Dire a una persona molto giovane che l’arte può essere qualcosa di più di un passatempo, che può diventare un percorso concreto, perfino un lavoro: Esisto nasce anche da questa esigenza, semplice da formulare ma ancora troppo difficile da sostenere in un Paese nel quale chi lavora nel settore artistico incontra spesso scarse tutele e poche prospettive.

«Il messaggio che sta sotto al progetto è dire alle persone giovani e giovanissime che fare arte è possibile ed è un potenziale lavoro valido. Può essere un futuro strutturato e dignitoso», racconta Rosa Mantovani, una delle ideatrici.

Il progetto nasce da un collettivo eterogeneo, formato da persone tra il liceo e l’università e da adulte con esperienza nel circo, nella danza, nella musica e nel sociale. Alla sua realizzazione collaborano tre realtà: il collettivo di arti performative Equilibrio Instabile, l’etichetta Maieutica Dischi, impegnata nella valorizzazione della musica fatta da donne, e Habitat 83, polo culturale dedicato all’arte contemporanea e sede dell’evento.

L’obiettivo è dare spazio all’identità artistica giovanile, ma non soltanto nel senso più immediato del termine. Esisto vuole permettere a ragazze e ragazzi di esporre un’opera o presentare una performance, certo, ma anche e soprattutto di incontrarsi, scambiare conoscenze e contaminarsi vicendevolmente. 

Uno spazio tutto da costruire

Il progetto rifiuta di posizionarsi come una mostra alla quale consegnare un’opera per poi tornare a riprenderla, né vuole essere una successione di corsi tenuti da chi sa e frequentati da chi ancora non sa. Il progetto cerca invece di creare un ambiente orizzontale, nel quale le competenze possano circolare tra pari.

I laboratori sono condotti da persone tra i 15 e i 25 anni e rivolti alla stessa fascia d’età. Per proporne uno non è necessario essere professionisti né avere già esperienza nell’insegnamento. Si può partire anche da una conoscenza molto circoscritta, purché si desideri condividerla. «Hai quindici anni e sai fare benissimo l’uncinetto? Hai comunque qualcosa da insegnare», sintetizza Mantovani durante l’intervista.

Proprio per questo, una parte centrale del progetto è il tutoraggio: il collettivo accompagna chi ne ha bisogno nella trasformazione di un’idea in un laboratorio sostenibile ed efficace, aiutandolo a organizzare attività e modalità di conduzione. Lo stesso vale per gli aspetti tecnici dell’esposizione e delle performance. 

Le condizioni fondamentali per rispondere alla call sono due: la proposta deve essere originale ( per esempio,nel caso della musica, non vengono accolte cover) e non deve veicolare contenuti discriminatori. Il sottotitolo del progetto, Io sono qui nel mio corpo poetico, indica proprio il desiderio di portare qualcosa che appartenga alla propria ricerca, anziché limitarsi a reinterpretare il lavoro di un’altra persona.

Le giornate sono pensate come un movimento continuo: si comincia insieme, ci si divide tra le diverse attività, poi ci si ritrova nei cerchi di confronto e nei momenti condivisi. Il valore risiede nelle relazioni che possono nascere attraversando tutto il percorso, senza rimanere confinato nel singolo laboratorio.

Tre giornate di eventi e un possibile ritorno…

L’edizione 2026 si svolgerà dal 3 al 5 ottobre negli spazi accessibili di Habitat 83, in via Mantovana 83E a Verona.

Sabato 3 ottobre sarà dedicato ai laboratori ideati e condotti da giovani artisti e artiste. Più attività potranno svolgersi contemporaneamente, alternate a cerchi autogestiti, giochi di movimento e momenti di confronto. Non saranno corsi professionali in senso tradizionale, ma occasioni per mettere in comune pratiche, passioni e ricerche.

Domenica 4 ottobre il centro del lavoro si sposterà sull’allestimento. Le persone partecipanti costruiranno insieme la mostra collettiva, affiancate da professionisti che le aiuteranno ad affrontare le diverse scelte tecniche: dove collocare un’opera, come metterla in relazione con le altre, come organizzare lo spazio e presentare una performance. Anche questa fase diventa così parte della formazione. La sera Habitat 83 aprirà alla città: il pubblico potrà visitare le opere, vedere le restituzioni nate durante i laboratori e assistere alle performance, della durata massima di quindici minuti.

Lunedì 5 ottobre arriverà Esisto Ancora, una giornata di masterclass condotte da artisti e artiste professionisti. In questo caso non sono previsti limiti di età, né per chi partecipa né per chi conduce. Dopo lo scambio orizzontale dei primi due giorni, il confronto diventerà intergenerazionale: un modo per avvicinare esperienze differenti senza trasformarle in una gerarchia rigida tra chi insegna e chi impara.

Il progetto, però, non si esaurirà con il disallestimento. A dicembre la mostra dovrebbe essere ricostruita e ampliata. La formula è ancora in fase di definizione, ma l’intenzione è mantenerla visitabile più a lungo e affiancarle ulteriori occasioni formative.

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