Riscossione dei tributi. Non certo un ruolo che i cittadini tendono ad amare, si sa, però c’è modo e modo di farlo e Solori, da quando ha preso in carico l’attività nel 2014, sta cercando di affiancare il Comune di Verona in modo da unire il più possibile efficienza e soddisfazione del cliente. Cosa che, inevitabilmente, non sempre riesce, ma il tentativo di efficientare al massimo l’attività è in atto da tempo, cercando di imparare dagli errori e di migliorare con costanza il servizio offerto. D’altronde Verona è una città considerata, per le sue dimensioni e tessuto economico-sociale, medio-grande.  È una realtà complessa, non facile da gestire, ma anche grazie alle semplificazioni offerte dalla tecnologia alcuni settori della pubblica amministrazione stanno trovando la giusta via per dialogare con il cittadino. Di questo e di molto altro ne parliamo con l’Amministratore Unico di Solori Marco Vantini, dottore commercialista e revisore legale, con una militanza nella Lega, in carica dal settembre 2020.

Vantini, iniziamo dalla situazione attuale. Qual è lo stato di salute della società che amminsitra, Solori? 

«Solori ha l’ingrato compito di essere la società che riscuote per il Comune di Verona una serie di entrate tributarie e non, dalla tassa sui rifiuti alle sanzioni amministrative. La società svolge la sua attività dal 2014, da quando cioè il Comune ha deciso di creare una società “in house” per gestire direttamente questa attività, non affidandosi più, come in precedenza, a Equitalia. Ovviamente nell’ultimo anno l’attività è stata in buona parte bloccata per le note vicende legate al Covid-19. La riscossione coattiva è stata di fatto totalmente bloccata e la tassa sui rifiuti l’anno scorso è stata gestita con scadenze diverse dal solito, così come in parte quest’anno. La società, però, nel frattempo è stata riorganizzata, con personale nuovo e giovane che ha sostituito quello andato in pensione.»

Quanti sono i vostri dipendenti, oggi?

«Circa 25.»

Su quali fronti vi state muovendo?

Marco Vantini, Amministratore Unico di Solori

«Come dicevo noi dobbiamo riscuotere la tassa dei rifiuti, che ovviamente copre il costo dello smaltimento dei rifiuti nel Comune di Verona. È una macchina organizzativa imponente, che deve raggiungere tutti i cittadini e le cartelle devono arrivare nelle caselle postali di tutti nelle modalità e nei tempi adeguati. Quando a settembre ho preso in carico questo impegno la prima cosa che ho voluto fare è stato rendere più semplice e accessibile il sito, “a portata di utente”. Perché è da li che ora passano la maggior parte delle pratiche. Certo, ci sono sempre le persone che devono venire in sede per alcune pratiche da gestire di persona, ma in generale abbiamo cercato di rendere più smart il dialogo con l’utente. Stiamo cercando di migliorare le percentuali di riscossione e quindi di fare vera lotta all’evasione. La mia volontà è quella di migliorare progressivamente questi aspetti, con una serie di strumenti innovativi»

Come sono cambiate, però, le cose con l’arrivo della pandemia?

«Con il Covid si è dovuto modificare completamente l’organizzazione e inevitabilmente affidarci solo agli incontri “su appuntamento”. Abbiamo creato una piattaforma per appuntamenti simile a quella del Comune di Verona. Siamo arrivati a gestire fino a cinquemila chiamate al giorno. In certi periodi dell’anno i picchi di lavoro risultano enormi. Ma d’altronde siamo qui apposta per quello, per dare dare cioè il miglior servizio possibile ai nostri cittadini.»

I quali come “reagiscono” nei vostri confronti?

«Lamentele per il momento non ne vedo. Una lettrice qualche tempo fa aveva scritto al quotidiano L’Arena una lettera di apprezzamento nei nostri confronti. Guardiamo alle recensioni positive, che fanno sempre piacere, ma ovviamente anche a quelle negative, che rappresentano per noi uno stimolo a migliorare.» 

Come vengono indirizzati i soldi recuperati? 

