Piazzetta Mura Gallieno: nuovo volto per un luogo ricco di storia


Piazzetta Mura Gallieno, situata nelle immediate vicinanze dell’Anfiteatro Arena e a pochi passi da Piazza Bra, verrà pedonalizzata e riqualificata. L’amministrazione comunale ha deciso di donare un nuovo volto ad un angolo di Verona prezioso per la sua storia antica. La piazzetta ospita un esemplare unico ben visibile, all’interno del tessuto urbanistico cittadino, delle mura erette dall’imperatore Gallieno, assieme alle poche rovine presenti in via Armando Diaz.
Gallieno (218-268) era un uomo estremamente colto e amante delle arti, che salì al potere assieme al padre Valeriano (200-260). Quest’ultimo appartenne alla dinastia valeriana, legata all’aristocrazia senatoriale romana. Il figlio Gallieno seppe attuare provvedimenti che modificarono l’organizzazione dell’esercito e della difesa, valorizzando il ruolo della cavalleria, dedicando uno spazio notevole al rinforzo della cinta muraria. Ripristinò e consolidò un complesso molto vasto, costruito durante l’età comunale.
Gallieno fece edificare ex-novo una fortificazione intorno all’anfiteatro Arena i cui lavoro furono seguiti sul campo da Aurelio Marcellino, un cavaliere di rango superiore dotato di funzioni e ruoli simili ad un odierno capo di Stato maggiore. L’imperatore ebbe il merito di inglobare l’anfiteatro entro l’addizione delle nuove mura cittadine trasformando l’edificio in una sorta di bastione difensivo, mentre buona parte della facciata venne demolita durante il regno di Teoderico (454-526), re degli Ostrogoti in Italia.
Nonostante questi interventi l’anfiteatro continuerà a ospitare, almeno per tutta l’età moderna, eventi di grande afflusso come esecuzioni capitali, tornei, feste, fiere e spettacoli di ogni genere. L’imperatore Gallieno acquisì importanza per Verona in una fase storica caratterizzata dalla mancanza di un forte potere centrale, legata al susseguirsi rapido di comandanti sul trono imperiale. Inoltre in quel periodo scoppiavano continue rivolte in ogni territorio dell’Impero e gli apparati politici e militari si indebolirono fortemente.

Per queste ragioni, a partire dal III secolo d.C ci furono continue incursioni di popoli barbari in Pianura Padana, che trovarono terreno fertile a causa della posizione naturale di Verona, situata allo sbocco della valle dell’Adige, territorio da sempre flagellato da invasioni. Nel 260 d.C gli Alamanni, nome con cui gli storici denominano un gruppo numeroso di tribù germaniche provenienti da sudovest dell’odierna Germania, oltrepassarono il Brennero, attraversarono le valli ed entrarono in pianura, saccheggiando e devastando interi territori.
Giunti fino a Milano, furono sconfitti e cacciati da Gallieno (253-268 d.C). Il pericolo spinse l’imperatore a fortificare le città del nord Italia che erano esposte a eventuali attacchi. Creò un sistema difensivo capillare, da Aquileia a Verona e la nostra città, assieme a Concordia (attuale Portogruaro) occupò le due posizioni strategiche più importanti. Verona tornò ad essere una piazzaforte militare di rilievo, come lo era stata durante il periodo repubblicano.
Le antiche mura repubblicane vennero ripristinate e rafforzate, con il restauro di molti tratti andati in rovina e furono innalzate nuove torri nei punti più esposti alle scorribande nemiche. Le due porte presenti alle pendici del colle San Pietro e le testate dei ponti Pietra e Postumio, crollato nel 1153, furono riconsolidate, con costruzioni che si spingevano fino alla sommità di colle San Pietro. Gallieno fece terra bruciata di tutte le strutture pubbliche e private che si trovavano all’esterno della cinta muraria perché troppo esposte agli attacchi nemici.
La costruzione durò dal 3 aprile al 4 dicembre 265, come testimonia una grande iscrizione presente sull’architrave dei fornici interni di Porta Borsari. Dopo tre anni ci fu una nuova incursione degli Alamanni bloccata sul Lago di Garda dall’imperatore Claudio II il Gotico (213-270), che li annientò. Da allora i popoli invasori temettero le solide difese cittadine a tal punto che negli anni a seguire Verona acquisì un’importanza crescente in ambito difensivo e militare.
L’intervento (“stoppato” per qualche giorno dalla Soprintendenza per chiarimenti, poi ripreso proprio oggi, ndr) intende riqualificare uno spazio storico cittadino, sul modello del lavoro effettuato per piazzetta Bra Molinari.
Sarà effettuato un rifacimento completo della pavimentazione in porfido, inoltre verranno installati alcuni paletti dissuasori che consentiranno il transito esclusivamente ai pedoni, restituendo la piazza a cittadini e visitatori, che potranno trovare uno spazio accogliente per l’incontro. Il progetto intende valorizzare anche il pino marittimo già presente nel cuore della piazzetta, attorno a cui verranno collocati spazi dove ci si potrà sedere e godere di scorci inediti.

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