Sull’ipotesi che il governo italiano organizzi lanci aerei di aiuti umanitari su Gaza, annunciata dal Ministro degli Esteri, Medici Senza Frontiere (MSF) con una nota avverte che questi lanci sono inefficaci e pericolosi e costringono le persone a rischiare la propria vita per cercare cibo. La soluzione più efficace, dignitosa e su ampia scala è aprire i varchi di terra dove tutto è già pronto per entrare, ed è l’unica strada da percorrere.  

«L’utilizzo dei lanci aerei per la consegna di aiuti umanitari è un’operazione cinica e inutile, il governo italiano non deve cadere in questo errore», ha affermato la dott.ssa Monica Minardi, presidente di MSF. «Le strade ci sono, i camion ci sono, il cibo e i medicinali ci sono: tutto è pronto per l’ingresso degli aiuti a Gaza, che si trovano a pochi chilometri di distanza dal confine. Quel che serve», continua, «è che le autorità israeliane decidano di facilitarne l’ingresso nella Striscia ed è su questo che il governo deve fare pressione: accelerare le procedure di autorizzazione, permettere l’ingresso di beni su larga scala e coordinarsi per consentire una raccolta e distribuzione degli aiuti sicura. Solo così potremo iniziare a risolvere il problema della devastante carestia a cui stiamo assistendo».

Gli aiuti aerei, precisa il comunicato di Medici Senza Frontiere, riescono a trasportare molto meno delle 20 tonnellate di aiuti che può contenere un camion. Attualmente due milioni di persone sono intrappolate in un piccolo lembo di terra che rappresenta il 12 per cento dell’intera Striscia. Se qualcosa atterra in quest’area ristretta, ci saranno inevitabilmente dei feriti. Se invece gli aiuti atterrano in zone che Israele ha messo sotto ordine di evacuazione, le persone saranno costrette a entrare in aree militarizzate, mettendo ancora una volta a rischio la propria vita pur di ottenere del cibo.

Malnutrizione

Nelle cliniche di Medici Senza Frontiere di Al-Mawasi, nel sud della Striscia, e di Gaza City, nel nord, si sta registrando il più alto numero di casi di malnutrizione mai osservato nella Striscia. Oltre 700 donne incinte e in fase di allattamento e quasi 500 bambini affetti da malnutrizione severa e moderata, sono attualmente in cura nei centri di alimentazione terapeutica ambulatoriale in entrambe le cliniche. Solo nella clinica di Gaza City, i casi sono quasi quadruplicati in meno di 2 mesi: da 293 a maggio a 983 all’inizio di luglio.

Tra questi, 326 sono bambini di età compresa tra i 6 e i 23 mesi. «È la prima volta che assistiamo a un numero così alto di casi di malnutrizione a Gaza. La fame a cui è costretta la popolazione è intenzionale: potrebbe finire domani se solo le autorità israeliane permettessero l’ingresso di cibo su larga scala», ha dichiarato Mohammed Abu Mughaisib, vicecoordinatore medico di Medici Senza Frontiere a Gaza.

Serve un cessate il fuoco immediato

Le organizzazioni umanitarie presenti nella Striscia di Gaza continuano a chiedere un cessate il fuoco immediato e incondizionato, un accesso umanitario senza ostacoli e il rispetto del diritto internazionale umanitario, inclusa la protezione per lo staff medico e le strutture sanitarie. Numerosi governi continuano – fa presente Medici Senza Frontiere – a esprimere preoccupazione per la situazione drammatica a Gaza, ma i loro appelli che chiedono il rispetto del diritto umanitario internazionale suonano ipocriti, dal momento che continuano a inviare armi che uccidono e mutilano i bambini che Medici Senza Frontiere cerca di salvare.

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