Un derby di felicità, una gioia incontenibile. La zampata di Matteo Cancellieri, a due minuti dalla fine di un derby intenso e nervoso, regala alla Primavera dell’Hellas Verona il punto necessario per festeggiare, con una giornata di anticipo, la promozione matematica nel campionato Primavera 1. Dopo tre stagioni di purgatorio, trascorse in Primavera 2, la società gialloblù tornerà dunque a giocare nel massimo livello del calcio giovanile italiano. Un ulteriore step di crescita per il settore giovanile del club, evidente dimostrazione della bontà del progetto portato avanti dal responsabile Massimo Margiotta, e degno coronamento del lavoro condotto dal tecnico Nicola Corrent.

Il Presidente Maurizio Setti alla fine del derby con il Chievo, commenta la promozione ottenuta

Dopo un avvio un po’ interlocutorio, l’annata dell’Hellas ha assunto velocemente i contorni della cavalcata trionfale, nel segno di un dominio a lungo incontrastato. Eppure, a metà febbraio, il campionato della formazione gialloblù sembrava stentare a decollare. Nel derby casalingo contro il Chievo, il Verona si trovava, infatti, sotto di tre reti all’intervallo, dopo una prima frazione di gioco da incubo. Ma nel secondo tempo, con una rimonta da urlo coronata dall’incornata vincente di Filippo Terracciano all’ultimo secondo, era arrivata la svolta della stagione, con la fondamentale acquisizione, da parte dei ragazzi di Corrent, della necessaria autostima e della giusta consapevolezza nei propri mezzi. Da lì, per i gialloblù, sono arrivate dieci vittorie in fila, oltre alla splendida impresa di Cagliari in Primavera Tim Cup, competizione in cui, per il secondo anno consecutivo, l’Hellas si è reso protagonista di un percorso sorprendente ed emozionante, uscendo solamente in semifinale contro la Lazio, al termine dei tempi supplementari, dopo essere stato in vantaggio di due reti. Uno stop che non ha influito sul morale della formazione scaligera, che ha ripreso subito la propria marcia vincendo in casa contro il Brescia – decimo successo di fila – e ipotecando così la conquista del torneo. In seguito, il Verona ha pareggiato a reti bianche con la Cremonese e vinto sul campo del Venezia, con la possibilità di ottenere il conforto dei numeri nella sfida dello scorso 1 maggio contro il Parma. Ma la sconfitta maturata nei minuti finali per mano dei ducali e i non favorevoli risultati dei recuperi delle ultime settimane, hanno ritardato i festeggiamenti. Il gol di Priore, che aveva portato in vantaggio il Chievo nel derby di sabato pomeriggio, sembrava complicare ulteriormente i piani di Corrent, ma il sigillo di Matteo Cancellieri, l’uomo più rappresentativo del gruppo, ha allontanato i fantasmi, scatenando l’irrefrenabile gioia gialloblù.

I giovani gialloblù in esultanza dopo un gol (foto hellas.verona.it)

Il successo della Primavera scaligera ha sicuramente molteplici significati e ragioni. L’Hellas ha raccolto i frutti di un progetto ben delineato e lungimirante, partito già lo scorso anno. Corrent, principale artefice del progetto gialloblù, ha conferito alla propria squadra un’identità precisa e un gioco ben delineato. La sua squadra cerca sempre di mantenere il controllo della palla e un dominio posizionale sul campo, con una difesa alta che accetta il calcolato rischio di venire infilata in ripartenza, un centrocampo dinamico e dai piedi buoni e un attacco dalla potenza debordante. Il Verona appare dunque come un’orchestra perfetta che si muove in armonia sul terreno di gioco.

In questo contesto, a mettersi in luce sono stati principalmente i due attaccanti esterni del tridente offensivo, Lorenzo Bertini e Matteo Cancellieri, autori rispettivamente di 10 e 15 gol. I due, perfettamente complementari sui due lati dell’attacco scaligero, hanno mostrato tutto il proprio repertorio fatto di accelerazioni, dribbling, assist e giocate d’alta scuola. Soprattutto, sono stati in grado di risultare decisivi nei momenti cruciali delle partite o di sbloccare, con le loro fiammate, le gare più spigolose. Bertini e Cancellieri, va detto, si inseriscono in un parco attaccanti di alto livello per la categoria, comprendente anche i vari Yeboah, Elvius, Jocic, Florio e Bragantini. Allargando la valutazione agli altri reparti, sono certamente degni di menzione i difensori centrali Coppola e Calabrese, coppia ben assortita e bilanciata, oltre ai centrocampisti Turra, Pierobon e Astrologo, che offrono dinamismo, qualità e sostanza alla linea mediana.

Ora, dopo i meritati festeggiamenti, il club scaligero dovrà subito pianificare la prossima stagione, quella del ritorno al top del calcio giovanile. Quella in cui, tornando ad affrontare le big del calcio italiano, l’Hellas vorrà coronare in modo definitivo la propria crescita e il proprio brillante lavoro sul settore giovanile, dimostrando che i successi degli ultimi due anni non sono certo arrivati per caso.

Foto: ufficiostampa hellasverona.it

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