Quattro ore di sonno, lorde. 

– La giornata inizia col taxista che spara a palla The revolution will not be televised, pietra miliare di Gil Scott-Heron. È l’universo che mi manda un segnale.

– La prima serata ha chiuso col boom di ascolti, share del 52% e passa, grida di giubilo e marce trionfali. I boss del Festival si presentano in conferenza stampa dopo essere stati immersi in vasche di brodo di giuggiole ed oli essenziali. “Abbiamo tutti un gran bisogno di pop”, dicono. Voglio tornare sul taxi.

– Ha ragione Savino, fuori succedono cose. Tipo che appaiono strani messaggi in pieno centro a Sanremo. Graffitti inneggianti a Gianfranco Fini e striscioni di solidarietà partenopea ad Amadeus. O’ core ‘e Napule.

– Ore 21.30. Scopro solo ora che su Twitter c’è pure Adinolfi che fa le pagelle a Sanremo. E allora io cosa scrivo a fare, dai.

– I cantanti. Bello mandare il primo big sul palco dopo un’ora e passa e costringere Pelù a scendere tra il pubblico a svegliare quel poro cristo che era crollato. I Pinguini portano una ventata di frizzantezza, mentre per Gabbani attendiamo spiegazioni sul perché sia andato sul palco con un’ora di ritardo rispetto alla scaletta. Tosca ci mostra che la classe non svanisce e, soprattutto, che non te la puoi inventare.

– Elettra Lamborghini spaesata ed emozionata fa quasi tenerezza. Il testo l’avete sentito tutti (temo), se non ci fosse stato il coro a trascinarla boh, ma ci regala comunque la hit dei grest estivi 2020. Bimbi felici e papà soddisfatti. Peccato per quel vestito da Abba dell’est europeo, su Amazon a 12 e 99 si trova di meglio. 

– Gli ospiti. Perdereeeee l’amoooooreeeeeeeee. A squargiacola, come sotto la doccia. La canzone di Paolo Palumbo ricorda un po’ troppo Ti regalerò una rosa di Cristicchi, ma fa capire a tutti cosa c’è dietro quelle tre lettere, SLA, quindi solo grazie. Zucchero non si discute, i replicanti dei Ricchi e Poveri già di più. Sabrina Salerno e le sue generosità, la gag delle scarpe, la telecamera che stringe, il tutto dopo le 22.30 per creare quell’atmosfera che fa tanto pornosoft anni Ottanta.

BONUS TRACK

– Marco Masini: «Per come vanno le cose, oggi ci sarebbe ben più di una Vaffanculo da scrivere e da cantare, ma non servirebbero.  Ci sono troppa rabbia e troppo rancore in giro e Un altro vaffanculo andrebbe solo ad alimentare qualcosa che è già brutto». Amen. 

– Sinceramente non capisco tutto sto entusiasmo per Fiorello vestito da Maria De Filippi. Allo Sky ai tempi d’oro eravamo abituati a ben altro.