Dopo la Nazionale femminile, venti giorni fa, è arrivato ieri anche il trionfo di quella maschile allenata da Fefé De Giorgi. Un dominio azzurro nel volley che ha radici profonde e destinate a durare.
Analizziamo il successo al Mondiale della Nazionale allenata da Julio Velasco: pregi, soprattutto, e qualche difetto di una squadra che rischia di rimanere a lungo al vertice.
La nazionale di volley femminile prosegue la propria storica cavalcata iniziata con le Olimpiadi dello scorso anno aggiudicandosi anche la Volley Nation League (VNL) 2025. Il prossimo appuntamento internazionale è quello iridato ed in programma in Thailandia dal 22 di agosto.
Comincia oggi pomeriggio un Mondiale senza Azzurri e - forse - senza tifosi ma che potrebbe comunque risultare spettacolare. Sarà, in un modo o nell'altro, un evento memorabile.
Il bronzo mondiale dell'Italvolley al femminile è un risultato che ha deluso le enormi aspettative della vigilia e che ha scatenato un enorme polverone mediatico. Il tutto alla vigilia di un biennio che dovrà condurre la Nazionale alla qualificazione ai Giochi di Parigi. Cosa è successo davvero, al di là della bruciante sconfitta contro la nazionale brasiliana?
L'Italia della pallavolo è in festa per l'ennesimo prestigioso alloro di questa estate dorata per il movimento. L'ultimo mondiale conquistato dalla seniores maschile era datato 1998. Questa generazione di giovani atleti ha saputo costruire un torneo in crescendo andando a prendersi un successo imprevedibile alla vigilia, ma meritato.
L'amarezza per la cancellazione della sfida ai mondiali di rugby si confronta con la naturalezza con cui gli sport britannici mettono in conto la pioggia come parte del gioco.
Il giorno interlocutorio successivo a Chievo-Bologna e al suo imprevedibile epilogo è stato animato dalle amare parole di Sergio Pellissier sull’addio di Gian Piero Ventura alla panchina...