«Noi in realtà riscuotiamo per conto del Comune, in base a un determinato contratto pubblico. Solori, però, non lavora solo per Verona ma anche altri Comuni soci come San Giovanni Lupatoto, Pescantina, Grezzana, Valeggio sul Mincio e Cortina d’Ampezzo. Una delle mie attività è quella di cercare di trovare nuovi soci, ma noi possiamo rivolgerci in pratica soltanto ad amministrazioni comunali, che possono diventare soci acquisendo una “quota” della nostra società. In questi giorni dovrebbe acquisire una quota anche il Comune di Arcole, ad esempio.»

Recentemente ha tenuto banco la questione delle “cartelle pazze”, arrivate talmente in ritardo che molti nel frattempo avevano già pagato e di fatto alcuni si sono ritrovati a pagare la tassa due volte. Cosa è successo e cosa avete fatto per rimediare? 

«Solori, per la postalizzazione, segue le procedure imposte dalla normativa. Il primo tentativo viene sempre fatto tramite dei “postalizzatori”. Quando non si trova il destinatario si lascia un primo avviso, poi un secondo e poi, se passa un periodo di tempo più lungo, si procede con l’affissione negli albi comunali. Noi dipendiamo, per quanto riguarda le postalizzazioni, da Poste Italiane o da altri operatori privati. Proprio qualche settimane fa uno di questi di cui ci servivamo è stato acquisito da Poste Italiane. Abbiamo cercato allora di utilizzare la collaborazione di altre realtà locali più piccole, alle quali abbiamo affidato inizialmente dei carichi piccoli per testare l’affidabilità. Visto che nel frattempo i riscontri sono stati positivi, pian piano affideremo a questo soggetto altri lavori, sempre più importanti. Sempre tramite questo partner abbiamo avviato una attività di recupero della “raccomandata online”. Invece che andare a fare la fila in posta sulla ricevuta viene indicato un codice da inserire sul sito da cui poi si può scaricare la ricevuta. Poi, ovviamente, per chi è più smart c’è la possibilità di scaricarsi sul sito tutta la documentazione personale. Ci rivolgiamo a circa 200mila utenti, ma non tutti ovviamente hanno le abilità informatiche per utilizzare questi strumenti. Cerchiamo, a questo proposito, di fare una campagna comunicativa ad ampio spettro, per cercare di arrivare a tutti i nostri utenti.»

Per la raccolta differenziata Verona non risulta ai vertici nazionali o regionali… Che ne pensa? 

«Tutta la parte di gestione e riciclo dei rifiuti viene gestita da Amia. Ovviamente vedo anch’io le statistiche ed è chiaro che c’è ancora molto da lavorare per migliorare su alcuni aspetti. Con Amia abbiamo un dialogo diretto e tra le varie cose si parla spesso proprio di come migliorare la differenziazione del rifiuto. So per certo che si stanno mettendo in atto una serie di accorgimenti per cercare di aumentare il livello di differenziazione a Verona. A questo proposito qualche tempo fa era stata inaugurata l’isola ecologica di Amia. Noi forniamo il servizio di consegna delle tessere ai cittadini per fare sì che i cittadini possano accedere alle isole ecologiche e conferirvi in maniera controllata. In generale, comunque, trovo giusto sottolineare che se a Verona ci troviamo i cassonetti costantemente svuotati e igienizzati è merito della macchina comunale. Indubbiamente si può sempre migliorare, ma stiamo cercando di fare il meglio possibile sapendo che dobbiamo comunicare al meglio con i nostri cittadini. È un servizio che a Verona funziona.»

Sulla recente polemica legata al bando per un nuovo addetto stampa sollevata dal consigliere comunale Benini, che sostiene che ci sia stata poca chiarezza nel presentarlo, cosa rispondete?

«Abbiamo rispettato le prescrizioni di legge in termini di pubblicità. In quanto si tratta di una manifestazione di interesse e non un bando che seguirà prossimamente. In ogni caso, Solori ripubblicherà l’avviso per darne ulteriore e maggiore visibilità.»

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