L’incomparabile proscenio naturale offerto dal Parco Giardino Sigurtà torna ad accogliere per il quarto anno il progetto artistico del collettivo Cracking Art. Da mercoledì 17 giugno fino al 17 settembre i visitatori potranno infatti ammirare ben 162 installazioni raffiguranti animali colorati, realizzate in plastica rigenerata. Dal 1993 il progetto, che unisce gli artisti Renzo Nucara, Marco Veronese, Alex Angi, Kicco e William Sweetlove, elabora l’immediatezza del linguaggio della Pop Art attraverso il riuso di materiali plastici.

Tecnicamente, il cracking è il processo necessario per trasformare il petrolio in nafta vergine, che costituisce la base di molti prodotti di sintesi, come ad esempio la plastica. L’uso di questo materiale polimerico riciclato ha quindi una valenza ambientale, ma consente anche di mettere in luce il conflitto e la frattura dell’uomo di oggi con la natura e con l’idea di sé, a vantaggio di una realtà concepita sempre più come artificiale.

La ricerca artistica del collettivo interviene quindi nello spazio antropico per indurre una riflessione sfaccettata sul rapporto che abbiamo con la natura, a partire dall’identità dell’umano.

Non solo animali di plastica

Nell’atto di guardare gli animali la nostra specie condensa e moltiplica le potenzialità della propria identità e consapevolezza di sé; è cosa nota agli antropologi, ai linguisti, ai filosofi, agli studiosi della mente, tanto che si potrebbero intercettare dei marcatori culturali, osservando come le differenti società si rapportino oggi con l’animale.

Vale anche per questi grandi simulacri artificiali, di dimensioni tra uno e tre metri, le cui diverse specie si impongono nell’ambiente anche grazie al colore, rigorosamente non mimetizzabile, dalla natura piena, senza sfumature, a volte fluorescente.

Un gioco tra vero e falso

Cracking Nature, questo il nome dell’esposizione, che i curatori definiscono tra le più importanti realizzate, espone quindi in mezzo a carpini, bossi, aceri, la finzione naturale di delfini, lupi, chiocciole, rane, oche selvatiche, pinguini, marmotte, tartarughe e molte altre rappresentazioni, pronte a sorprendere lo spettatore, coinvolgerlo nel divertimento che nasce dal gioco tra vero e falso.

Uno scatto che riprende Il gioco dell’Oca, realizzato nel 2022 nel Parco Giardino Sigurtà. Foto Cracking Art.

Sta quindi al visitatore capire a quale animale potrebbe assomigliare e così cercare di rispondere, forse in modo più veritiero, alla televisiva domanda “Che belva si sente?”.
A favorire l’esperienza ci sono infatti anche delle mappe arricchite da contenuti curiosi e ironici, tra cui le peculiarità più o meno positive delle singole specie.

L’energia delle fioriture estive come fondale

Il linguaggio del collettivo artistico (qui il video dell’esposizione realizzata al Sigurtà nel 2022) mira quindi a coinvolgere anche attraverso la leggerezza e favorire così un cambio di sguardo sull’impatto umano in un senso più ampio. I sessanta ettari del Parco Giardino Sigurtà, che il prossimo anno festeggerà i 620 anni di storia e che oggi costituisce uno dei più incantevoli parchi del mondo, sono lo scenario ideale per questa metaforica caccia, colorata, coinvolgente, ma non meno enigmatica.

Senza dimenticare l’arte sublime della natura, che in estate esprime la sua potente energia tramite le fioriture di canna indica, dalie, coleus, bignonie, ortensie rosa, echinacee, emerocallidi, iris d’acqua, lavanda e numerose altre specie che, in questo luogo immenso e attraversato dalla Storia, compongono un mosaico vegetale vibrante e sorprendente.

Il viale delle Rose al Parco Giardino Sigurtà.

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