Sul suo profilo Facebook si legge una breve frase in versi di George Szirtes, poeta britannico di origine ungherese: Europe is freezing / History is creeping up…/ Time winds its oldest watch. (L’Europa congela / La storia si insinua…/ Il tempo avvolge il suo orologio più antico).

Anne Parry, per molti anni docente di inglese e veronese adottiva, lascia le orme della sua battaglia civile e politica nelle mani di chi l’ha conosciuta e con lei ha collaborato a numerosissime iniziative a sostegno dell’unità europea, della creazione degli Stati Uniti d’Europa e, soprattutto, contro l’orrore provocato dalla Russia di Putin ai danni dell’Ucraina.

A fermarla è stato un problema di salute che stava affrontando da tempo, ma senza sosta Anne ha continuato fino all’ultimo a diffondere informazioni, articoli, eventi e a rendersi disponibile per nuove iniziative future.

Dopo Brexit l’impegno sociale e politico

Nativa di Liverpool ma cresciuta a Retford, vicino a Nottingham, si era laureata in lingue all’università di Leeds e, prima di trasferirsi in Italia nel 1982, aveva vissuto 10 anni a Oxford. Prima a Modena, poi a Verona, è stata quindi docente di inglese per 40 anni, gli ultimi tempi nelle università di Verona e Ca’ Foscari, a Venezia.

Ma è stato l’impegno politico europeista a renderla un volto noto in città. Ha amato profondamente la Valpolicella, dove ha abitato insieme al marito Mario Zenari e con il quale ha portato avanti un impegno civile a favore dell’ambiente e per una conoscenza rispettosa del patrimonio locale. Nel 2016 l’avvento della Brexit fu per lei uno spartiacque, che la portò a diventare due anni dopo Segretaria della sezione della Valpolicella del Movimento Federalista Europeo. Prima però ci fu l’impegno con l’organizzazione British in Italy, con la quale ha manifestato più volte, in Italia ma anche a Londra, Leeds e Manchester, contro il divorzio del Regno Unito dall’Unione.

Anne Parry, a sinistra, durante una manifestazione con l’organizzazione British in Italy.

Fu l’incontro con Giorgio Anselmi, che in quel periodo era presidente del Movimento federalista europeo nazionale, a convincerla a conoscere meglio il federalismo europeo tanto da accettare l’invito ad aprire, nel marzo 2019, la sezione della Valpolicella. Dal suo giardino di casa sono partite moltissime iniziative per sensibilizzare sulla Brexit, sulle questioni climatiche e sui principali eventi dell’Unione.

Nel 2022, poi, ha accettato la candidatura per il Senato alle elezioni italiane nella lista di +Europa, portando sempre in prima battuta il tema di un’Europa forte e federale, a fronte di un nazionalismo pervasivo e minaccioso. Due anni dopo, ha sostenuto sul territorio la candidatura di Graham Watson quale capolista per la lista Stati Uniti d’Europa nell’area nord est.

Il ricordo di chi l’ha conosciuta

Così la ricordano pubblicamente sui loro account social moltissime persone, che a diverso titolo l’hanno accompagnata lungo le sue battaglie. Anna Lisa Nalin, membro della direzione nazionale di +Europa dichiara: «Quante bandiere hai e abbiamo sventolato Anne? In quante piazze sei e siamo andate? Manifestazioni, convegni, mostre, presentazioni stampa? In nome dell’Europa, quella federale come precisavi tu, in nome degli Stati Uniti d’Europa: sogno, speranza e improrogabile necessità a fronte di uno scenario mondiale sempre più funesto […] È una perdita profonda per la nostra comunità. Rimangono i bei ricordi di lei e di quanto da lei seminato. In tanti andremo avanti ancora con le battaglie intraprese assieme a lei e tante altre ancora perché libertà, democrazie e diritti non possono essere beni negoziabili.»

Anne Parry con un messaggio di sostegno alla causa ucraina, foto dal suo profilo Facebook.

