Con l’incontro di ieri sera dedicato al noto giornalista e scrittore Toni Capuozzo, avvenuto presso la Dogana di Fiume in via Corte Dogana 6 (quartiere Filippini, Verona) ha aperto i battenti il primo Festival del Giornalismo di Verona, una nuova manifestazione che Heraldo ha ideato e organizzato insieme all’associazione culturale Canoa Club con l’intento di portare in città nuove idee e promuovere il dibattito cittadino. Una manifestazione che, sulle orme di quelle ormai celebri di altre città d’Italia (Ferrara con il Festival di Internazionale, Varese con Glocal e Perugia con il Festival organizzato dalla RAI, solo per fare qualche esempio legato al mondo del giornalismo), ha l’ambizione di diventare nel tempo un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche legate a quel mondo, con un focus particolare sull’attualità, la società, la cultura, lo sport, le inchieste, i documentari e molto altro. Per far questo si chiama a raccolta l’intera cittadinanza, per contribuire – sia con la propria semplice presenza, sia con un aiuto concreto attraverso una campagna di crowfunding – alla buona riuscita del Festival.

Toni Capuozzo (a destra) intervistato dalla nostra Serena Dei e da Luigi Spellini, presidente del Canoa Club di Verona

L’incontro ha permesso al pubblico di ascoltare dalla viva voce di Capuozzo alcuni degli episodi più “scottanti” della sua intensa attività di inviato di guerra, ma anche le riflessioni nate dall’ultimo anno di pandemia, che hanno “fruttato” l’ultimo libro del giornalista, “Lettere da un Paese chiuso. Storie dall’Italia del Coronavirus”. Si è parlato molto anche del mestiere stesso del giornalista, delle sue difficoltà, del suo “prezzo” se fatto sempre con la schiena dritta, e dalla stella polare che deve essere sempre rappresentata dal “dubbio” e dalla sete di conoscenza.

A questo proposito non si può certo negare che il Festival del Giornalismo di Verona sia nato fra le mille difficoltà, legate soprattutto alla situazione sanitaria del Covid-19, che ha bloccato per molti mesi gli italiani in casa e la possibilità anche solo di concepire nuovi eventi. Eppure il desiderio di portare il nostro contributo alla città ci ha aiutato a superare anche questi ostacoli e così, anche grazie all’entusiasmo degli stessi giornalisti, che hanno compreso il momento e si sono resi disponibili a partecipare a questo nostro evento, siamo riusciti a creare un palinsesto in grado di coniugare diverse esigenze, di rispondere a molteplici domande e curiosità, a creare movimento e confronto.

Il programma

Monica Zornetta

Il Festival aprirà ufficialmente i battenti giovedì 1° luglio alle 18.30 con una serata dedicata al giornalismod’inchiesta: primi ospiti saranno Monica Zornetta, freelance per “Avvenire” e “Corriere della Sera”, e Pierpaolo Romani di “Avviso Pubblico”, seguiti alle 20.30dall’incontro fra Paolo Biondani de “L’Espresso” e Gianni Belloni, giornalista e coordinatore dell’Osservatorio “Ambiente e legalità” di Legambiente Veneto.   

A seguire, il 2 luglio si parlerà di giornalismo sportivo: si partirà dal dialogo fra Adalberto Scemma, docente all’Università di Verona e decano dei giornalisti sportivi veronesi, Furio Zara de “La Domenica Sportiva” e Anna Chiara Spigarolo del “Corriere dello Sport-Stadio”, per concludere la serata con il confronto fra Simone Gambinodi “The Post Internazionale” (Tpi) e Giancarlo Padovan, ex direttore di “TuttoSport”, consigliere della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ed editorialista sportivo per “L’Unione Sarda” e “Il Fatto Quotidiano”, oltre che volto noto di SkySport.

Sabato 3 luglio sarà dedicato ai nuovi media, ai social network e al linguaggio del cosiddetto new media journalism: dopo l’intervento iniziale della veronese Jara Bombana, fondatrice della piattaforma digitale “Malora”, e del fumettista Tonus (già collaboratore per “l’Unità”, ora per “Il Vernacoliere”, “Cuore”, “Il Male”) saranno ospiti Saverio Tommasi, giornalista tra i più letti di “Fanpage.it” e da poco in libreria con In fondo basta una parola (Feltrinelli, 2021), Emilio Mola, che partendo da “Senzacolonne”, piccola testata pugliese online, è oggi uno dei giornalisti più cliccati e seguiti sui social per le sue riflessioni sui fatti di cronaca e di attualità nazionale, e Francesco Specchia, giornalista di “Libero”, fondatore di “PopEconomy” e autore di numerosi libri di costume e società. 

Barbara Schiavulli

Domenica 4 luglio sarà dedicata al racconto delle “migrazioni” sui media oggi, ma ci sarà spazio anche per il giornalismo di guerra con la partecipazione di Emanuela Zuccalà, regista e giornalista freelance che scrive, tra gli altri, per “D-Repubblica”, “El Pais”, “Mail&Guardian”, autrice di grandi reportage dal Sud del mondo, con particolare attenzione al tema delle mutilazioni genitali femminili. Saranno poi ospiti Barbara Schiavulli, inviata di guerra (in questi giorni in partenza per l’Afghanistan), fondatrice e direttrice di “Radiobullets”, testata online indipendente che si occupa prevalentemente di esteri, che dialogherà con Laura Silvia Battaglia, reporter specializzata in aree di crisi e conflitti, documentarista, autrice e conduttrice per Radio3 e contributor del “Washington Post”.

Lunedì 5 luglio, la serata finale del Festival, si aprirà con Paride Pelli, direttore responsabile de “Il Corriere del Ticino”, quotidiano indipendente della Svizzera italiana, e di “Ticinonews”, per raccontare il ruolo culturale dei media italiani, e si concluderà con Massimiliano Tonelli, direttore di “Artribune”, cui spetta la chiusura della manifestazione. E altre importanti firme potrebbero ancora aggiungersi, nei prossimi giorni, a completare un programma ricco e in grado di abbracciare un grande ventaglio di esperienze e opinioni.

Il confronto

In quei giorni di luglio, dunque, avremo modo di confrontarci direttamente con i giornalisti presenti sullo stato di salute dell’informazione italiana, un’informazione che – ricordiamo – riguarda tutti, che rappresenta uno dei capisaldi della nostra Costituzione e che per essere davvero utile ed efficace deve essere sempre libera e indipendente. Informazione che ora, purtroppo, attraversa senz’altro una grave crisi economica, che di conseguenza va a inficiarne spesso anche la qualità. Sarà importante, in questo senso, confrontarsi con chi oggi anima questo mondo a tutti i livelli e che sono protagonisti del giornalismo di oggi e lo saranno, in alcuni casi, anche in quello di domani. Giovani e meno giovani, spesso portatori di idee diverse, si confronteranno sullo stesso palco e con il pubblico veronese per cercare di capire tutti insieme che direzione sta prendendo il giornalismo italiano. E con esso la nostra società.

Un momento dell’anteprima

Tutti i dettagli del programma, le giornate, le date, gli orari, i protagonisti, gli eventi collaterali sono disponibili a partire dai prossimi giorni sulle pagine Facebook e Instagram del Festival del Giornalismo di Verona.

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