La Tezenis Verona si aggiudica anche gara-2 della finale playoff e porta sul 2-0 la serie contro la Rinascita Rimini, piegando i romagnoli per 84-76 davanti a circa cinquemila spettatori che hanno riempito il Pala Magis. Un successo costruito con carattere, pazienza e lucidità, al termine di una sfida durissima contro un’avversaria che ha confermato tutto il proprio valore tecnico e fisico, restando in partita fino agli ultimi minuti.

Come già accaduto nel primo confronto, Verona ha saputo soffrire, reagire ai momenti difficili e trovare le energie necessarie quando la gara sembrava poter sfuggire di mano. Una vittoria che avvicina sensibilmente i gialloblù al ritorno nell’élite del basket italiano: ora alla formazione di Alessandro Ramagli basterà infatti conquistare una delle prossime tre partite per festeggiare la promozione. Rimini, invece, è con le spalle al muro e sarà obbligata a vincere entrambe le gare casalinghe per riportare la serie a Verona per l’eventuale e decisiva “bella” di gara-5.

La partita

L’avvio è subito ad altissima intensità. Le due squadre entrano in campo senza alcun timore e il ritmo si alza immediatamente. Rimini prova a imporre il proprio atletismo e la propria aggressività, trovando buone soluzioni offensive nei primi possessi. Verona resta in scia grazie ai suoi americani, ma con il passare dei minuti riesce a trovare maggiore continuità.

A prendere per mano la Scaligera è soprattutto Federico Zampini, autore di 30 punti finali e in generale una prova di grande carattere e spessore. Il playmaker gialloblù mette insieme già 12 punti prima dell’intervallo, diventando il principale punto di riferimento offensivo della squadra. Sotto canestro Poser garantisce energia, presenza fisica e rimbalzi preziosi, mentre Loro si fa sentire nella lotta sotto le plance.

Nonostante questo, è Rimini a dare il primo strappo significativo della partita. I romagnoli arrivano fino al 19-27, sfruttando la propria profondità e una buona circolazione di palla. Verona, però, non si lascia intimorire. Con pazienza ricuce il divario, affidandosi a una difesa sempre più aggressiva e a canestri pesanti di McGee e Loro dall’arco dei tre punti. Possesso dopo possesso la Tezenis rientra e riesce addirittura a chiudere il primo tempo avanti 40-37.

Il terzo quarto sembra poter indirizzare definitivamente la sfida verso i colori gialloblù. Al rientro dagli spogliatoi Verona alza ulteriormente l’intensità e piazza un immediato parziale di 9-2 che vale il +10. Il palazzetto si accende e spinge la squadra di casa, mentre sulla panchina ospite coach Dell’Agnello protesta animatamente per alcune decisioni arbitrali a suo dire poco convincenti.

Foto di Barbara Salazer

La Tezenis sembra avere il controllo della gara, ma Rimini non è arrivata fino alla finale per caso. Loro si prende la responsabilità di alcune conclusioni dalla lunga distanza, ma soprattutto si rende protagonista di una giocata difensiva destinata a restare tra le immagini simbolo della serata: una stoppata clamorosa su Porter che nega agli ospiti il possibile canestro del -5 e fa esplodere gli spalti.

La partita, tuttavia, è tutt’altro che chiusa. Tomassini, ex della sfida, trova una serie di canestri pesantissimi che riaprono completamente il confronto. Porter prende fiducia e comincia a trascinare la rimonta biancorossa. A 6’20’’ dalla fine del terzo quarto l’americano firma il canestro del -1 e rimette tutto in discussione.

Da quel momento la sfida si trasforma in una battaglia nervosa ed estenuante. Ogni possesso diventa decisivo, ogni errore pesa enormemente sull’economia del match. Loro reagisce alle difficoltà offensive e inizia a produrre giocate di alto livello su entrambe le metà campo, ma l’inerzia sembra essersi spostata dalla parte degli ospiti.

Prima della sirena del terzo periodo arriva infatti il sorpasso. Marini realizza una tripla che completa la rimonta e porta Rimini sul +5 (61-56). In pochi minuti i romagnoli hanno cancellato il -10 accumulato in precedenza, costruendo un parziale complessivo di 15 punti che riapre completamente la finale.

L’ultimo quarto è una vera prova di resistenza fisica e mentale.

McGee prova immediatamente a scuotere i compagni e riporta Verona a contatto. Rimini continua però a trovare risposte importanti, soprattutto con De Negri, mantenendo il vantaggio per diversi minuti. Si procede a strappi e controstrappi, in una sfida che non concede tregua.

