Nella storia della musica ci sono solisti e gruppi musicali talmente importanti e celebri che non si possono ignorare, altri, invece, hanno costruito una brillante carriera artistica, seppur breve ma intensa, sfuggita alla tempesta mediatica per sfortuna o per altri motivi, ma rimasta nel cuore di coloro che hanno avuto modo di conoscerla e apprezzarla.

Canzoni scritte col cuore, dall’anima rock, eterne, immutabili, paragonabili ai brani delle più grandi band nazionali, talvolta anche migliori nella qualità dei testi.

Stiamo parlando degli AenneDi, formazione cult del Lago di Garda, sponda veronese, nata nel 2003 e tornata in auge con la pubblicazione dell’album “AENNEDI I” sulle piattaforme digitali.

Gli AenneDi – Timothy Cavicchini alla voce, Augusto Bombana e Claudio Luce alle chitarre, Giulio Gandini al basso e Fabio Orlandi alla batteria – propongono un rock miscelato al punk californiano e alla musica crossover, in formazione voce, due chitarre, basso e batteria.

I brani sono intrisi delle influenze che hanno portato i cinque musicisti del lago di Garda a fondare la band, dai Timoria ai Negrita sino ad arrivare al punk di Derozer, Blink 182 e Sum 41 e a mostri sacri come Queen, Red Hot Chili Peppers, Rage Against the Machine e Guns N’Roses.

Il tutto proposto rigorosamente in italiano, scelta dettata dalla volontà di conferire la massima rilevanza ai testi che da sempre hanno un ruolo di primaria importanza nelle canzoni del gruppo.

Due album (Sono solo semplici sogni, 2003, Penny, 2007) e un video (La città degli angeli, 2005) alle spalle e qualche centinaio di concerti fra il 2003 e il 2007, anno in cui la formazione live originale si sciolse.

L’album è grintoso e molto difficilmente potrà deludere gli amanti del rock più viscerale, con testi e melodie accattivanti. Il quintetto ha cercato e trovato l’ispirazione nel filone della musica dei mostri sacri del rock, mettendoci però qualcosa di personale e, in questo modo, hanno reso quest’album al tempo stesso audace, rassicurante ed estremamente seduttivo.

«Sono passati vent’anni dalla pubblicazione del nostro primo disco – (Sono solo semplici sogni, ndr) racconta la band – siamo tutti cresciuti e abbiamo preso strade diverse. Essendo comunque rimasti in contatto fra di noi, ci è sembrata una bella idea proporre una versione “remastered” del disco originale, visto che non eravamo ancora in alcun modo presenti nelle piattaforme streaming attuali».

«Abbiamo avuto la fortuna di contattare Stefano Stefanoni (40watt), ovvero la persona che ci registrò nel 2003 – continua la band –. Stefano ha conservato per tutti questi anni le tracce audio dell’epoca ed è venuto di persona al River Studio Recording, lo studio di registrazione gestito da Claudio, il nostro chitarrista, a portarci il materiale originale. Abbiamo potuto quindi lavorare direttamente su ciò che era stato fatto vent’anni fa, anche se a volte abbiamo dovuto registrare qualche parte ex-novo o rimodernare alcune canzoni. Inoltre il disco si intitola AENNEDI I».

Quest’ultimo lavoro è uscito sulle piattaforme digitali il 4 settembre scorso, ma è stato anticipato da tre singoli, “Infinito per sempre”, “Arcobaleno” e “Maschera”.

Come stanno andando gli ascolti?

«Per essere un progetto totalmente autoprodotto e creato principalmente per noi stessi e per i nostri fan storici non possiamo certo lamentarci: abbiamo da poco superato il migliaio di streaming con le sole tre canzoni e deve ancora uscire l’album. Sembrano numeri da poco, ma sono costantemente in crescita e per noi contano moltissimo. Ogni singolo ascolto è come se fosse un abbraccio virtuale da qualcuno che apprezza davvero quello che abbiamo suonato e cantato, ed è una sensazione bellissima».

Ci raccontate qualcosa delle canzoni del disco?

«Nel 2003 noi eravamo più o meno adolescenti, quindi alcune sonorità o testi potranno risultare acerbi a chi si aspetta di sentire un disco creato da una band fatta e finita. Certe canzoni oggi ci fanno sorridere, ma sono la rappresentazione dei noi stessi di quel periodo e vanno semplicemente ascoltate a cuor leggero».

La copertina dell’ultimo lavoro della band gardesana AenneDi.

AENNEDI I fa pensare che ci sarà anche un AENNEDI II e così via: sarà così?

«Non abbiamo ancora progetti a riguardo, probabilmente dipenderà molto dall’accoglienza di questo primo “nuovo” disco. AENNEDI I è composto dalle nostre prime dieci canzoni, ma eventuali album o ep successivi potrebbero contenere altri brani conosciutissimi e particolarmente apprezzati dai nostri fan storici come “Penny”, “Profumo”, “La città degli angeli”, “Sono”… Vedremo cosa succederà fra qualche mese, lasciamo tutte le porte aperte».

© RIPRODUZIONE RISERVATA