Questa sera alle 20.30 verrà proiettato presso il Cinema Teatro Nuovo di San Michele Extra a Verona il documentario “Gli ultimi mesi – Il Lager di Bolzano” dei registi Dario Dalla Mura ed Elena Peloso, prodotto dall’Associazione Memoria Immagine con il patrocinio dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti) e di altri enti.

La nascita del progetto

«Dal racconto di alcuni deportati – ci spiega la regista Elena Peloso – l’associazione ha raccolto le testimonianze relative a un campo di smistamento vicino a Bolzano, dato che il centro di Fossoli non era più sicuro. Un campo – prosegue la regista – che si rivela essere anche “di lavoro” e luogo di eccidi gratuiti, dove venivano tenuti i deportati considerati meno “pericolosi”. Gli altri venivano spediti direttamente a Mathausen.»

La locandina dedicata all’evento di questa sera

«L’aspetto barbaramente interessante è che tutto questo accade negli ultimi mesi (da qui il titolo dell’opera, ndr) del 1944, quando ormai la guerra era persa, gli Alleati erano già sbarcati in Europa e persino Auschwitz stava per essere liberata. Sono state calcolate 10 mila presenze all’interno del campo di Bolzano (tra cui quasi tutti i veronesi arrestati in quegli ultimi terribili mesi, ndr), ma non esistono archivi, bruciati per non lasciare prove», prosegue la regista.

«Oggi rimane solo un muro, oltre il quale ci sono condomini. Quando abbiamo presentato il lavoro a Bolzano, la reazione generale del pubblico è stata di sorpresa, perché nessuno era a conoscenza di quella storia. Ed è emerso che gli aguzzini conducevano una vita “normale”: al mattino si recavano al campo e il pomeriggio andavano a pescare. Ci sono prove che i gerarchi nazisti in fuga ebbero l’aiuto dei tedeschi del campo e della Chiesa. Abbiamo scoperto, inoltre, che all’interno del campo era attivo un importante movimento di resistenza portato avanti dalle donne», ha concluso Peloso.

Le testimonianze

Alla preparazione del documentario parteciperà anche Carla Giacomozzi, direttrice dell’archivio storico di Bolzano, che negli anni Novanta aveva intervistato gli ultimi sopravvissuti, e il professore dell’Università di Teramo Costantino Di Sante, che poco prima della pandemia ha trovato le ultime acquisizioni.

Nel documentario portano le loro testimonianze, tra gli altri, il Presidente provinciale Aned Ennio Trivellin, giovanissimo partigiano che in quel lager, con il padre Zeffirino, è stato rinchiuso tra i ‘pericolosi’ e poi deportato a Mauthausen; il Presidente nazionale Aned Dario Venegoni, figlio di Ada Buffulini (deportata e parte del Comitato di Resistenza clandestino, perché in quanto medico dall’infermeria del Campo fungeva da contatto tra le reti di assistenza che agivano all’interno e all’esterno del campo) e di Carlo Venegoni, che proprio in quel lager ha conosciuto la sua futura sposa); il Segretario nazionale Aned, Leonardo Visco Gilardi, figlio di Ferdinando, referente del Comitato di Liberazione di Bolzano e anima, insieme alla moglie Mariuccia Caretti, del Comitato di assistenza con i detenuti nel campo di Bolzano, fino all’arresto e alla detenzione a sua volta nel campo.

Gli autori del documentario

I registi Dario Dalla Mura ed Elena Peloso

La visione del film e l’incontro con i registi rappresenta, insomma, un’occasione importante per ricordare, soprattutto in queste settimane che ci riportano alla violenza e alla crudeltà di cui l’uomo è capace. Il film verrà proiettato in replica anche il 6 aprile alle 17.00 presso la Società Letteraria (piazzetta Rubiani, a due passi da Piazza Bra) in un evento che vedrà presenti gli stessi registi e la direttrice dell’Archivio Storico di Bolzano Giacomozzi, in quel caso in collegamento streaming.

Elena Peloso e Dario Dalla Mura sono stati i protagonisti lo scorso febbraio di una retrospettiva dedicata ai loro documentari per il grande schermo. Con l’occasione la regista ha raccontato: «Abbiamo iniziato nel 2009 a lavorare sulla raccolta di memorie, interviste filmate, materiale vario e fotografie per poi realizzare documentari e diffondere storie su temi legati al lavoro, alla seconda guerra mondiale e alle migrazioni.»

© RIPRODUZIONE RISERVATA