Nata e attiva a Verona, Laura Bocchi ha costruito nel tempo una presenza politica fondata su tematiche sociali e di tutela, con un’accelerazione negli ultimi anni all’interno del suo partito, assumendo deleghe significative quali la tutela degli animali, diventando anche responsabile regionale del dipartimento Benessere e Tutela degli Animali della Lega. Nella sua attività ha promosso iniziative dedicate all’autismo e alla tutela dei più fragili.

Ora, in vista delle elezioni regionali del Veneto, si presenta come candidata pronta a estendere il suo impegno da Verona all’intero territorio veneto, mantenendo come filo conduttore la vicinanza alle persone, la coesione sociale e l’innovazione nel welfare.

Bocchi, lei da sempre si occupa dei temi legati alla disabilità, anche ben prima del suo impegno politico. Oggi che giudizio dà delle politiche dell’attuale amministrazione veronese in materia di inclusione e sostegno alle persone con disabilità?

«Il lavoro con l’attuale assessore ai Servizi sociali del Comune di Verona è sempre stato collaborativo e proficuo. Il confronto c’è e funziona, perché l’obiettivo comune è quello di dare risposte concrete alle persone più fragili. Verona, in questo senso, ha una buona rete di servizi, e credo che la sfida oggi non sia tanto inventarne di nuovi, ma renderli sempre più accessibili e vicini ai cittadini. L’inclusione non si fa a distanza: si costruisce nel rapporto diretto tra istituzioni, famiglie e territorio.»

Lei conosce molto da vicino le difficoltà quotidiane di chi vive una condizione di disabilità. In che modo, secondo lei, la Regione Veneto può rafforzare il proprio ruolo di coordinamento rispetto ai Comuni, evitando che i servizi restino frammentati o disomogenei sul territorio?

«Il coordinamento esiste già: i distretti sociosanitari e la Conferenza dei Sindaci rappresentano un sistema di lavoro condiviso, soprattutto nella parte sociale del sociosanitario. Con la nascita delle ATS, le Aziende territoriali sanitarie, questa collaborazione sarà ancora più stretta. Io non credo serva un coordinamento più lontano o più centralizzato: da autonomista penso che la “filiera corta” faccia la differenza. Più il decisore è vicino al cittadino, più il servizio è appropriato ed efficace. Dobbiamo avvicinare, non allontanare.»

Laura Bocchi con la Ministra Alessandra Locatelli

Quali sono, secondo la sua esperienza, le priorità da affrontare a livello normativo e culturale?
«Il tema della disabilità è il tema dei temi. L’ho vissuto e lo vivo in prima persona, e devo dire che da quando ho iniziato a toccarlo con mano mi sono resa conto della miopia che avevo avuto prima – la stessa che hanno molte persone che non lo conoscono direttamente. Quando si entra davvero in questo mondo, tutto il resto diventa secondario. Per questo considero fondamentale che anche Alberto Stefani, candidato presidente della Regione, abbia messo il sociale come primo punto del suo programma. È la direzione giusta.
Sono orgogliosa del rapporto che ho con la Ministra Alessandra Locatelli: è un legame di stima, di confronto e anche di empatia, che nasce da un comune sentire. La Lega ha voluto fortemente il Ministero per le Disabilità, e i risultati si vedono: dal progetto di vita individuale al decreto legislativo 62 del 2024, che cambierà molto nella quotidianità delle persone con disabilità. Già dalle parole si parte con un cambio di paradigma: basta “disabili”, “handicappati”, “minorati”. Si parla di persone con disabilità. La centralità deve essere sulla persona, sui talenti, sulle capacità, non sul limite. Il problema, spesso, non è la persona ma l’ambiente. Ed è proprio sull’ambiente, sul contesto, che dobbiamo intervenire per costruire una società davvero inclusiva.»

Cosa servirebbe, a livello regionale, per trasformare la pratica della pet therapy in un percorso riconosciuto e accessibile, non solo come iniziativa privata ma come strumento di benessere sociale?

«Oggi non si parla più di pet therapy in senso generico, ma di “interventi assistiti con gli animali”, che hanno un percorso riconosciuto, regolato e controllato. Esistono figure professionali formate – medici, veterinari, coadiutori – che lavorano in équipe. A Verona, per esempio, il dottor Leonardo Zoccante porta avanti progetti di ippoterapia con una forte base scientifica, che dimostrano come questi interventi siano vere e proprie terapie complementari. L’animale non è un passatempo, è una cura fisica ed emotiva. Lo diceva anche il geriatra Luigi Grezzana, che ai suoi pazienti anziani “prescriveva” l’adozione di un cagnolino: nessuna medicina fa meglio alla longevità.»

Laura Bocchi con Alberto Stefani

Spesso la cura con gli animali è vista come un complemento, quasi un “lusso”. Lei invece ne parla come di un diritto, o comunque come di un’opportunità che dovrebbe essere garantita. Quali politiche servirebbero per farla entrare stabilmente nel sistema sociosanitario veneto?

«Purtroppo nel nostro sistema l’animale è ancora percepito come un bene di lusso. Ma chi vive una condizione di fragilità dovrebbe poter contare anche su questa forma di benessere. Regione e Comuni potrebbero prevedere forme di sostegno economico – piccoli contributi o sgravi fiscali – per le persone che, seguite in un percorso appropriato, scelgono di convivere con un animale. Le associazioni fanno già moltissimo, ma il pubblico dovrebbe aiutarle di più. Incentivare, non scoraggiare: è questo il principio di base.»

Verona in questi giorni ospita la Fieracavalli. Secondo lei, come si può coniugare la valorizzazione economica e culturale di un evento storico come questo con una maggiore attenzione al benessere animale e alla sostenibilità delle pratiche equestri?

«Qualche anno fa, grazie all’event manager Armando Di Ruzza, Fiera Cavalli aveva avviato un progetto pilota chiamato Horse Safety System: un comitato scientifico con veterinari e medici, e un comitato di indirizzo dedicato al benessere animale. Era un modello di controllo concreto e immediato, che secondo me andrebbe ripreso e aggiornato. Le tradizioni possono e devono evolvere: garantire il benessere degli animali è il modo migliore per rendere un evento come Fiera Cavalli ancora più credibile e moderno.»

Lei è candidata alle prossime elezioni regionali. In che modo i temi che l’hanno sempre contraddistinta – la disabilità, la pet therapy, la cura – entreranno nel suo programma politico? E come pensa di portarli da Verona a una dimensione più ampia, quella del Veneto?

«Credo in un concetto che ormai è condiviso a livello scientifico: la One Health, l’unica salute. Quando stanno bene le persone, stanno bene anche gli animali e l’ambiente. È un sistema integrato, e se salta un anello, si indebolisce tutto il resto. Per questo il mio impegno politico sarà volto a creare un welfare che tenga insieme salute, ambiente e benessere, con la Regione come cabina di regia. Il Veneto può diventare un modello di equilibrio tra cura, sostenibilità e rispetto per la vita in tutte le sue forme.»

Laura Bocchi

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