A sei minuti dalla fine Poser firma il canestro del 64-64 dopo un prezioso rimbalzo offensivo. A 4’11’’ dalla sirena il tabellone recita 70-69 per Verona. Da quel momento ogni azione sembra valere una stagione.

Poser e Loro combattono come leoni sotto canestro. Zampini continua a guidare le transizioni e a segnare punti pesantissimi. McGee si conferma il leader tecnico ed emotivo della squadra. Sul parquet si lotta su ogni pallone, mentre sugli spalti il pubblico accompagna ogni possesso con un crescendo di entusiasmo e tensione.

In alto i tifosi di Rimini giunti al Palazzetto

L’episodio che cambia definitivamente la partita arriva a 2’53’’ dalla fine. Sul +2 Verona recupera palla e si lancia in contropiede. Loro vola verso il canestro e, nel tentativo di schiacciare, viene fermato fallosamente da un difensore avversario. Gli arbitri sanzionano anche il fallo tecnico. Il lungo gialloblù realizza i liberi e sul possesso successivo Zampini colpisce ancora, firmando il canestro del 77-71. È la spallata decisiva.

Rimini prova a reagire, ma la Tezenis ormai sente il profumo del traguardo. Poser trova un altro canestro pesantissimo vicino al ferro, mentre una tripla di Zampini a 1’20’’ dalla conclusione fa esplodere definitivamente il Pala Magis e porta Verona in doppia cifra di vantaggio.

Negli ultimi possessi i gialloblù gestiscono con intelligenza il cronometro, costringendo gli avversari a fermare il gioco con continui falli. I liberi mettono al sicuro il risultato e, quando Dell’Agnello chiama timeout a 23 secondi dalla fine sul punteggio di 84-76, la partita è ormai indirizzata.

Alla sirena può partire la festa del Pala Magis. Non è ancora quella definitiva, ma Verona sente ormai il profumo della Serie A. Il 2-0 nella serie rappresenta un vantaggio importante, ma come ricorda Ramagli «non dà alcuna certezza». Servirà ancora una vittoria. Una soltanto. E i gialloblù avranno nuovamente le porte dell’Olimpo del basket italiano spalancate davanti a sé.

Ramagli: «Il 2-0 non ci dà alcuna certezza, servirà vincerne un’altra»

In sala stampa Alessandro Ramagli predica prudenza nonostante il prezioso vantaggio accumulato nella serie. Il tecnico gialloblù sottolinea soprattutto il valore della prestazione caratteriale dei suoi giocatori e l’equilibrio che continua a regnare tra le due squadre.

«Sapevamo che sarebbe stata una partita durissima e non avevo alcun dubbio in proposito. In queste gare bisogna credere sempre nelle proprie possibilità, trovare risorse caratteriali per resistere nei momenti difficili e approfittare di quelli favorevoli. A volte serve anche cambiare qualcosa in corsa, cavalcare i giocatori che hanno più ritmo e avere la capacità di adattarsi a quello che succede sul campo».

Il coach della Scaligera invita però a non considerare decisivo il doppio successo ottenuto a Verona.

Coach Ramagli durante il match di ieri sera con Rimini – Foto dal profilo Facebook della Tezenis Verona

«Questo 2-0 è soltanto un 2-0. Non ci dà nessun altro vantaggio se non quello di poterci giocare tre occasioni per chiudere la serie. Abbiamo visto quanto sia grande l’equilibrio tra queste due squadre. In ogni partita ci sono stati strappi, rimonte e protagonisti diversi. Adesso dobbiamo semplicemente pensare a vincerne un’altra, sapendo che sarà ancora più difficile».

Ramagli individua nella forza mentale la chiave del successo di gara-2, soprattutto dopo la rimonta subita nel terzo quarto.

«Essere riusciti a rialzarsi dopo aver perso un vantaggio importante significa avere carattere. Ma significa anche saper giocare a pallacanestro. Quando gli avversari cambiano sistematicamente in difesa bisogna trovare soluzioni diverse e credo che siamo stati bravi a distribuire meglio il pallone, trovando qualche servizio vicino a canestro che ci ha permesso di costruire punti con meno pressione addosso».

Ramagli evita invece di soffermarsi troppo sulle prestazioni individuali dei suoi ragazzi. «Non voglio fermarmi sulle individualità perché le loro prestazioni si commentano da sole e tutti stanno mettendo qualcosa a disposizione della squadra. La cosa più importante è restare dentro la partita e leggere ciò che il campo ci chiede. È quello che abbiamo fatto anche stavolta».

Guardando a gara-3, il tecnico non si sbilancia. «Non mi aspetto nulla di particolare. In questa serie ogni partita è diversa. Dobbiamo avere lucidità, capire cosa succede e adattarci. Sarà ancora una battaglia».

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