Presentata ieri alla stampa la quinta edizione del Festival Grenze Arsenali fotografici, l’attesa è per l’apertura domani del circuito espositivo al Bastione delle Maddalene e allo Spazio Alva visitabile fino all’11 settembre.

Nella prima sede, con orario 9.30-12.30 e 16-19, esporranno Francesco Amorosino, con il progetto “Fantastic Voyage”, Susi Belianska con “Secret Garden”, Joan Fontcuberta insieme a Pilar Rosado con “Déjà-vu”, Sethembile Msezane e “Kwasasukasukela: re-imagined bodies of a (South African) 90’s born woman (2015-2016), insieme a una selezione dei lavori di Thania Petersen, “This will change your life forever” di Klaus Pichler, “Road Moview” di Ruben Torras Llorca, “The day you were born, I wasn’t born yet” di Kai Yokohama e “Disappearing” di Sonja Zugić.

Allo Spazio Alva, in Vicolo Terrà 5, con orario 10-13 e 15-19 sono visibili i progetti di Valeria Laureano, “Amalìa”, e di Paula Sunday, “Diario di una doppia, uso singola”.

Un festival internazionale tra Veronetta e Lazzaretto

Il quartiere di Veronetta continuerà a ospitare opere in esposizione fino al 26 settembre, negli spazi della Galleria d’arte contemporanea Grenze, in Via XX Settembre 31b, con Sara Munari e il progetto “Non ditelo a mia madre”, e con Lina Pallotta e il suo “I Am”, in collaborazione con la galleria Isolo17.

Da sinistra, Francesca Marra, curatrice del festival, l’assessora alla cultura Marta Ugolini, Ettore Napione, responsabile conservazione e valorizzazione Sito Unesco e Cinta muraria magistrale, e il direttore artistico Simone Azzoni durante la conferenza stampa.

Per il secondo anno anche gli spazi del Lazzaretto sono parte espositiva integrante: da 2 al 10 settembre espongono sette nuovi talenti all’interno del Circuito Off: gli artisti selezionati quest’anno sono Silvia Barp, Chiara Bruni, Alessandro De Leo, Janowska Jadwiga, Nahid Rezashateri, Stefano Zanan e Chiara Zuanazzi (per un’anticipazione, qui i singoli progetti). Dopo l’inaugurazione alle ore 19, la mostra è visitabile il 3 e il 10 settembre con orario 10-12 e 17-21.

Presentato insieme all’assessora alla cultura Marta Ugolini, con i curatori Simone Azzoni e Francesca Marra, il festival conferma la vocazione internazionale ospitando autori e autrici da Austria, Catalogna, Giappone, Serbia e Sudafrica, accanto a protagonisti italiani della fotografia. E il Bastione delle Maddalene è sede ideale per iniziative di questo tipo, come attesta la collaborazione triennale avviata nel 2021 tra Comune di Verona e Grenze, ricordata da Ettore Napione, responsabile della conservazione e valorizzazione Sito Unesco e Cinta muraria magistrale.

Perché il tema del falso

Filo conduttore tra linguaggi e ricerche visive è quest’anno il concetto di Falsch-Falso. Un’idea guida per indagare cosa sia davvero la fotografia, a primo acchito confusa con la tecnica che dovrebbe attestare la veridicità delle cose. Al contrario, ciò che appare e ciò che l’immagine rappresenta diventa materia per chi ne realizza la sintesi visiva, in un tempo in cui la velocità divora sempre più i tempi e i significati della fotografia.

«Una domanda alla base del progetto di quest’anno è che cosa significhi manipolare le immagini, quale coscienza vi sia dietro e che uso se ne faccia oggi» sottolinea il direttore artistico Azzoni.

Realtà e finzione non si oppongono, anzi tra esse esiste un legame che nega una sorta di gerarchia di lettura. A intendere che il falso costituisce un dubbio metodico, come i curatori chiariscono, per comprendere quanto poi sia originale il destino dell’immagine nel suo portato e nella storia che definisce.

Davanti alla spettacolarizzazione delle immagini che provoca assuefazione da parte del pubblico c’è un ruolo dell’estetica: quello di «congelare dentro a una composizione ben fatta l’orrore, però in questo caso deve subentrare l’etica e la storia del fotografo» chiarisce Azzoni.

Un aspetto educativo e formativo anche per i giovani, che oggi sono soverchiati dalle immagini e non riescono a identificare bene il rapporto tra vero e falso. «Come docente tendo a impostare il rapporto sulla grammatica e la struttura, poi arrivo ai contenuti – prosegue il curatore -. La lettura arriva dopo aver compreso gli strumenti. Spiegando come si è arrivati all’immagine e alla composizione, si costruisce un terreno di comprensione dell’uso del dispositivo, che si tratti anche di uno smartphone. Insisto su cosa significhi manipolare, non tanto sullo statuto etico, che richiede un cammino più lungo».

Premi, talk e laboratori

Il programma include la terza edizione dei Video Art Awards, in collaborazione con il centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro, con la partnership dell’Istituto italiano di cultura di Pretoria. Appuntamento in Sala Farinati della Biblioteca civica il 2 settembre alle ore 17 per conoscere i dieci finalisti e assistere alla premiazione dell’artista sudafricano, ospite del festival.

Uno scorcio dell’allestimento nel Bastione delle Maddalene per la quarta edizione di Grenze – Arsenali fotografici, sul tema “Peripherie”.

All’interno del programma è inclusa la tappa finale di Tank – sviluppare l’immaginario, serie di incontri avviati a febbraio insieme al Centro internazionale di fotografia Scavi scaligeri. Sempre in Sala Farinati, il 3 settembre, dalle 11 alle 13, dialogheranno Cristina Baldacci, Moira Ricci, Paolo Schianchi e Pilar Rosado, in un talk conclusivo del percorso di indagine sul contemporaneo.

Il 4 settembre, alle 16, al Bastione delle Maddalene gli artisti Vincenzo Scorza e Giovanni Motta parleranno degli Nft nel mondo dell’arte. Diversi i laboratori in programma sempre il 4 settembre, insieme a portfolio review e presentazioni di libri.

Da non perdere il 3 settembre l’inaugurazione alla presenza di artisti e curatori: alle 16 appuntamento alla Galleria Grenze, poi alle 17 allo Spazio Alva e alle 18 al Bastione delle Maddalene.

L’ingresso è gratuito alla maggior parte delle iniziative, salvo alcune attività, per le quali si consiglia la consultazione del programma dettagliato.

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