Domenica 4 gennaio 2026, nei locali della Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso, è stato allestito un presepe vivente, frutto della collaborazione tra Polimorfica APS e la Collaborazione Pastorale di Veronetta. Questa iniziativa, spiega Giovanni Corsini, Presidente di Polimorfica APS, nasce dal profondo legame con il quartiere e la comunità, in particolare con la Parrocchia dei Santi Nazaro e Celso, la cui chiesa è rimasta chiusa quasi un anno a causa dell’incendio del presepe avvenuto lo scorso febbraio. Per la comunità, realizzare questo presepe vivente ha un duplice scopo: da un lato, manifestare vicinanza alla chiesa ancora chiusa e stimolare la ripresa dei lavori per la riapertura; dall’altro, offrire al quartiere una nuova occasione di coinvolgimento comunitario per celebrare il Natale cristiano in modo diretto e autentico.

Polimorfica APS aveva già organizzato questa estate l’evento VeraNotte, coinvolgendo il quartiere in tutte le sue componenti generazionali ed etniche. L’iniziativa è stata un vero processo di attivazione comunitaria, iniziato al mattino con interventi di street painting e proseguito fino a sera con una performance che ha unito elementi di teatro di figura, tra cui mascheroni e tessuti. L’evento ha visto la partecipazione di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Verona, ragazzi dell’Università di Verona, esercenti, bambini e ragazzi del Grest del Ricreatorio di Veronetta, oltre agli abitanti del quartiere.

Un momento di attivazione comunitaria

Mercante Ceste Gloriana Ferrarese. Foto di Polimorfica APS.

Con il ricordo della piacevole esperienza estiva, la comunità è pronta a rinnovare il suo impegno per organizzare il presepe vivente nel quartiere di Veronetta, coinvolgendo attivamente tutti i residenti. Alla chiamata hanno risposto numerose persone del quartiere – anziani, adulti, adolescenti e bambini – che hanno interpretato i vari personaggi del presepe nelle diverse stazioni teatrali allestite negli spazi di San Nazaro. Il presepe si è sviluppato attraverso scene con figuranti, dove è stato possibile scoprire gli antichi mestieri, degustare vino con l’oste e ammirare i lavori delle antiche filande, per poi giungere a Betlemme e alla capanna con la Natività. Le scenografie, gli oggetti di scena e i costumi sono stati realizzati grazie alla generosa donazione di tessuti da parte di Telarosa.

Molte persone si sono avvicinate per la prima volta all’esperienza del presepe vivente. – spiega Giovanni Corsini – Il presepe è stato realizzato seguendo la tradizione classica, con una ricostruzione storica fedele al periodo, inclusa l’adozione del saluto tipico “Shalom”. La rappresentazione si è articolata in cinque momenti: l’ingresso con le guardie romane, che conduceva poi alla scena di Erode.

La terza scena rappresentava il mercato, animato da figuranti come falegnami, fornaio e una locanda. Proseguendo, si poteva ammirare l’accampamento dei pastori e, infine, diverse abitazioni con famiglie all’interno. Abbiamo voluto coinvolgere più generazioni per includere tutti. L’iniziativa è stata un successo, con oltre 300 visitatori, e per essere la prima edizione possiamo ritenerci soddisfatti. Di solito il presepe vivente in città è meno comune, ma la risposta è stata decisamente positiva.

Foto di Polimorfica APS.

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