Con le gare di qualificazione ai Mondiali disputatesi contro Estonia ed Israele gli Azzurri hanno ufficialmente dato il benvenuto a Gennaro Gattuso sulla panchina della Nazionale. E, a giudicare dalle prime due uscite, pare che il tecnico ex-Milan abbia portato con sé un cambio di rotta nettamente più propositivo rispetto a ciò a cui abbiamo assistito nei quattro anni che hanno seguito la magnifica vittoria di Euro 2020.

Le “goleade”

Storicamente, la Nazionale italiana non è mai stata identificata con il “bel gioco” o con le goleade. Siamo pur sempre la patria del catenaccio, del “tutti indietro e contropiede”, del gioco sporco. Eppure, nelle prime due uscite dell’era Gattuso, si è vista un’Italia quasi irriconoscibile: dieci gol segnati in appena due partite, una produzione offensiva inusuale che racconta la voglia di aggredire e colpire senza paura.

Certo, il rovescio della medaglia è evidente: contro Israele sono arrivati quattro gol subiti, due dei quali su autorete, a testimonianza di una retroguardia disattenta e tutt’altro che impermeabile. Che sia un problema di modulo o di movimenti non ancora perfettamente assodati da parte degli interpreti sarà il campo a stabilirlo, ma ciò che invece traspare come una nuova ed imprescindibile costante è il tandem Retegui-Kean. Due gol e tre assist per il primo, tre gol per il secondo nelle due uscite.

Il cambio di rotta

Ciò che più sorprende di queste prime uscite non è soltanto il numero di gol segnati, ma l’atteggiamento con cui l’Italia è scesa in campo. L’approccio rinunciatario che aveva contraddistinto gli ultimi anni pare appartenga al passato: al contrario, pur tra errori e disattenzioni evidenti, la squadra ha cercato costantemente di imporsi, senza mai assumere un ruolo passivo o subordinato né all’avversario né all’andamento del risultato.

È vero, Estonia e Israele non appartengono all’élite del calcio europeo e restano rivali alla portata, ma proprio per questo l’Italia aveva il dovere di ripartire con l’atteggiamento di una nazionale che di Coppe del Mondo esposte in bacheca ne porta orgogliosamente quattro, senza scordare però che mancare la terza partecipazione consecutiva ad un Mondiale non sarebbe nemmeno più un fallimento, ma un punto di non ritorno.

I prossimi appuntamenti degli azzurri saranno nelle rispettive pause di ottobre e novembre, affrontando in ordine Estonia, Israele, Moldavia ed infine Norvegia, la prima della classe.

Primo posto: obiettivo concreto o già sfumato?

La Norvegia guida il girone con tre punti di vantaggio sull’Italia e, al momento, una differenza reti superiore di +6 grazie a vittorie più lineari e meno sofferte. L’Italia, invece, oltre ai quattro gol subiti nella sfida contro Israele, paga caro la sconfitta per 3-0 nello scontro diretto dello scorso 6 giugno, proprio contro la Norvegia.

Per provare a chiudere al primo posto e strappare il pass diretto per il Mondiale, gli Azzurri non solo dovranno vincere tutte le prossime partite, ma farlo con convinzione e attenzione, cercando di consolidare un margine più ampio nel compito delle reti, e perché no, sperare in un’inaspettata caduta della Norvegia. In un girone così equilibrato, infatti, la differenza reti potrebbe diventare decisiva tanto quanto i punti conquistati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA