La nuova amministrazione, guidata dal sindaco Damiano Tommasi e dalla vicesindaca, nonché assessora all’urbanistica Barbara Bissoli, sta approntando la nuova variante generale al PAT, per affrontare i problemi della mobilità, della vivibilità del centro storico e delle periferie, dei parchi e del verde urbano, del patrimonio edilizio non utilizzato o comunque sottoutilizzato e, infine, del consumo del suolo.

Vecchi problemi che le varie amministrazioni che si sono succedute a Verona non hanno mai saputo risolvere. Ma, nel 1993, durante l’amministrazione del sindaco Aldo Sala, venne approvato in Giunta il Progetto Preliminare di Piano, o Piano di Salvaguardia.

Un Piano che, trascorsi i tre anni di durata, come previsto dalle norme di legge, venne fatto scadere durante l’amministrazione successiva, con la conseguenza di mantenere, quale strumento urbanistico base, la Variante Generale al P.R.G. del 1975 che, sino al 1993, ebbe oltre duecento modifiche e varianti parziali, e che era stata redatta per una città di 410.000 abitanti.

Dal 1975, esclusi quei tre anni di durata del Progetto Preliminare di Piano del 1993, un nuovo strumento di pianificazione urbanistica generale sarà ratificato solo nel 2006, anno di approvazione del PAT della giunta Zanotto.  

Gli obiettivi del Progetto Preliminare

Gli obiettivi del Progetto Preliminare erano quelli di permettere l’analisi e la stesura della nuova Variante Generale al P.R.G. a cosiddette bocce ferme, evitando che l’equilibrio territoriale venisse modificato da pesanti operazioni edilizie, e di definire le linee guida della pianificazione del territorio.

Il passaggio dal Progetto Preliminare alla Variante Generale al P.R.G. sarebbe stato semplice e veloce, essendo già state indicate e specificate le linee programmatiche per il futuro assetto urbanistico della città.

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Il Progetto Preliminare o Piano di Salvaguardia bloccava ogni nuova lottizzazione per incentivare il recupero dell’esistente; definiva i limiti urbani della città da non superare con nuove aree di espansione;  ridefiniva e completava i tessuti dei quartieri e delle periferie; puntava alla formazione di una città policentrica, individuando le nuove centralità e recuperando la qualità dello spazio pubblico: piazze, corsi, viali; delimitava e qualificava le aree produttive; consolidava il sistema insediativo agricolo in funzione della sua salvaguardia produttiva e ambientale; stabiliva le zone A.R.U. (aree di riqualificazione urbanistica), dettando i termini e le regole per il loro recupero, favorendo la riconversione delle aree industriali dismesse ed evitando in tal modo altro consumo del suolo; dettava i criteri per tutelare i centri storici; progettava il parco dell’Adige; collegava, infine, i quattro sistemi di programmazione del tessuto urbano: quello residenziale, quello produttivo, quello viabilistico e quello ambientale.

Nel sistema della mobilità erano previsti una linea di tramvia elettrica su sede fissa ed esclusiva; il completamento del sistema Complanare/Tangenziale; l’ampliamento delle Z.T.L.; il potenziamento della viabilità urbana di primo livello ed il completamento della viabilità urbana di secondo livello, ponendo quali interventi prioritari quelli che interessavano i quartieri di Borgo Milano, Borgo Venezia, S. Massimo, l’area di Verona sud e Cà di David.

Scelte di qualità

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Le scelte di qualità per il sistema della mobilità riguardavano lo  spostamento del traffico di attraversamento e penetrazione all’esterno dei quartieri, dei borghi e dei centri minori; la riorganizzazione delle linee e delle aree di servizio ferroviarie integrate con le diverse mobilità di trasporto pubblico, urbano e metropolitano; la realizzazione di un sistema di  luoghi e percorsi pedonali e di percorsi per il trasporto pubblico; la realizzazione del sistema di percorsi ciclabili integrato con quello del verde fruibile e connesso alla riqualificazione dei tessuti urbani.

Se al Progetto Preliminare di Piano, avesse seguito la Variante Generale al P.R.G., com’era previsto, probabilmente avremmo avuto una città con un miglior equilibrio urbanistico e con una maggiore qualità urbana.

Dopo la crisi politica e la caduta della Giunta Sala, ci fu la formazione di una nuova Giunta con nuovo sindaco e un nuovo assessore alla Pianificazione. Il Piano venne leggermente modificato e portato in Consiglio per l’adozione dal nuovo assessore alla pianificazione territoriale. La nuova versione conteneva il traforo delle Torricelle.

Dopo le elezioni del 1994 e la formazione del nuovo Consiglio comunale al Progetto Preliminare di Piano non seguì la Variante Generale al P.R.G.

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