«Le sono e le sarò sempre tanto grata perché ha aggiunto alla mia vita una componente di valore profondo che mi ha fatto sentire cittadina più attiva e mi ha invogliato ad approfondire, a documentarmi, a provare a dare il mio piccolo contributo alla società – scrive Simona Geroldi, membro del direttivo dell’Mfe Valpolicella -. Una pasionaria gentile alla quale era difficile dire no e con la quale era sempre piacevole contribuire a dare vita a progetti divulgativi per fare conoscere i valori europei della pace, dei diritti individuali, civili, politici, economici e sociali di cui godono le cittadine e i cittadini dell’Unione europea […]. Le personalità grandi, lasciano vuoti grandi. Ma la forza del loro esempio resta viva e può continuare a portare del bene. Anne, chi ha fatto un pezzo di strada con te, ti porterà avanti».

« Ci siamo viste circa tre settimane fa, e le ultime cose che mi ha dato erano una bandiera ucraina, che lei ha stirato con le sue mani, – ci teneva a sottolinearlo, – e la tessera dell’Mfe per l’anno entrante. Al momento non ci ho fatto caso, eravamo di corsa, ma se ci penso ora, era un suo lascito, un passaggio di testimone: agire per l’Europa federale e Ucraina libera e pacifica», ricorda Marina Sorina, traduttrice e interprete, che lo scorso 3 dicembre aveva portato la poetessa Oksana Stomina proprio al Movimento federalista europeo della Valpolicella a chiusura del tour italiano della scrittrice, originaria di Mariupol.

L’Europa? Un sogno imperfetto da realizzare

«L’Europa forse sarà sempre un sogno imperfetto, ma mi piacerebbe che tutti ci lavorassero – così affermava Anne in un’intervista di tre anni fa rilasciata a Heraldo -. in questo periodo non fare politica è quasi impossibile. Se vediamo cosa ci riserva il futuro per difesa, clima, se non cerchiamo di sentirci cittadini europei e cosa significhi. Se ci sentiamo solo italiani, veronesi, non riusciremo mai ad affrontare le problematiche che abbiamo davanti».

Un’immagine dall’incontro con la poetessa Oksana Stomina al Movimento federalista europeo della Valpolicella.

Grazie al suo spirito di collaborazione, ha scritto anche per il nostro giornale, ma soprattutto ha coordinato una rubrica curata dal Movimento federalista europeo della Valpolicella, per dare voce agli incontri culturali di approfondimento promossi dall’associazione. L’ultimo contributo è stata l’intervista proprio a Sorina, con la quale dal 2022 ha collaborato incessantemente per far conoscere la storia dell’Ucraina e il suo diritto all’indipendenza, anche organizzando mostre fotografiche sull’Holodomor e manifestazioni culturali sull’arte e la cultura ucraine. Con pari generosità, Anne ha dato il suo contributo pure a Verona Èuropa, il festival dedicato alle istituzioni e alla politica europee, ideato dall’ateneo scaligero, sempre credendo alla massima collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Niente fiori, ma un sostegno a cause care a Anne

Anne se n’è andata circondata dai suoi affetti, il marito Mario, compagno di ogni suo passo, e la figlia Emma. I funerali si svolgeranno domani, 31 dicembre, in forma privata alle ore 16, ma sarà possibile darle un saluto oggi fino alle ore 18.30 e domani dalle ore 8.30 alle ore 12, nella casa funeraria delle onoranze funebri Mascanzoni, a San Pietro in Cariano. Per ricordarla, Anne ha chiesto di non portare fiori, ma si potrà fare un’offerta per la causa a lei cara a favore dell’Ucraina. Per chi volesse contribuire, è disponibile questo link tramite il quale inviare un contributo e lasciare un ricordo scritto per la sua famiglia.

Lo scorso 2 febbraio a Bologna, durante il suo intervento all’interno della manifestazione “Disarmiamo la disinformazione”, contro la disinformazione russa, promossa da diverse associazioni della società civile, da +Europa, Radicali, Renew Europe e dalle comunità ucraine in Italia, aveva ricordato quanto l’opinione pubblica sia fragile di fronte alla guerra ibrida condotta sui media, facendo tesoro di quanto accaduto al suo Paese con la scelta di uscire dall’UE.

In quell’occasione, Anne si appellò alle parole di Winston Churchill per chiudere il suo discorso: “La verità è incontrovertibile, la malizia la può attaccare, l’ignoranza la può deridere, ma alla fine la verità è ancora lì”.

Le ricordiamo perché ci servono e ci serviranno ancora.

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