Verona e tutta la comunità dell'Hellas si sono riunite questo pomeriggio nella Basilica di San Zeno per rendere omaggio a Osvaldo Bagnoli, l'allenatore che condusse la squadra gialloblù alla storica vittoria del campionato italiano nell'indimenticabile stagione 1984-85.
Lo scudetto del 1985 fu il capolavoro di un allenatore schivo e geniale. La sua eredità, però, va oltre quel trionfo: è la dimostrazione che le idee, il lavoro e il coraggio possono sovvertire anche i pronostici più impossibili.
Domenica sera il Verona ha la possibilità di chiudere, con una vittoria, il discorso salvezza. Quarant'anni fa, sempre al Bentegodi, l'Hellas di Bagnoli si giocava lo scudetto.
La prima partita ufficiale in Serie A del Verona fu proprio quella giocata domenica 8 settembre 1957 in casa della Juventus. Il risultato finale fu di 3-2 in favore dei bianconeri ma i gialloblù uscirono con l'onore delle armi
La partita giocata il 23 maggio 1982 in Serie B fu un match ad alta tensione: da una parte i gialloblù lanciati verso la promozione in A, dall'altra i biancocelesti invischiati fino al collo nella lotta per non retrocedere.
Ieri a Verona si è celebrato un po' ovunque il l'anniversario del mitologico gol "senza scarpa" di Preben Larsen Elkjaer alla Juventus. L'occasione giusta per celebrare il campione che più di tutti ha lasciato il segno "pallonaro" in riva all'Adige.
Ci ha lasciato ieri Emiliano Mascetti, per tutti "Ciccio", una delle colonne dell'ultracentenaria storia gialloblù, per quello che ha fatto in campo e fuori dal campo.
I gialloblù non vincono in casa del Napoli da quasi quarant'anni. L'ultima volta fu il 2 gennaio 1983 con un'indimenticabile doppietta di Pierino Fanna.
A "Succede alle 31" il ricordo del centrocampista Luigi Sacchetti e di Adalberto Scemma, giornalista sportivo che dalle colonne del giornale "L'Arena" raccontò l'impresa della squadra di Bagnoli.