A Verona si susseguono diverse epoche storiche e stili artistici molteplici, dalle vestigia romane ai campanili delle chiese medievali. Piazzetta Bra Molinari è un salotto elegante che appartiene alla città, un balcone che si schiude sull’Adige ed assomiglia alla tela di un pittore che imprime colori variegati, donando un volto e un’anima a ciò che osserva.

L’amministrazione cittadina ha reso pedonabile questo splendido scorcio cittadino attorniato da tesori artistici. Chiese imponenti, palazzi pittoreschi, antichità romane e piccole locande tradizionali, dove è possibile odorare il profumo del pane appena sfornato o degustare prodotti tipici locali inoltrandosi nella vicina Sottoriva, un piccolo paradiso per gli amanti delle trattorie di un tempo. Uno spazio sottratto alle auto e destinato alla vista e all’incontro tra persone, punto di partenza per incamminarsi verso mete diverse della città.

Lo sguardo di chi la percorre si focalizza verso Colle San Pietro, ultimo lembo montano della Lessinia, sulle cui sommità si erge Castel San Pietro, caserma-fortezza edificata a metà Ottocento al posto dell’antico castello visconteo e della vecchia chiesa di San Pietro, demolita per mano degli austriaci mentre Ponte Pietra scavalca il corso riottoso e vivace dell’Adige, sotto le cui arcate marmoree scorrono rapide che formano piccoli marosi, originando un piacevole fruscio che infrange la monotonia del tran tran quotidiano.

La sagoma maestosa della chiesa di Sant’Anastasia emerge in tutta la sua magnificenza. L’edificio impiegò quasi due secoli per venire ultimato e l’ultima pietra fu posata nel 1471, anno della sua consacrazione. La facciata, costruita in cotto, presenta un portale raffinato, adornato da pitture e sculture pregevoli. In lontananza si intravede il campanile della Chiesa di San Tomaso Cantuariense, il cui organo fu suonato da Wolfgang Amadeus Mozart durante uno dei suoi viaggi italiani, il Ponte Nuovo e la torre civica dei Lamberti, che sovrasta Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori.

L’etimologia di Molinari Bra assume il significato di approdo fluviale. Le barche, in questo tratto di fiume, erano solite sostare per poi riprendere i traffici verso il mare Adriatico. Antiche stampe mostrano vedute caratteristiche dell’Adige, fulcro della vita commerciale e manifattturiera cittadina, con una presenza diffusa di mulini galleggianti e piccoli burchi, imbarcazioni a fondo piatto che solcavano i fiumi veneti. Caspar Van Wittel, (1653-1736), artista olandese, realizzò una veduta dell’Adige a Verona con la Chiesa di San Giorgio, ora ospitata alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze mentre Bernardo Bellotto (1722-1780) realizzò un pregevole prospetto di Verona dal Ponte Nuovo con sguardo rivolto all’attuale Castel San Pietro e il fiume costellato di burchi, mulini e chiatte.

Caspar Van Witter – Veduta di Verona con l’Adige e la chiesa di San Giorgio in Braida. veduta di Verona

Alcuni scorci veronesi assomigliano ai dipinti ottocenteschi che i maestri veronesi Angelo Dall’Oca Bianca (1858-1942) e Carlo Ferrari (1813-1871), detto Ferrarin, ritrassero nel corso della loro attività artistica. Carlo Ferrari realizzò un olio su tela raffigurante il castello che svetta sul colle prima che le ultime parti del maniero medievale venissero demolite per lasciare spazio a Castel San Pietro.

L’artista impiegò colori vivaci ed impresse una prospettiva minuziosa per tratteggiare con vigore il convento di San Gerolamo, che oggi ospita il Museo Archeologico, la Chiesa dei Santi Siro e Libera, quella del Redentore, che oggi ospita una pizzeria e l’antico argine originario non ancora coinvolto nella grande ricostruzione, avvenuta dopo la rovinosa piena del 1882 che cancellò per sempre l’antica isola fluviale. Nel perimetro della piazza è stato installato un pannello informativo illustrato plurilingue che fornisce spiegazioni sulla storia e l’etimologia della piazza, con un’attenzione particolare alla storia del commercio fluviale e all’utilizzo dell’acqua come fonte di energia.

L’impiego della ruota idraulica, che sfruttava la potenza dell’acqua fu un’invenzione che si diffuse in tutta Europa nel Medioevo e permise agli uomini di risparmiare energia. Oltre alle panchine larghe attorniate da aiuole, sono presenti dei cartelli turistici che indicano la direzione di alcune chiese e musei cittadini e un cartello, dotato di Qr code per telefoni e applicazioni che rende possibile collegarsi ad Amata Verona, progetto multimediale di un percorso che consente di esplorare e raggiungere nove tappe cittadine in cui operò Giovanni Calabria (1873-1954) culminante sopra il complesso monastico di San Zeno in Monte, ben visibile dalla piazzetta.

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