“Gentili Signore e Signori, scusate se lo spettacolo è durato parecchio, ma il nostro unico desiderio era quello di farvi divertire!” Sipario. Anche se molto probabilmente lo avrebbe fatto in Veneziano, Carlo Goldoni avrebbe concluso così una delle sue rappresentazioni teatrali: rappresentazioni che riuscivano a conquistare il pubblico e garantivano, a chi aveva la fortuna di assistervi, dei momenti speciali, piacevoli ed emozionanti.

E così, ieri, domenica 14 novembre, anche tutti gli appassionati dei motori a due ruote hanno avuto la possibilità di prendere parte alla conclusione di una storia, di un racconto che ha saputo regalare, come li definirebbe Francesco Piccolo in uno dei suoi libri, incredibili “momenti di trascurabile felicità”. La gara in coda al calendario della stagione del Motomondiale 2021, a parte l’ennesima vittoria di Pecco Bagnaia in sella a una Ducati strepitosa, dopo lo sventolio della bandiera a scacchi, non sarà ricordata negli annali per quanto riguarda il risultato – aveva, infatti, ben poco da raccontare con il titolo di World Champion già assegnato la terza settimana di ottobre al francese Fabio Quartararo della Yamaha.


Misano, 24 Ottobre 2021: Il tributo del Fan Club ufficiale all’idolo di casa (Pagina Facebook ufficiale Valentino Rossi)

Resterà memorabile, invece, perché al termine della corsa è stata scritta la parola fine ad una delle avventure più magiche che lo Sport abbia mai saputo raccontare, ossia quella che ha visto protagonista dal 1996 un ragazzo di Tavullia che con il suo talento, la sua grinta, il suo estro e la sua simpatia ha saputo scrivere indimenticabili pagine della storia della MotoGP.

Sì, perché quella di ieri è stata l’ultima staccata di Valentino Rossi, l’ultimo giro compiuto in sella ad un mezzo di massima cilindrata e all’interno di un circuito che per lui ha sempre avuto, fin da piccolo, il nome di casa e di cui, per ventisei anni di carriera da pilota, è stato presenza costante. E che presenza!

Con i suoi nove titoli mondiali vinti, i centoquindici Gran Premi in cui ha trionfato, gli oltre cinquemila punti ottenuti nella classe regina, ha saputo imporsi come uno dei più grandi centauri di tutti i tempi. Anzi e forse, come il più grande.

Perché VR46 ha fatto parte di quelle figure che, a cavallo fra il vecchio secolo e il nuovo millennio, hanno saputo rivoluzionare la storia del proprio sport, raggiungendo vette di eccellenza impensabili grazie a risultati e a prestazioni incredibili: Michael Jordan, Michael Schumacher, Marco Pantani, Ronaldo il Fenomeno. Una generazione dorata che ha rappresentato uno spartiacque all’interno del proprio ambito di competenza ed è rimasta come simbolo indiscusso e come target per coloro che sono venuti dopo.


Lo storico e irreale sorpasso di Rossi su Casey Stoner al “cavatappi” presso il circuito di Laguna Seca, California, Stati Uniti nel 2008

Tutti i nomi citati hanno saputo regalare un’identità unica al basket, alla formula 1, al ciclismo, al calcio. E così Rossi, grazie ad una personalità straripante, alla sua voglia di regalare spettacolo, alle manovre strabilianti e ai colori sgargianti che hanno fin da subito connotato le sue moto, le sue mise e i suoi caschi (disegnati dallo straordinario grafico Aldo Drudi) è stato in grado di imprimere un sigillo speciale alle competizioni, di accendere un fuoco nei cuori degli ammiratori, di entrare a far parte dell’immaginario collettivo non solo come sportivo, ma anche come e vero e proprio simbolo (è diventato anche un fumetto grazie alla sapiente mano di Milo Manara). La particolarità di aver conservato e dato lustro ad un numero che sarà per sempre suo, il 46, i siparietti per festeggiare le vittorie, le battaglie leggendarie con i rivali di sempre e i magici sorpassi in pista che facevano saltare sul divano anche lo spettatore che si accostava con animo tiepido alla gara della domenica.

