La presenza di una comunità ebraica a Verona ha radici antichissime, forse già risalenti all’età romana, in seguito confermata nel VI secolo con re Teodorico, che accolse gli ebrei di Ravenna in fuga dopo forti contrasti con la popolazione cattolica della città romagnola.

Di una comunità vera e propria si ha però traccia nel X secolo; nel XII secolo c’è testimonianza in città di un tribunale rabbinico, mentre più tardi alla corte di Cangrande della Scala soggiorna il poeta, secondo diversi studiosi ritenuto amico di Dante Alighieri, Manoello Giudeo (noto anche come Immanuel Romano), autore di testi in lingua ebraica, latina e volgare. 

Ricorrenti espulsioni e ritorni si registrano tra il XV e XVI secolo, tra cui molte presenze provenienti dalla Germania. 

Nel Quattrocento il primo distintivo giallo

Il 1422 è l’anno in cui viene introdotto un disco di stoffa giallo cucito sul petto come segno di riconoscimento. L’ingresso ufficiale nel ghetto della comunità ebraica, posto tra via Mazzini, via Pellicciai e via Sella, avviene nel 1604 a seguito della bolla papale di Paolo IV, “Cum nimis absurdum”, in cui il pontefice ne chiede la segregazione.

Nella prima metà del Seicento si forma la prima comunità serfardita nella zona oggi detta Corte Spagnola, dove si stabilisce un gruppo di ebrei iberici che lì creano anche una loro sinagoga.

Abbattuti i cancelli del ghetto con l’arrivo delle truppe napoleoniche, subito dopo la dominazione austriaca la comunità raggiunge la massima espansione con 1400 componenti: con l’Unità d’Italia gli ebrei ottengono pari diritti civili e sono cittadini a tutti gli effetti. Fino all’emanazione delle leggi razziali nel 1938 a seguito delle quali la popolazione ebraica veronese, già diminuita a 400 elementi, viene profondamente colpita e conta, a fine del secondo conflitto mondiale, 63 vittime.

Cinque domeniche per conoscere il ghetto

Colpisce oggi che, a fronte di una crescente polarizzazione dell’opinione pubblica a seguito del conflitto armato tra il governo di Israele e Hamas, la scelta delle comunità ebraiche italiane sia di proporre iniziative culturali di conoscenza e approfondimento sul proprio patrimonio.

Non è da meno Verona dove dall’11 febbraio per cinque domeniche è possibile visitare quanto rimane dell’ex ghetto e la sinagoga veronese usufruendo di una guida autorizzata, che porterà i visitatori a conoscere meglio la presenza della comunità tra le mura scaligere.

La locandina con tutte le date per visitare la Verona ebraica da domenica 11 febbraio fino al 9 giugno 2024.

Un’ora e mezza di viaggio nel tempo e nella storia, a partire dalle ore 15, che si ripeterà il 10 marzo, il 14 aprile, il 12 maggio e il 9 giugno; sono previste agevolazioni per i minori di 12 anni e per gli over 65, con possibilità di ingresso alle persone con disabilità (la prenotazione è obbligatoria, per informazioni rivolgersi a visite@comebraicavr.it). 

Un convegno sulle artiste ebree del Novecento

Da segnalare inoltre l’appuntamento di lunedì 12 febbraio alle 17.30 con il convegno organizzato dalla Fondazione Ernesta Besso, in collaborazione con Adei-Wizo sezione di Verona e la Comunità ebraica scaligera, che ospita l’incontro intitolato “Tra arte  identità – Il contributo delle artiste ebree nell’Italia del Novecento”.

L’occasione è di celebrare il centenario della fondazione che si occupa di storia delle donne e di genere, storia dell’ebraismo, del suo impatto sociale e delle relazioni con il mondo cattolico, storia dell’istruzione, dell’educazione e della pedagogia. Il convegno gode del contributo del Ministero della Cultura, del  patrocinio della Società letteraria di Verona, della Consulta delle associazioni femminili di Verona e del Centro di cultura ebraica di Roma.

Sul tema si confronteranno Giorgia Calò, direttrice del Centro di cultura ebraica di Roma, storica dell’arte e curatrice, specializzata in arte contemporanea israeliana, e Agostino Contò, saggista e scrittore, già insegnante a contratto di Storia del Libro all’Università di Verona. La partecipazione prevede un’iscrizione a questo link.

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