“Portuali”: a La Sobilla il documentario sulla lotta contro “la nave delle armi”
Seconda anteprima del Festival del giornalismo di Verona 2026 mercoledì 4 marzo alle 20.30. Un'occasione per parlare di diritto di dissentire e di antimilitarismo.

Seconda anteprima del Festival del giornalismo di Verona 2026 mercoledì 4 marzo alle 20.30. Un'occasione per parlare di diritto di dissentire e di antimilitarismo.

Mercoledì 4 marzo alle ore 20.30, seconda anteprima del Festival del Giornalismo a La Sobilla in Salita Santo Sepolcro 6/b (zona Porta Vescovo), dove si svolgerà la proiezione del documentario Portuali di Perla Sardella. Al termine della proiezione seguirà un dibattito con il giornalista e sindacalista Emiliano Galati, la regista Perla Sardella (presente in collegamento streaming) e la moderazione della giornalista Jessica Cugini.
Il documentario mostra la lotta politica del C.A.L.P., Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova, tra il 2019 e il 2023. Una battaglia fatta di scioperi contro “la nave delle armi” e la ricerca di un sindacato più attento alle istanze del presente come la sicurezza sul posto di lavoro, l’antimilitarismo attraverso il dialogo con gli altri portuali del Mediterraneo, il sogno di dare forma a un mondo diverso e il prezzo che comporta.
Perla Sardella ha dedicato circa tre anni e mezzo al lavoro su Portuali, documentando con grande passione e meticolosa pazienza le lotte sindacali del C.A.L.P. Nel corso di questo lungo periodo, ha posto al centro del film la parola come strumento fondamentale di azione e resistenza, con l’intento di scuotere e mettere in discussione una situazione che, purtroppo, rimane ancora oggi estremamente attuale e rilevante.
Per “la nave delle armi” si intende la nave saudita Bahri Yambu che ad agosto 2025, oltre a un ingente carico di armamenti statunitensi, trasportava un cannone di fabbricazione italiana destinato (sembra) a Israele. Dopo la scoperta del carico nella “pancia” della nave da parte di alcuni portuali genovesi è nato un movimento di protesta che ha portato a un attracco diverso per la nave rispetto a quello designato.
Oltre al significativo successo ottenuto dalle proteste organizzate dal C.A.L.P. in collaborazione con Filt CGIL, la procura di Genova ha deciso di aprire un fascicolo investigativo approfondito per verificare con attenzione se la legge che disciplina e regola il passaggio e il transito delle armi all’interno dei porti italiani sia stata effettivamente rispettata oppure se vi siano state delle violazioni.

Petra Sardella, in una dichiarazione rilasciata a ClassiciCult, ha descritto il film come «un’opera nata dalla volontà di confrontarsi con l’irriducibile realtà della lotta, instaurando un corpo a corpo con la vita stessa, dove il cinema rinuncia a soluzioni affrettate. Trovarmi a contatto con un gruppo interamente maschile mi ha permesso di offrire un ritratto da una prospettiva inedita, quella della parola, intesa qui come materia, ritmo e motore di un’azione orientata al cambiamento.»
Per la regista marchigiana nata nel 1991, questo rappresenta il suo debutto assoluto nel mondo del lungometraggio, dopo un percorso professionale che l’ha vista impegnata soprattutto nel cinema sperimentale e nelle video installazioni. Nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui spicca la vittoria nel 2019 del primo premio nella sezione Prospettive al rinomato e prestigioso Filmmaker Festival di Milano, grazie al suo mediometraggio intitolato Prendere la parola.
L’evento è gratuito con tessera (5 euro) ed è una collaborazione tra La Sobilla, il Festival del Giornalismo di Verona e l’associazione Veronetta Centoventinove.
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