Libertà d’espressione, autonomia culturale e centralità del cinema d’autore. Sono questi i temi che hanno segnato la presentazione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, svelata giovedì 23 luglio nella biblioteca della Biennale dal presidente Pietrangelo Buttafuoco e dal direttore artistico Alberto Barbera.

Nel suo intervento inaugurale, Buttafuoco ha ribadito con decisione quelli che ha definito i due principi fondanti della Biennale, nata nel 1895: la tutela della libertà artistica e l’indipendenza dell’istituzione da ogni pressione esterna. La Biennale, ha sottolineato, deve continuare a rappresentare uno spazio di confronto aperto, pluralista e privo di censure.

Il presidente non ha poi risparmiato una dura critica alla decisione della Commissione europea di ridurre di due milioni di euro i finanziamenti destinati alla Fondazione, in relazione alle polemiche suscitate dalla presenza del Padiglione russo alla Biennale Arte. Una scelta che Buttafuoco ha definito una ritorsione politica, ricorrendo alla metafora della favola del lupo e dell’agnello per denunciare quello che considera uno squilibrio nei rapporti tra le istituzioni europee e la Biennale.

Terminata la parte istituzionale, Alberto Barbera ha illustrato il programma della Mostra, che si svolgerà dal 2 al 12 settembre al Lido di Venezia. Saranno venti i film in concorso per il Leone d’Oro, con un cartellone che conferma la vocazione internazionale della rassegna e una marcata attenzione al cinema d’autore.

Ad aprire il festival sarà “Ink” di Danny Boyle. Tra i nomi di maggior richiamo figurano Werner Herzog, al suo primo film di finzione dal 2019, Hirokazu Koreeda, Shinya Tsukamoto e Martin McDonagh. Spicca anche il ritorno di Nanni Moretti, che torna in concorso a Venezia dopo trentasette anni con Succederà questa notte.

L’Italia sarà particolarmente rappresentata con cinque registi in gara per il Leone d’Oro: Marco Bechis, Edoardo De Angelis, Nanni Moretti, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli. Una presenza significativa che si estende anche alle sezioni Fuori Concorso e Orizzonti, confermando la vitalità della produzione nazionale. Resta però una nota amara: tra i film italiani in concorso non compare alcuna regista.

Jorge Luis Borges

Barbera ha inoltre evidenziato il peso crescente del documentario all’interno della programmazione. Tra i titoli più attesi figurano il film dedicato agli Oasis, protagonisti anche del red carpet veneziano, il documentario su Elon Musk, che invece non sarà presente al Lido, e l’ambizioso lavoro di Luca Guadagnino: sette ore dedicate all’universo cinematografico di Bernardo Bertolucci. Curiosità anche per il documentario di Francesco Carrozzini su Renzo Rosso, realizzato interamente con il supporto dell’intelligenza artificiale, e per il monumentale biopic di sei ore dedicato a Jorge Luis Borges.

Più contenuta, rispetto ad altre edizioni, la presenza delle grandi produzioni hollywoodiane, mentre trova spazio anche la serialità con “Peccato”, unica serie selezionata, produzione HBO ispirata alla figura dell’attrice e comica Emanuela Fanelli. A completare il quadro, i Leoni d’Oro alla carriera assegnati a George Clooney ed Ellen Burstyn, due interpreti che hanno lasciato un segno profondo nella storia del cinema contemporaneo.

L’83ª Mostra di Venezia si annuncia così come un’edizione che intreccia riflessione politica e ricerca artistica, riaffermando il ruolo del festival come uno dei principali punti di riferimento del cinema mondiale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA