Europa, fine di un sogno?
A Negrar di Valpolicella una serata europeista con lo storico del diritto e giurista Antonio Padoa Schioppa, in ricordo di Anne Parry. L'articolo di Simona Geroldi, del Direttivo MFE Valpolicella.

A Negrar di Valpolicella una serata europeista con lo storico del diritto e giurista Antonio Padoa Schioppa, in ricordo di Anne Parry. L'articolo di Simona Geroldi, del Direttivo MFE Valpolicella.

“Una Unione Europea riformata, forte e autonoma, è l’unico motore possibile per arrivare a una riforma delle Nazioni Unite, promuovendo un ordine multilaterale basato sulla cooperazione, necessario per affrontare le sfide globali”.
“Europa, la fine di un sogno?” è il titolo provocatorio scelto dal professor Antonio Padoa Schioppa, emerito di storia del diritto, giurista, convinto federalista, intervenuto a Negrar il 22 maggio alla serata promossa dal MFE Valpolicella per commemorare la figura di Anne Parry, orgogliosa cittadina europea, inglese e italiana, attivista federalista, fondatrice della sezione Valpolicella del Movimento Federalista Europeo, scomparsa lo scorso dicembre.
Oltre un centinaio di persone si sono radunate presso l’auditorium “Pietro Gazzola” per rendere omaggio alla “militante per le buone cause di stampo inglese”, “pasionaria gentile”, “profeta civile” – tanto per citare alcune espressioni usate per ricordarla – che, sconvolta dalla Brexit e attratta dalla visione di alcuni storici federalisti come Giorgio Anselmi e lo stesso Padoa Schioppa, aveva scelto Negrar, dall’Inghilterra, per vivere e portare avanti le sue battaglie per gli Stati Uniti d’Europa, per l’ambiente e per il popolo ucraino invaso dalla Russia, attraverso serate divulgative, manifestazioni in piazza, organizzazione di mostre e iniziative per diffondere nelle scuole la conoscenza della storia dell’Unione Europea, attivando una consulta delle associazioni della Valpolicella, promuovendo la partecipazione alla Cofoe (Conferenza sul futuro dell’Europa) per sollecitare “dal basso” le riforme dell’Unione.
Solo per citare alcune personalità intervenute, in mezzo ai tanti simpatizzanti del movimento federalista e alle tante amicizie di Anne, accanto al commosso compagno di vita e di lotta di Anne, Mario Zenari, ricordiamo il sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, il vicesindaco Maurizio Corso, il consigliere del Comune per l’Europa Tommaso Oliboni, e il consigliere Mario Zoccatelli; il professor Nicola Sartor, già Rettore dell’Università di Verona nonché sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze nel secondo Governo Prodi; Giorgio Anselmi, già presidente del MFE e oggi presidente della Casa d’Europa di Verona; il professor Italo Vantini del MFE di Valeggio sul Mincio; il presidente della 1^ circoscrizione di Verona Lorenzo Dalai e Anna Lisa Nalin della direzione nazionale di + Europa; Alessia Rotta, Assessore al Commercio e alle Manifestazioni della città di Verona; le amiche delle associazioni ucraine a Verona, Marina Sorina e Myriana Supyk.

Attraverso una vera e propria lectio sullo stato dell’Unione Europea, Antonio Padoa Schioppa ha voluto rinfrancare gli animi sottolineando i successi già ottenuti dall’Europa – ovvero lungo periodo di pace tra i paesi europei come non accadeva forse dalla fine dell’Impero Romano d’Occidente, commercio e libero scambio, moneta unica, programma Erasmus, Parlamento a suffragio universale – per poi prefigurare addirittura un ruolo da protagonista dell’Europa in una prospettiva di ordine mondiale multilaterale futuro, purché politicamente rafforzata e più indipendente.
All’attentissima platea il professore, venuto da Milano proprio in virtù dell’amicizia e della stima che lo legava ad Anne Parry, ha voluto rispondere al titolo-sfida con un deciso “no”: il sogno di un Europa forte, unita e democratica non è finito ed è giunto il tempo per l’Unione europea di adottare ogni strategia possibile, soprattutto in ambiti strategici come la difesa comune e la sicurezza, anche senza l’approvazione di tutti i 27 stati membri. A cominciare dalle Raccomandazioni di Mario Draghi ed Enrico Letta, avanzando per gradi secondo il principio del gradualismo e della cosiddetta “cooperazione rafforzata” su specifici temi e aree di intervento.
Ma in apertura del suo discorso, il professor Padoa Schioppa ha prima fatto un excursus storico sulla militanza inglese per le buone cause in difesa dei diritti e della libertà rintracciabile in molti esempi illustri da inizio Ottocento, in omaggio ai tratti di militanza civile tipicamente inglesi di Anne Parry. Proprio in Inghilterra si rifugiò Pasquale Paoli che lottò per l’indipendenza in Corsica; così fecero molti di coloro che a inizio Ottocento si batterono per l’indipendenza dai Turchi in Grecia (si pensi al sacrificio estremo di Byron per la causa greca); nel nostro Risorgimento, dopo secoli di dominio straniero tra Spagna, Francia, Austria, molti patrioti, a partire da Mazzini, trovarono in Inghilterra appoggio e rifugio, proprio come sarebbe poi avvenuto per molti antifascisti italiani.
E, ancora, il federalismo trova una radice tra gli intellettuali inglesi che tentarono di trasformare il Commonwealth in una federazione per superare il Colonialismo. Successivamente, anche se indirettamente, l’Inghilterra ha ispirato persino il federalismo europeo espresso da Aliero Spinelli nel Manifesto di Ventotene del 1941: Spinelli, infatti, aveva conosciuto le tesi federaliste da Ernesto Rossi, che a sua volta le aveva apprese dall’economista Luigi Einaudi, nel 1897 già sostenitore del federalismo come strada per un’Europa pacifica: ebbene Einaudi aveva approfondito questa sua teoria proprio dagli Inglesi.
E il pensiero torna alla figura di Anne, elogiata anche dal Sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, con un discorso improntato sul parallelismo tra la creazione della comunità europea e i valori della resistenza per la libertà, citando le parole di Bertold Brecht sulle persone che nei momenti di declino diventano “profeti civili, rigeneratori di idealità democratiche, disturbatori, visionari”.

