La rassegna Mondovisioni raggiunge la sua quattordicesima edizione e torna a Verona riaffermando la propria vocazione originaria: usare il cinema documentario come strumento di comprensione del presente, senza scorciatoie né semplificazioni. Un progetto che negli anni ha saputo costruire un pubblico attento e partecipe, capace di riconoscere nel documentario non solo un genere cinematografico, ma una vera e propria forma di giornalismo visivo.

Anche quest’anno Mondovisioni è ospitata dal teatro di Fucina Culturale Machiavelli, in collaborazione con Heraldo, e propone sei appuntamenti, in programma dal 19 gennaio al 23 febbraio, sempre di lunedì alle 21.00. Ogni proiezione è accompagnata da un momento di approfondimento e confronto, elemento che da tempo caratterizza la rassegna e la distingue come spazio di riflessione collettiva oltre che di visione.

Nata dalla collaborazione tra CineAgenzia e il settimanale Internazionale, Mondovisioni porta sullo schermo una selezione di documentari internazionali scelti per la loro capacità di raccontare snodi cruciali dell’attualità globale attraverso storie concrete, sguardi autoriali e un rigoroso lavoro di inchiesta. Tutti i film sono proposti in versione originale con sottotitoli in italiano.

Frame tratto dal film “The dialogue police”

Il programma

Ad aprire la rassegna, il 19 gennaio, è The life that remains di Dorra Zarrouk, un racconto intimo e doloroso che segue una famiglia palestinese costretta a lasciare Gaza. Attraverso memorie, immagini domestiche e frammenti di quotidianità, il film restituisce il senso di una perdita che non è solo materiale, ma identitaria, interrogando lo spettatore sul significato stesso di casa, appartenenza e sopravvivenza. Alla fine della proiezione interverrà l’attivista palestinese, trapiantato da anni in Italia, Abed Hegazi che sarà intervistato dalla direttrice della nostra testata Elena Guerra.

Il 26 gennaio è la volta di Night is not eternal di Nanfu Wang, che sposta lo sguardo su Cuba e sulla figura di Rosa María Payá, figlia del dissidente Oswaldo Payá. Un documentario che riflette sulle dinamiche del dissenso, sui rischi della strumentalizzazione politica e sulle ambiguità che attraversano ogni tentativo di cambiamento. Al termine ci sarà l’incontro con il giornalista Paolo Annechini, esperto di questioni legate all’America Latina

Il 2 febbraio The dialogue police di Susanna Edwards entra nel cuore dell’Europa, raccontando il lavoro di un’unità speciale della polizia svedese incaricata di tutelare la libertà di espressione durante manifestazioni e proteste. In un tempo segnato da radicalizzazioni e tensioni crescenti, il film apre una riflessione sottile e necessaria sul fragile equilibrio tra sicurezza e diritti. Il dibattito, condotto dal giornalista Giorgio Vincenzi, vedrà protagonista Giampaolo Trevisi, oggi consigliere regionale ma per molti anni responsabile della scuola di polizia di Peschiera.

Il tema dei confini ritorna il 9 febbraio con The guest, diretto da Zvika Gregory Portnoy e Zuzanna Solakiewicz, ambientato lungo la frontiera tra Polonia e Bielorussia. Qui la crisi migratoria si manifesta nella sua dimensione più cruda e disumana, mentre le vite dei migranti si scontrano con le strategie politiche e le retoriche nazionaliste di un’Europa sempre più chiusa. Al termine interverrà Serena Zuanazzi di One Bridge To, intervistata da Stefania Berlasso.

Il 16 febbraio Mondovisioni propone Niñxs, un documentario ambientato in Messico che segue il percorso di Karla, adolescente alle prese con la costruzione della propria identità di genere. Un racconto delicato e potente, capace di restituire la complessità dell’adolescenza e il peso dei pregiudizi senza mai indulgere nel sensazionalismo. Questa volta il dibattito vedrà al centro Giovanni Zardini, del Circolo Pink, che sarà intervistato da Filippo Baldi.

A chiudere la rassegna, il 23 febbraio, è The shadow scholars di Eloise King, un’indagine sorprendente sul mercato sommerso della produzione accademica globale. Il film porta alla luce il lavoro invisibile di studiosi che scrivono tesi e articoli per studenti occidentali, sollevando interrogativi profondi sull’etica dell’istruzione, sulle disuguaglianze e sulla mercificazione del sapere. L’ultima discussione sarà moderata dalla giornalista Tiziana Cavallo, che dialogherà con il professore di Filosofia Teoretica dell’Università degli Studi di Verona Gianluca Solla.

Nel suo insieme, Mondovisioni si conferma una rassegna che rifiuta l’urgenza del commento istantaneo e sceglie la profondità dell’analisi. In un ecosistema informativo sempre più frammentato e accelerato, questi documentari chiedono tempo, attenzione e responsabilità allo spettatore. È forse questa, dopo quattordici anni, la forza più autentica di Mondovisioni: continuare a offrire uno spazio in cui il mondo non viene semplificato, ma guardato, finalmente, negli occhi.

Immagine tratta dal film “The shadow scholars”

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