“Intrecci di Speranza”: una mostra per dire no alla violenza sulle donne
Al Liceo Artistico "Boccioni" verrà inaugurata - grazie all'apporto dell'associazione Ad Maiora - un'esposizione curata dal Professor Massimo Girelli.

Al Liceo Artistico "Boccioni" verrà inaugurata - grazie all'apporto dell'associazione Ad Maiora - un'esposizione curata dal Professor Massimo Girelli.

Sarà inaugurata martedì 25 novembre alle ore 11, presso il Liceo Artistico “Umberto Boccioni” di Verona, la mostra Intrecci di Speranza, un evento ricco di significato organizzato dall’associazione Ad Maiora, in collaborazione con il Liceo Artistico veronese Boccioni. L’esposizione, curata dal professor Massimo Girelli, rientra nel progetto cittadino “La città delle donne”, promosso in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
La mostra rappresenta un esempio concreto di come arte, scuola e associazionismo possano unirsi per dare voce a temi sociali urgenti. La presidente dell’Associazione Ad Maiora, Mariuccia Bussolin, racconta come sia stato messo a disposizione degli studenti il materiale tessile necessario: pannolenci, stoffe e fili, lasciando ai ragazzi, guidati dai propri professori, la libertà di interpretare il dolore invisibile che accompagna la vita di tante donne vittime di violenza. Il risultato è una serie di suggestive “cartoline tessili”, piccole opere d’arte che parlano attraverso trame, colori e nodi.
Ogni cartolina è un messaggio silenzioso ma potente: rappresenta la sofferenza, la paura, le ferite interiori, ma anche il desiderio di riscatto e il bisogno di speranza. Sono opere che colpiscono per la delicatezza dei materiali e la maturità dello sguardo degli studenti, capaci di trasformare semplici fili in testimonianze emotive di grande intensità.
L’iniziativa si inserisce nel programma di attività promosse dal Comune di Verona, che anche quest’anno ha dimostrato sensibilità e attenzione verso progetti educativi rivolti alle nuove generazioni. L’obiettivo è chiaro: formare cittadini consapevoli, pronti a riconoscere e contrastare ogni forma di violenza.


Intrecci di Speranza non è solo una mostra, ma un percorso condiviso di riflessione e partecipazione. Educare i giovani a contrastare la violenza sulle donne è una responsabilità fondamentale della scuola, perché è proprio tra i banchi che si formano i cittadini di domani. Organizzare iniziative dedicate a questo tema significa offrire agli studenti strumenti culturali, emotivi e sociali per riconoscere, prevenire e combattere comportamenti abusivi. Un’educazione affettiva e relazionale solida contribuisce a smontare stereotipi e pregiudizi che alimentano la disparità di genere e a riconoscere i segnali della violenza, non solo fisica, ma anche psicologica, economica e simbolica.
Infine, iniziative come Intrecci di Speranza rappresentano un’opportunità per coinvolgere attivamente i giovani, rendendoli protagonisti di un cambiamento reale. Creare opere, partecipare a dibattiti e progettare attività significa interiorizzare i contenuti in modo più profondo, trasformando la sensibilità individuale in coscienza civica.
Per tutte queste ragioni, introdurre nelle scuole progetti dedicati alla lotta contro la violenza sulle donne non è solo utile: è indispensabile. Aiuta a formare giovani più consapevoli, liberi e rispettosi, e contribuisce a costruire una società in cui la violenza non abbia più spazio.
Un invito, soprattutto, a rinnovare quotidianamente l’impegno contro la violenza sulle donne, affinché il filo della speranza non si spezzi mai.




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