Ripercorriamo ora i punti salienti del dicorso del professor Padoa Schioppa, già presidente del Centro studi per il Federalismo di Torino, che sposò la causa sin dai tempi del liceo leggendo benedetto Croce. In un contesto storico che vede un record di crisi incrociate – guerre, clima, energia, Intelligenza Artificiale, biodiversità ecc. -, tutte provocate dall’umanità, a differenza di tante catastrofi antiche provocate dalla natura, il sogno di un Europa forte, unita e democratica deve più che mai continuare ad alimentare la speranza e l’azione di tutti.
L’Europa, è bene ricordare con orgoglio, è ancora la parte del mondo dove la democrazia, seppure con tanti problemi e difetti, è ancora veramente una realtà. Il modello del nostro stato sociale è una realtà tipica solo dell’Europa. Il popolo europeo esiste, ed è caratterizzato da ciò che lo unisce, troppo spesso dato per scontato, come ad esempio l’assistenza sanitaria, il ripudio della guerra se non per difesa, l’assenza della pena di morte, la libertà di associazione e di espressione, non ultimo il programma Erasmus che ha allargato gli orizzonti per i giovani che si sentono effettivamente cittadini europei.
Oggi, anche chi fino a qualche anno fa parlava male dell’Europa, come certe élite politiche, ha compreso la necessità che questa si debba dimostrare forte e capace di reagire alle plurime crisi. La situazione è senza precedenti e molte delle tante crisi in atto rischiano di diventare irreversibili per cui serve un risveglio di coscienza dell’emergenza storica e occorre reagire tempestivamente, soprattutto pensando alle future generazioni. Un consenso potenziale dal basso sulle possibili reazioni e soluzioni alle crisi, in realtà esiste. Occorre riuscire a tradurlo nei fatti, con coraggio, superando gli interessi corporativi, peraltro sempre esistiti.
Nei settant’anni di vita dell’Unione Europea sono stati fatti passi avanti enormi arrivando a un livello di benessere mai conosciuto prima e a una pace duratura oggi realmente minacciata, anche se i più faticano a crederlo, dandola per scontata.
Grazie al fatto che il Parlamento europeo è eletto a suffragio universale, tutti noi siamo di fatto cittadini europei prima che cittadini delle nostre regioni o città. Ma non solo. Noi oggi siamo cittadini del mondo, interdipendenti e coinvolti tangibilmente in una serie di crisi mondiali. L’ONU (accanto alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948) è l’istituzione su scala mondiale che unifica l’intera umanità. Il mondo si salverà solo se coopera, ha spiegato accoratamente Padoa Schioppa.
In termini concreti, già oggi l’Unione Europea presenta già tratti federali laddove le decisioni possono essere prese a prese a maggioranza, e non all’unanimità. Il sogno è in parte già realizzato, ma va perfezionato. Molto rimane ancora da fare affinché l’Europa progredisca sul cammino del federalismo per un suo rafforzamento strutturale e politico, soprattutto in ambiti strategici come la difesa comune e la sicurezza e senza autonomia in questi ambiti non c’è libertà.
Per approfondire i temi toccati da Antonio Padoa Schioppa, la moderatrice, Simona Geroldi, ha voluto raccomandare la lettura del suo ultimo libro Destini incrociati. Europa e crisi globali (edizioni il Mulino) la cui tesi è che l’umanità oggi è più che mai interdipendente e, data la dimensione globale delle crisi, è soggetta a sfide che nessun singolo Stato nazione può affrontare da solo. Di qui l’urgenza di relazioni e coordinamento tra Europa e i grandi organismi mondiali (Nazioni Unite).
Con grande soddisfazione da parte del professore, sono state numerose e molto articolate le domande dal pubblico. Qui riportiamo solo le parole di una giovane originaria della Colombia, Maria Luisa, che aspira ad essere cittadina europea e sta attraversando il lungo iter burocratico per la cittadinanza italiana e ha voluto esprimere pubblicamente la sua convinzione che “l’Unione Europea è uno dei progetti più belli che l’umanità abbia mai realizzato”.
In conclusione, non solo il sogno di una Europa federalista non è tramontato, ma l’Unione Europea è l’unico motore possibile per giungere poi a una riforma delle Nazioni Unite, promuovendo un ordine multilaterale basato sulla cooperazione, necessario per affrontare le sfide globali. La registrazione dell’incontro è disponibile sul canale Youtube del MFE Valpolicella: L’ Europa la fine di un sogno “Antonio Padoa Schioppa Anne Parry 22 5 26 – YouTube.

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