interno il problema centrale del politico del nostro tempo – ha proseguito Brunelli – nella divisione politica tra Stati che non riconoscono autorità sovrane sopra la loro. Se la divisione è tra Stati sovrani, solo il fatto che la Comunità europea sia divisa in nazioni può generare conflitto. E l’unico modo di risolvere i conflitti tra Stati al momento è ancora la guerra. Nel ’41, quando hanno scritto il Manifesto di Ventotene, la Germania sembrava stesse vincendo. Se l’Europa rimane divisa in Stati la situazione rimane questa».

Obiettivo la federazione mondiale

Uno degli obiettivi preposti dall’Mfe è la federazione mondiale: «Ci battiamo per l’unità politica europea, ma pensiamo di essere già in ritardo anche per quella mondiale – ha concluso Brunelli -. Nel breve periodo è un’utopia, ma è un obiettivo da non mollare. Intanto, la pace a livello mondiale si può ottenere in modo definitivo solo se l’Onu si rafforza e ha effettivi poteri di risoluzione delle controversie. Cosa per cui serve la federazione mondiale, poiché i problemi sono globali, come ad esempio lo è la questione climatica».

Durante l’incontro in Valpolicella, si è parlato della piattaforma online sulla Conferenza sul futuro dell’Europa, foto di Serena Mazzurana.

I prossimi incontri si terranno il 14, con Marco Giusti dell’Università di Verona, e il 28 ottobre, con Paul Blokker dell’Università di Bologna, sempre alle 20.30 nel Teatro Don Mazza di San Pietro Incariano, con prenotazione a mfevalpo@gmail.com, oppure un messaggio Whatsapp al 338.3467262. L’accesso è consentito se muniti di green pass.

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