Anche quest’anno il formidabile gruppo di lavoro di Figline Valdarno, costituito dall’Accademia “Marsilio Ficino”, dall’omonimo Istituto Paritario (Liceo Classico e Liceo Scientifico), dall’Associazione culturale “Feeria” animata dalla Comunità di San Leolino di Panzano in Chianti e dal Comune di Figline e Incisa Valdarno, promuove il Festival della Cultura Umanistica in Figline Valdarno, settimo Simposio di riflessione, studio e approfon­dimento sui temi della cultura umanistica, come è da attendersi dalla patria dell’Uma­nesimo italiano.

Dall’8 al 10 maggio 2026 sarà un susseguirsi di interventi di filosofi, storici, letterati, classicisti, educatori, sociologi e psicologi, sul tema caldissimo e delicatissimo dell’educazione nella società complessa. Il  titolo di quest’anno è infatti Socrate dove sei?  Dalla scuola come obbligo all’edu­cazione come cammino condiviso. Tre giorni di confronto serrato su tematiche educative anche in concomitanza con il centenario della fondazione del Liceo Paritario “Marsilio Ficino”.

Vale la pena ricordare come la piccola, ma batta­gliera, Comunità di San Leolino[1], guidata da un finissimo intellettuale come Padre Carmelo Mezzasalma[2], filosofo, musicista e musicologo, docente di letteratura italiana e raffinato poeta, abbia fatto del Festival un momento di grande importanza per promuovere quel concetto di Fede e Cultura che affonda le sue radici nel pensiero di giganti come Jacques Maritain, Romano Guardini, Giuseppe Lazzati e soprattutto nei documenti del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo.

Io sono convinto che la nostra epoca soffra in modo angosciato di quella che chiamo “Nostalgia dell’educazione”. Infatti in tutte le situazioni di emergenza – dall’educazione all’affettività, come antidoto alla ferocia nei rapporti fra uomo e donna, alla prevenzione dei disastri ambientali, dalla responsabilizzazione nell’uso delle apparecchiature elettroniche, al rispetto per la privacy altrui – il grido che si leva da più parti è quello della necessità di coinvolgere la scuola. In realtà poi si scopre sistematicamente che l’attenzione per la scuola è solo un fatto episodico, periodico e costante, ma occasionale e momentaneo. Dare alla scuola strumenti e risorse perché possa intervenire seriamente negli innumerevoli settori in cui è chiamata in causa è tutt’altra cosa. Anzi è ricorrente la beffa di nuovi ulteriori adempimenti, disposti da Leggi, Decreti o Circolari ai quali la scuola è chiamata “senza oneri per la finanza pubblica”.

Eppure è quasi istintivo capire che esiste nelle società complesse un legame strettissimo fra scuola e politica, fra educazione e sensibilità sociale; ma è davvero strano che ad attuare una seria azione di valorizzazione della scuola siano sempre i sistemi dittatoriali e totalitari, mentre le democrazie sembrano per lo più distratte, attente ad altro, come se la dimensione democratica degli assetti politici fosse qualcosa di natura­le e di acquisito per sempre. In realtà una democrazia che non sa pensare strategicamente alla forma­zione dei giovani prima o poi si esaurisce come la cera di una candela. La polis ha bisogno di una paideia che nasca da un’elaborazione vasta e continua. È questa stessa paideia che favorisce la coscienza democratica e la responsabilità sociale, non secondo un processo mecca­nico e forzato, ma nelle forme fisiologiche di un organismo che cresce sia sul piano culturale e nell’immaginario collettivo, sia nei valori di rispetto e civile convivenza.

Va inoltre sottolineato come non sempre animino le politiche scolastiche visioni organiche fondate sulle più avanzate e serie riflessioni scientifiche in merito al rapporto fra la persona e le nuove tecnologie, il mutare dei contesti sociali, le sollecitazioni d’ambiente, soprattutto in considerazione di come tutti questi fattori possano contribuire a strutturazione le reti neuronali nei cervelli dei giovani. Il concetto di plasticità della mente e del valore modellante della dimensione sensoriale, ambientale ed emozionale sembrano concetti lontani dal mondo scolastico quanto galassie remote anni luce.

Il settimo simposio del Festival della Cultura Umanistica, in occasione del primo cente­nario della fondazione del Liceo Paritario “Marsilio Ficino” vuole mettere al centro del­l’at­tenzione proprio questi temi e lo fa proponendo due punti di riferimento, il concetto di scuola come obbligo, come appartenente a una concezione sociale chiusa e ancorata a visioni del passato e quello di esperienza comune, di cammino condiviso, secondo una concezione ispirata dalla parola greca méthodos che significa, appunto, percorso com­piu­to insieme, cammino verso una meta comune.

Si trat­ta di una sfida nella quale la figura di riferimento è un personaggio antico, fondatore di un metodo di confronto nel quale il maestro chiede a se stesso prima ancora che agli allievi e con gli allievi esplora le possibili soluzioni ai problemi. Nella Società della Conoscenza, quindi, l’educazione non si configura come trasmissione quantitativa di saperi sistematicamente strutturati in una fissità rigida e predefinita, ma come ricerca di valori e significati, raggiunti in una relazione dialogica e dialettica. Dialogica perché il cammino è nella stessa direzione e non conflittuale e oppositivo; dia­lettica perché l’atteggiamento è bidirezionale e simmetrico, continuamente fondato sulla recipro­ca verifica. Questo modello, antico, ma sempre attuale, e generativo di un sapere dinamico, non può non superare da un lato l’apprendimento come performance o adempimento, dall’altro il solipsismo confortante e confortevole di chi rifiuta la scuola come istituzione comune e si rifugia in forme privatistiche e individualistiche di istruzione solo formalmente parentali, ma sostanzialmente incapaci di misurarsi con la realtà complessa del nostro tempo.

E dunque la domanda iniziale Socrate dove sei? non è un grido di allarme, ma una voce di richiamo, di invito per chi si dedica all’educazione a ritrovare lo spirito maieutico e dinamico di una relazione che nella contemporaneità ripensa, ritrova e ridefinisce uno stile antico, ma sempre nuovo, il quale dall’abisso del passato non cessa di lanciare segnali di vitalità inesausta e inesauribile.


[1] https://www.sanleolino.org/hcm/hcm31447-1-Home.html

[2]https://www.google.com/search?gs_ssp=eJzj4tFP1zc0NC4yrizKMDFg9BJKTizKTc3JV8hNrapKLE7MyU0EALUKC2I&q=carmelo+mezzasalma&oq=carmelo+Mezzasalma&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqBwgAEC4YgAQyBwgAEC4YgAQyDAgBEEUYORjjAhiABDIICAIQABgWGB4yCAgDEAAYFhgeMggIBBAAGBYYHjIKCAUQABiABBiiBNIBCDU4NzhqMGo5qAIAsAIB&sourceid=chrome&ie=UTF-8

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