L’Unione europea ha un aspetto “intergovernativo”, ben visibile nel ruolo esercitato dal Consiglio europeo (cioè l’insieme dei capi di Stato e di governo), ma pure una natura “federale”, per cui esiste fra l’altro un Parlamento europeo eletto ogni cinque anni, e infine un carattere “funzionale”, in quanto l’Unione europea è nata e si è sviluppata per affrontare problemi comuni dandosi strumenti adeguati, ad esempio l’euro e la Banca centrale europea che lo gestisce.

I due trattati riguardo l’Unione europea e il suo funzionamento definiscono le competenze delle varie istituzioni unionali, che sono esercitate anche attraverso i fondi strutturali e relativi progetti, destinati ai territori degli Stati membri. La progettazione, la gestione e la rendicontazione dei progetti sono attività molto laboriose e che richiedono di agire insieme a partner di altri Stati membri.

Creare un’opinione pubblica europea

La Commissione europea, per agevolare il compito delle amministrazioni locali, ha lanciato il programma BELC (Building Europe With Local Councillors, cioè “Costruire l’Europa con i consiglieri locali”), i cui scopi sono consentire ai politici locali di lavorare insieme e di diffondere informazioni sui temi legati all’Ue, rafforzare il coinvolgimento dei cittadini e promuovere dibattiti su tematiche attinenti al futuro dell’Europa. Il fine ultimo è di sostenere la creazione di una vera e propria opinione pubblica di livello europeo.

Attualmente si tratta di una rete di oltre mille consiglieri locali, di cui quasi trecento italiani. Fra di essi sono quasi trenta i veneti, di cui otto della provincia di Verona. Appartengono al gruppo Giacomo Cona per Verona, Ermanno Gobbi per Bonavigo, Emanuele De Santis per Bovolone, Jessica Tomezzoli per Cerea, Tonio Pettinato per Lazise, Andrea Girardi per Minerbe, Fabio Castellani per San Zeno di Montagna, Ilaria Montagano per Sona.

Lo skate si fa largo al Saval, grazie al progetto ideato da Welf-care – Energie Sociali.

I vantaggi del programma BELC per le amministrazioni locali

Verona ha una posizione geografica che la rende una sorta di porta italiana sull’Europa e di porta europea sull’Italia. Sono molte le opportunità di finanziamento tramite i fondi strutturali che possono rinnovare e migliorare le infrastrutture delle città europee, oltre che per la cultura e l’innovazione. 
Un’amministrazione che abbia idee può davvero fare un salto di qualità grazie ai fondi europei, ma rimane fondamentale costruire solidi legami istituzionali con gli organi dell’Unione europea, una stretta collaborazione con la Regione del Veneto e una rete di contatti con gli amministratori di altre città europee.

Anche a distanza di centinaia di chilometri si ritrovano dinamiche simili nell’amministrazione di una città e nei bisogni delle persone, e quindi lavorare insieme per trovare soluzioni replicabili è un’opportunità unica che l’Europa ed il sentimento di vicinanza, amicizia e comunità tra cittadini europei riescono a dare. L’iniziativa è particolarmente utile ai Comuni piccoli o medio-piccoli come quelli del Veronese.
Ed è qui che diventa estremamente utile il programma BELC, attuato in stretta collaborazione con il Parlamento europeo e la Rete europea dei consiglieri regionali e locali del Comitato delle Regioni.

Verona capofila del progetto URBACT Re-Gen

L’attuale amministrazione scaligera ha partecipato al quarto ciclo settennale di URBACT vincendo un bando. URBACT è un programma di oltre 20 anni fa, che mira a facilitare la collaborazione tra le città e sviluppare soluzioni integrate per le sfide urbane comuni, creando reti, imparando dalle esperienze di tutti e individuando buone pratiche per migliorare le politiche urbane.

L’immagine del progetto europeo Re-Gen, interno al bando URBACT, di cui la città di Verona è capofila.

Il bando prevede una somma di 850 mila euro, di cui 200 mila per il comune scaligero, che ne è capofila, e il resto da suddividere in una rete di nove diverse città europee. Si tratta della città di Milano, Albacete in Spagna, Vila Do Conde in Portogallo, Daugavpils in Lettonia, Corfù in Grecia, Pula/Pola in Croazia (città gemellata con Verona), Dobrich in Bulgaria e Lezha in Albania.

 
Con il progetto Re-Gen, Verona ha puntato sulla riqualificazione di spazi urbani e vede coinvolti, fino a tutto dicembre 2025, un istituto superiore e tre scuole secondarie dei quartieri di Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia, fra cui l’ITES Luigi Einaudi e la Scuola Secondaria di primo grado IC12 Manzoni.

I fondi sono parte del più ampio bilancio UE di 1 216 miliardi di euro (nell’ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-27), cioè circa 400 euro all’anno per ogni europeo. Per un confronto, si pensi che il bilancio della pubblica amministrazione italiana di circa 1000 miliardi annui, corrisponde a una media di 16.500 euro per ogni residente in Italia.

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