I primi 900 anni di storia del Santuario della Bastia
Isola della Scala celebra in questi giorni i nove secoli di storia del suo santuario di culto.

Isola della Scala celebra in questi giorni i nove secoli di storia del suo santuario di culto.

Isola della Scala celebra i primi nove secoli della Bastia, edificio di culto consacrato alla Madonna, mostrando i restauri conservativi di alcuni elementi di pregio artistico ed architettonico. Il suo nome proviene da bastita, termine che indicava un luogo fortificato fatto erigere dai Veneziani, detentori dei territori veronesi a partire dall’inizio del Quattrocento. La struttura ospitava gli abitanti in caso di incursioni nemiche ed era ulteriormente protetto dalle acque del fiume Tartaro che lambisce il territorio, originando un’ampia area paludosa.
Prima dell’arrivo della Serenissima la chiesa era denominata Castello perché vi sorgeva il castello dei conti Da Palazzo, famiglia veronese di origine franca la cui dinastia si estese tra X e XIV secolo. Una volta diventati signori di Isola della Scala, edificarono il castello nell’XI secolo, andato distrutto dagli Scaligeri duecento anni più tardi.

La chiesa della Madonna della Bastia fu edificata nel 1126 da Chebizo, Wartento e Annone come risulta dall’iscrizione in facciata collocata sopra l’angolo sinistro del portale d’ingresso. In origine la chiesa era a salienti, ossia divisa in un corpo centrale più alto, tratto ancora ben visibile sopra i fregi barbarici e in due corpi laterali più bassi, di cui è possibile leggere l’andamento delle falde del tetto impostato sopra ad archetti pensili perfettamente conservati.
Fu durante il 1400 che la chiesa assunse i connotati odierni, quando fu trasformata in aula unica con il corpo centrale mozzato e abbassato e le ali laterali leggermente alzate che diedero all’edificio una fisionomia a capanna. Il rosone centrale venne aperto e il portale rinascimentale fu costruito e decorato, anche se le manifatture sono quasi scomparse. In origine il portale medievale doveva essere provvisto di edicola cuspidata come quella che si trova sul fianco sinistro.
Le due finestre di facciata risalgono al Settecento mentre il campanile fu costruito negli anni Sessanta del Novecento. I muri, compresa l’abside, sono per la maggior parte originali in pietra e mattoni, eccezione fatta per quello di destra realizzato in ciottoli di fiume ed eretto nel Quattrocento probabilmente dopo un crollo. Il santuario è da sempre oggetto di grande devozione popolare, ospitando pellegrini attratti da una statua miracolosa della Madonna conservata in una nicchia esterna sul fianco sinistro.

Gli interventi di restauro hanno riguardato il recupero degli altari laterali, due tele ad olio risalenti al XVII secolo e dell’insegna storica della facciata, effettuati con il sostegno del CTG El Fontanil, della parrocchia e di un’azienda veronese. La prima pala restaurata rappresenta la Crocifissione con Maria Addolorata, san Giovanni Evangelista ed i santi Borromeo, Lorenzo e Antonio da Padova.
Il recupero di un’altra tela raffigurante santo Stefano e san Girolamo nell’altare sinistro il cui l’altare ligneo, realizzato dall’abate Girolamo Bongiovanni tra il 1668 e il 1706 pone al centro la statua della Vergine realizzata in terracotta. Luciano Avanzini, artista originario di Nogarole Rocca, miniaturista specializzato in costruzione di edifici storici, palazzi e chiese, ha riprodotto la chiesa della Bastia dopo aver effettuato numerosi sopralluoghi e fotografie e impiegato materiali di diverso tipo tra cui legno, ferro zincato.
Al Palariso di Isola della Scala è stata esposta una mostra dedicata a Nello Pegoraro (1913-2006) fotografo locale la cui passione per la stampa lo spinse ad attraversare contrade e paesi del territorio alla ricerca di ritratti e scorci di vita quotidiana. La pieve è collocata all’interno di un anello turistico comunale ben segnalato con cartelli di legno che riportano indicazioni chilometrica dai diversi luoghi artistici e naturali di pregio del borgo, come la Torre Scaligera, eretta dagli Scaligeri nel XIV secolo per completare il sistema difensivo del Serraglio veronese costruito per difendersi dalle incursioni nemiche.

Il percorso si snoda attraverso luoghi naturalistici come il Mulino della Giarella, posto alla confluenza del fiume Piganzo con il Tartaro. Il manufatto, impiegato in passato per la macina dei cereali, risale alla prima metà del Quattrocento ed appartenne a diverse famiglie che lo utilizzarono nel corso dei secoli. A poca distanza si raggiungono le paludi della Pellegrina, importante sito naturalistico che offre un gradevole percorso immerso nella natura da affrontare a piedi, in bicicletta e a cavallo, rappresentando un habitat perfetto per canneti, uccelli palustri e pesci.
Per ottenere informazioni riguardanti visite guidate e aperture è possibile inviare una mail al seguente indirizzo: prolocoisoladellascala@gmail.com.
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