Avrà bisogno di spazio o di abbracci Cristiano Godano venerdì 7 aprile sera alla Fucina Macchiavelli di Verona? Il leader dei Marlene Kuntz è sempre stata un’anima tutt’altro che placida. Dietro quella vocina, spesso sussurrata nel suo disco solista “Mi ero perso il cuore”, si confondono diverse emozioni. Che oggi acquisiscono un peso differente, alla luce della recente morte di Luca Bergia, batterista storico della band e amico di Godano.

Domani sera, in via Madonna del Terraglio 10, il leader di una delle band più importanti dell’alternative rock italico dei ’90’s si mostrerà in una veste molto diversa, tralasciando la chitarra elettrica in favore dell’acustica, con arpeggi e accordi. Ma non di quelli “da spiaggia”, non é il tipo. E lo si capisce fin da “La mia vincita”, opener dell’ultimo disco, che sarà protagonista del concerto che comincerà alle 21. Un album dalle atmosfere pregnanti, tutt’altro che spensierato.

Chiaramente i fan si aspettano sicuramente anche qualche brano dei Marlene Kuntz. Che si tratti di “Festa mesta”, “La canzone che scrivo per te” o “Nuotando nell’aria”, i desideri lì si avvicinano. Ma la voglia di Godano di andare avanti, mostrando gli aspetti più plumbei della sua poetica, é chiara. E mai messa in discussione dal successo commerciale.

I Marlene Kuntz si formano nel 1989 e Cristiano ne diventa il cantante e l’autore di tutti i testi (oltre 130 canzoni). La peculiarità della sua scrittura, caratterizzata da una ricerca di significato e musicalità non banali, lo rende presto identificabile come uno dei pochi musicisti in grado di scrivere inni generazionali e programmatici fondendo il rock e le influenze d’Oltreoceano con la melodia.

Di pari passo con la crescita della fanbase dei Marlene Kuntz, la personalità di Cristiano Godano raggiunge una solidità sempre maggiore. Il 26 giugno 2020 esce il suo primo album da solista dal titolo “Mi ero perso il cuore”, una collezione di canzoni che incontra, e dove può cerca di affrontare, i demoni della mente, le cui coordinate musicali sono ben tracciate: ballate acustiche sulla scia dei maestri del genere, calde e con pochi sussulti elettrici, sospese in un non tempo i cui passato e futuro sono, nelle intenzioni dell’artista, assenti, per una proposta alquanto inedita nel cantautorato italiano.

Osannato da pubblico e critica, il disco ha una forte impronta acustica, ed è estremamente intimo con testi diretti nella loro urgenza espressiva. Nel 2021 entra nella cinquina del Premio Tenco, come “migliore opera prima”: si piazzerà al secondo posto con 39 voti.

Inizio ore 21. Biglietti in vendita tra i 20 e i 25 euro.

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