Il Murales che omaggia Valentino Rossi presso il circuito Ricardo Tormo a Valencia presentato in occasione della sua ultima gara (Pagina Facebook ufficiale Valentino Rossi)

Il suo storico Fan Club con sede nella cittadina del marchigiano dove Valentino è cresciuto, aveva già reso onore al proprio beniamino durante il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna, sul tracciato intitolato a Marco Simoncelli a Misano, quindici giorni fa. E, il Dottore, questo il soprannome con cui simpaticamente è conosciuto Rossi, aveva risposto al tributo del popolo giallo (tinta che ha da sempre rappresentato il pilota nel paddock) lanciando verso la tribuna un’edizione speciale del casco creata per l’occasione. Se il saluto per l’ultima gara in Italia si è rivelato una festa gioiosa, ieri a Valencia ha avuto luogo la vera e propria passerella d’onore per un campione stimato e amato a livello globale e l’atmosfera, seppur festosa, era certamente più malinconica.

Con le telecamere della regia che andavano a cercarlo in continuazione, un pubblico in terra spagnola (patria, peraltro, di tanti “nemici” in pista) che oggi era tutto per lui e la consegna del riconoscimento come MotoGP Legend, si respirava un’aria da ultimo giorno di scuola: un giorno atteso durante l’intero anno, ma che, quando arriva, induce a rendersi conto che le dinamiche, le relazioni e anche i bisticci alla base della quotidianità mancheranno davvero. Le immagini del proprio percorso scorrono tutte insieme davanti agli occhi, tolgono per un istante il fiato e riempiono il cuore di un potente mix di nostalgia e gioia per il passato e speranza e desiderio per un futuro altrettanto intenso. Possiamo immaginare che il centauro di Tavullia ieri abbia provato tutto questo. Sapeva benissimo, d’altronde, quanto sarebbe stato difficile affrontare e vivere quegli attimi e temeva da lungo tempo un momento tanto decisivo.


14 Giugno 2009 – Sesto atto del Mondiale: Valentino e Jorge Lorenzo danno vita ad una delle gare più belle di sempre nella cornice del GP di Catalunya. Dopo una serie di sorpassi e controsorpassi al cardiopalma è il pilota di Tavullia che taglia per primo il traguardo e trionfa sul compagno di squadra e arcirivale.

Con un decimo posto come miglior risultato giunto proprio in questa occasione, il 2021 ha, però, ricordato a tutti e, a lui per primo, come fosse inutile continuare a rimandare l’inevitabile e che solo Peter Pan può decidere di non crescere. Già da un po’ di tempo comunque tutto era pronto per questo sofferto addio: la VR46 Raiders Academy che, da qualche anno, raduna e fa crescere i talenti di domani e ha già lanciato tantissimi piloti che attualmente militano nelle differenti classi (fra questi è doveroso ricordare anche il già citato Bagnaia) e il team di proprietà che in questa stagione ha esordito nella massima categoria con il veicolo guidato dal fratello Luca Marini rappresentano il segno tangibile dell’impegno che Valentino continuerà a profondere in questo sport e costituiscono un’eredità importante, a testimonianza di un amore sincero e di una passione viscerale di Rossi per il mondo delle moto, da cui tantissimo ha ricevuto, ma a cui tantissimo è stato anche in grado di e continuerà, nel tempo, a regalare. 


Tuta speciale indossata dal pilota per la sua gara di commiato (Pagina Facebook ufficiale Valentino Rossi)

Il murale che gli è stato dedicato presso la linea del traguardo diviene così espressione del pensiero e dei sentimenti di tutti coloro che, in questi anni, Rossi ha saputo far divertire, che con lui si sono commossi, che un giorno racconteranno le sue imprese e che oggi non possono che rivolgergli due semplici, ma assai significative parole: Grazie Vale!

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