Tra connessione e conflitto, i social media rivelano il loro lato più oscuro: uno spazio in cui la violenza, spesso invisibile e normalizzata, si insinua nelle relazioni quotidiane, amplificata da linguaggi, algoritmi e nuove dinamiche digitali.
La decisione del premier britannico di proiettare la serie targata Netflix nelle scuole del Regno Unito scuote le coscienze: un viaggio crudo e necessario nell'età delle tempeste, dove la "manosfera" e gli "incel" diventano spietati protagonisti, svelando un lato oscuro del web sconosciuto a molti genitori.
Il docufilm presentato ieri sera a Mondovisioni, "The children in the picture" è stata l'occasione per affrontare un tema di cui si parla ancora troppo poco, ma che sta diventando sempre più invasivo e grave.
Mi spiegate perché diavolo continuiamo a credere a qualsiasi “notizia” (volutamente fra virgolette, per non usare termini ben più eloquenti) ci venga raccontata sul web o...
Le necessità imposte in questi giorni rivelano le difficoltà a portare avanti anche solo il concetto di "scuola virtuale". Che porterebbe, se sviluppata, enormi vantaggi, ma anche limiterebbe la crescita personale degli studenti.
I giovani e Internet: la percezione che i social network e il Web siano piattaforme da “maneggiare” con cautela da parte delle nuove generazioni ancora non c’è. Cyberbullismo, parole ostili, violenza filmata, sexting e altre condizioni mettono a rischio la loro integrità. Ed è necessario e fondamentale sensibilizzare su comportamenti responsabili affinché il Web sia un luogo sicuro e positivo.