La salvezza, obiettivo stagionale del Verona, è stata raggiunta con ben nove giornate di anticipo rispetto al termine della stagione. Per una società come quella gialloblù, che con Juric ha bissato la permanenza nella massima serie, dopo quella conquistata lo scorso anno, un risultato del genere vale quasi come un piccolo scudetto. Nell’ambiente gialloblù qualcuno aveva iniziato a sognare l’Europa ma, probabilmente, la dimensione giusta sembra essere proprio questa. Salvo, come continua a chiedere lo stesso tecnico gialloblù, che il club non decida di fare un passo in più, aumentando gli investimenti per incrementare la qualità dell’organico, unica via per fare il cosiddetto salto di qualità e alzare l’asticella. Al momento, tuttavia, i programmi della società sembrano non essere proprio questi.

Il tecnico gialloblù Ivan Juric durante un’intervista

Programmi futuri a parte, però, non può passare in secondo piano l’attuale trend negativo imboccato dalla squadra che nelle ultime sette partite ha racimolato ben sei sconfitte, quattro delle quali addirittura tra le mura amiche del Bentegodi, una volta fortino quasi inespugnabile. L’ultima della serie, dopo quelle con Milan, Atalanta e Lazio, è arrivata martedì sera contro la Fiorentina, giunta a Verona assetata di punti salvezza e per questo ben motivata a conquistarli. Tutte queste sconfitte, inoltre, si portano “in dote” ben 13 gol subiti (nel solo girone di andata erano stati 18 ndr) e i soli 6 realizzati, a fronte di un indice di pericolosità sotto porta decisamente diminuito rispetto a qualche mese fa. Se la salvezza non fosse già stata archiviata, più di qualcuno si sarebbe già messo le mani nei capelli.

Il giovane centrocampista serbo Ivan Ilić

I numeri, comunque, non mentono e ci obbligano, nonostante tutte le premesse, a cercare di trovare le cause di questo “crollo” verticale e assolutamente imprevisto. Le motivazioni possono essere molteplici. Chi ha “tirato la carretta” più di altri vive un momento di naturale appannamento, soprattutto fisico ma anche mentale, mentre l’assenza di un vero obiettivo e le continue voci di mercato, che vedono coinvolti in primis il tecnico e poi alcuni giocatori, non contribuiscono certo a tenere sempre alto il livello di attenzione, specialmente in questo momento dove manca un vero e proprio traguardo da raggiungere. Tuttavia, dalla squadra è lecito attendersi una pronta reazione per non lasciare scorrere senza senso questo ultimo scorcio di campionato. La professionalità di allenatore e giocatori non è minimamente in discussione ma, visto che nel calcio le motivazioni la fanno da sempre da padrone, spetta a Juric riuscire a toccare le corde giuste per imprimere una decisa sterzata. Rovinare quanto di buono fatto sino a ora sarebbe veramente peccato mortale.

Foto: hellasverona.it

@RIPRODUZIONE RISERVATA